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Di Mauro: “‘Visioni’ diventerà un centro culturale”

Fi torna in piazza fra politica e leadership da decidere

Miranda con Parisi. Casarella: “Chi lo conosce a sud?”

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Foggia. “Visioni” diventerà un centro culturale dopo aver dato il titolo alla due giorni di incontri che Fi ha tenuto in piazza ricreando un clima di dibattito politico che a Foggia, nel partito di Berlusconi, mancava da almeno un decennio. “Il partito esiste ed è vivo e vegeto- commenta entusiasta il coordinatore provinciale Raffaele Di Mauro – un riconoscimento anche da parte dei vertici nazionali per aver rinnovato, per aver reso la nostra attività più collegiale, perché abbiamo di nuovo una sede a Foggia. In città Fi è al 19,5%, una roccaforte di questo genere ce l’ha solo Milano”. Fra i big nazionali Caldoro, Carfagna, Miccichè: sono questi alcuni dei nomi giunti a Foggia per parlare di politica. I passi non sono finiti: “Ci sarà un secondo step, coinvolgere i cittadini nelle scelte dell’amministrazione”, prosegue Di Mauro, “rendere il partito cerniera fra la società e il governo della città”. Che con un sindaco di centrodestra (“sono l’ultimo dei Mohicani”, dice Landella quando partecipa agli incontri nazionali per indicare come sia una delle poche città in Italia a governo forzista) tende a organizzarsi indipendentemente, “come succedeva ai tempi di Agostinacchio”, accenna Di Mauro, fiducioso nella fase due.

E’ più facile individuarli come amministratori che come “comunità” politica, fra migrazioni ad altri partiti e “visioni” diverse sulla leadership. Dal punto di vista culturale il tentativo del centro – per cui in questi giorni si sta registrando l’atto costitutivo- è quello di riaggregare un tessuto di centrodestra disperso in Capitanata. Il primo incontro è fissato con Magdi Allam ad ottobre. Si discuterà del suo libro su Oriana Fallaci. L’obiettivo va oltre il collante dei tesserati al partito e include la possibilità che anche chi, venendo da An senza mai aver aderito al Pdl, possa trovare un’interlocuzione. Di sindaci o ex amministratoti in Capitanata ce ne sono diversi. Per il resto le discussioni riguardo alla guida del partito vengono recepite come “premature”.

“Non si può rispondere alla domanda se Parisi possa essere il successore di Berlusconi- ripete Di Mauro- la sua mission è quella di un valore aggiunto per aggregare mondi disaffezionati alla politica rilanciandoli tutti insieme. Il perno aggregatore resta Luigi Vitali, il coordinatore regionale subentrato a Fitto.

Miranda: “Parisi, un valore sul campo”

Lavoro quotidiano nelle amministrazioni mentre le vicende nazionali restano all’orizzonte, un po’ sbiadito: “Certo ogni tanto gli eventi ci piovono sulla testa ma Forza Italia in Capitanata è unita in piena condivisone con il coordinatore Vitali, prima o poi Parisi piacerà a tutti e non condivido le critiche di Brunetta e Toti”. Luigi Miranda, presidente del consiglio comunale, è l’unico amministratore e dirigente di Fi ad aver partecipato all’incontro di Milano “Energie per l’Italia”. “Ottima impressione anche per il livello dei partecipanti e degli interventi, Parisi ha dimostrato sul campo di valere costringendo Sala ad una campagna elettorale all’ultimo voto. Che siamo attivi lo dimostra il mese di settembre: “Everest” a Giovinazzo, Tajani a Fiuggi, “Restart” con Fiori per tutti gli amministratori locali di Fi a Roma, poi la convention di Milano”.

A seguire “Visioni” tanti amministratori, sindaci, amici e simpatizzanti. Antonio Potenza, sindaco di Apricena, a proposito della leadership: “Non le persone ma le prospettive possono riunire il centrodestra, io continuo a vedere tanti cani sciolti, in Capitanata siamo messi meglio che a livello nazionale perché in campagna elettorale sappiamo fare squadra. Nell’incontro del fine settimana ho visto la volontà del non volere morire renziani, se ci si rimette a parlare possiamo giocarci la partita a tutti i livelli”.

Casarella: “No all’idea dell’investitura al cavaliere”

Ha lasciato l’attività politica a tempo pieno da qualche mese, ex consigliere provinciale e comunale a Cerignola (400 voti ma il suo posto l’ha occupato un altro dopo una serie di ricorsi) Gianvito Casarella punge il partito di cui è coordinatore cittadino: “Io rimango in Fi, bisogna capire se resta Forza Italia”. A livello comunale aveva organizzato con il suo gruppo un rinnovamento in prospettiva 2020 per la carica di sindaco, “ma qualcuno ha accelerato i tempi”. Delusione a livello locale a fronte di una militanza di decenni: “La mia idea personale è che non si poteva perdere a Milano dopo Pisapia. Parisi? Si poteva cercare altrove, nelle province, l’idea che il cavaliere sia investito dal Cavaliere, l’unto del Signore, non mi convince. Mi rendo anche conto che non siamo in grado di fare un congresso perché il partito non esiste se non nella buona volontà di gente come Raffaele di Mauro che porta big nazionali e persone in piazza. Molti dei nostri elettori votano Grillo o Salvini, difficile una ripartenza dal basso”.

Parisi comincerà un tour in giro per l’Italia a fronte del quale il coordinatore Di Mauro ha già espresso la sua piena disponibilità e quella del partito pugliese. Casarella dice: “Parisi al sud chi lo conosce? Andrebbe ricucito un tessuto con un po’ di umiltà, benediciamo Fini, poi Alfano, e c’è gente come Fitto col suo seguito che è tenuto lontano per preferirgli un signor nessuno. Va bene il nuovo ma non l’anonimo. E poi con un editto Berlusconi può deporlo in 48 ore. Vero che un partito è vivo se è sempre in campagna elettorale ma ora sono caduti tutti gli schemi, se Renzi perde il referendum Fi ridiventa una macchina elettorale, ricomincia ad aggregare”.

(A cura di Paola Lucino – paola.lucino@virgilio.it)



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