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Cera candidato a San Marco. L’Udc corre da sola

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Angelo Cera (fonte image: bisceglielive)

Angelo Cera (fonte image: bisceglielive)

Foggia – O è un momento fortunato, oppure la catena era consequenziale, approntata da tempo. Angelo Cera è da un po’ che se la vede, politicamente parlando, realmente bene. Prima, la nomina a coordinatore provinciale dell’Unione di Centro, contro tutto e contro tutti; adesso l’ufficialità della sua candidatura a sindaco di San Marco in Lamis.

Nel comune garganico si voterà nella primavera dell’anno venturo per dare un sostituto all’attuale primo cittadino, il pd Michelangelo Lombardi. La candidatura di Cera, che i centristi del luogo definiscono “autenticamente sammarchese”, è stata annunciata dalla sezione del centro garganico con un comunicato diramato a tutti gli organi di stampa e firmato dal segretario Bonifacio D’Amico. “Angela Cera è il candidato sindaco per l’Udc”, l’annuncio, squillante. Poche parole, ma nette. Che, verosimilmente, apriranno un nuovo fronte all’interno del partito. E che scateneranno anche il gioco delle alleanze. Che, per il momento, sembra già chiuso. A quanto pare, l’Udc correrà da solo. Ovvio che si tratta di una sortita in avanti, di una posizione da discutere, per non farsi trovare impreparati.

La lezione subita a Foggia deve aver fatto diversi cadaveri in seno al partito. Meglio, così, correre ai ripari. D’altra parte, la strategia risponde appieno ai discorsi fatti da Casini sin dall’inizio della crisi del governo di Berlusconi. Ovvero, l’Udc non pone pregiudiziali, ma si riserva di correre a gambe sciolte, fuori dal sacco, per poter saltare con balzi liberi. Tanto che la candidatura di Angelo Cera sarà annunciata ufficialmente dal segretario nazionale scudocrociato, Lorenzo Cesa, dato in discesa garganica già nelle prossime ore. Al massimo, nei prossimi giorni. Che San Marco rientrasse nella ghiottoneria centrista lo si poteva dedurre sin dalla scorsa estate quando il paese accolse, e a braccia aperte, tutti i big del partito. Ufficialmente, la nomination del neo coordinatore provinciale Udc, sembra sia stata discussa ed approvata dai vertici. Ma, in realtà, negli ambienti vicini al suo opposto, Franco Di Giuseppe, c’è chi mugugna e non fa nulla per non darlo a vedere. In molti, insomma, sbuffano. “Cera sta avendo tutto ciò che chiede. Ricatta i vertici ed in cambio ne ottiene candidature e ruoli”, è la posizione di alcuni esponenti foggiani del partito. Troppo aperta e sanguinante, ancora, la ferita della nomina a coordinatore provinciale. A punto tale da far apparire questa nuova investitura come un affronto. Tuttavia, nel paese garganico sorridono e gioiscono. L’onorevole porta con sé un nome ed un’esperienza antiche che potrebbero consentire al partito un notevole balzo in avanti. “San Marco – è il parere della sezione locale – è in forte declino”. E, pertanto, “merita una guida capace di valorizzare le enormi capacità” del territorio. Spetterà ai posteri (ovvero alle schede) dare risposte a primavera. E decretare l’epifania di un nuovo capo o la ragione dei ribelli.



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