Cronaca
A cura dei finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria - Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata di Bari

Normativa antimafia, sequestro appartamento a Leonardo Montani

Il destinatario del provvedimento, risulta esponente di spicco dell’omonimo clan operante nel quartiere San Paolo di Bari

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BariFinanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria – Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata di Bari hanno proceduto al sequestro preventivo di un appartamento per un valore di circa 150 mila euro, nella disponibilità indiretta di Leonardo Montani, 40enne barese, figlio di Salvatore e fratello di Andrea detto “Malagnac”, con diversi precedenti per reati di associazione mafiosa, delitti contro la persona ed il patrimonio nonchè reati in materia di sostanze stupefacenti. La misura reale, disposta dal G.I.P. presso il Tribunale di Bari su richiesta della locale Procura della Repubblica, trae origine dalle indagini svolte dalla Sezione Misure di Prevenzione del G.I.C.O., nell’ambito delle quali è stato appurato che Montani, già sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel comune di Bari, ha omesso di comunicare al Nucleo pt di Bari l’acquisto dell’immobile sottoposto a sequestro, così violando l’obbligo di comunicazione delle variazioni patrimoniali, sancito dall’articolo 80 del codice delle leggi antimafia, approvato con D.Lgs. 159/2011. Tale norma, infatti, impone a coloro che siano stati sottoposti, con provvedimento definitivo, ad una misura di prevenzione, l’obbligo di comunicare per dieci anni, ed entro 30 giorni dal fatto, al Nucleo di Polizia Tributaria del luogo di dimora abituale, tutte le variazioni del patrimonio di valore superiore a 10.329 euro. La violazione di tale obbligo comporta la confisca dei beni acquistati o del relativo corrispettivo (in caso di successiva alienazione), oltre alla reclusione da due a sei anni. Il destinatario del provvedimento, risulta esponente di spicco dell’omonimo clan operante nel quartiere San Paolo di Bari. Il sodalizio rimase coinvolto nell’operazione “Marte” eseguita nei confronti di esponenti dei clan “Laraspata” e “Montani”. I due clan, a partire dal 1993, per affermare la loro egemonia e imporsi sul territorio, scatenarono una vera e propria guerra di mafia contro sodalizi avversi, culminata con 4 omicidi e 16 tentati omicidi. I responsabili furono poi arrestati nel 1998 con il blitz che portò all’arresto di 116 persone tra capi e affiliati, tra cui 9 donne. Montani Leonardo, dopo un periodo di detenzione per numerosi e gravi delitti, è uscito dal carcere nel dicembre 2010.

Redazione Stato



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