Manfredonia
"Solo i trentenni sapranno rispondere, quei trentenni che vivono in un periodo storico caratterizzato dall’assenza di certezze e stabilità"

“Avere 30 anni e vivere a Manfredonia”

"Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare si sa ed ognuno ha il suo mare da cui spelagarsi"


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Manfredonia, 28 settembre 2017. Cosa vuol dire essere trentenni a Manfredonia? Come si vive in una piccola città di provincia del sud Italia?

Solo i trentenni sapranno rispondere, quei trentenni che vivono in un periodo storico caratterizzato dall’assenza di certezze e stabilità; attanagliati dalla continua voglia di affermarsi in un mondo che sembra andare all’incontrario.

Si aggiunga che, oltre che ad essere trentenni ed a non avere certezza, il posto in cui si vive è fuori dalla realtà che dovrebbe essere più congeniale a chi ha una vita da costruire e che gli ostacoli da superare aumentano esponenzialmente.

Prospettive per il futuro?

Un futuro che bisogna costruirsi giorno dopo giorno stando attenti a non lasciarsi affossare dal comune dire e sentire tipico della rassegnazione…lasciarsi andare qui a Manfredonia è un po’ come morire, la morte delle idee e di quel desiderare che ti rende attivo e recettivo.

Cosa aspetti? Lascia la tua città e vai a vivere in posto che ti dia più opportunità.

Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare si sa ed ognuno ha il suo mare da cui spelagarsi.

I giovani sono in fuga

I giovani sono in fuga, perennemente in fuga e i dati parlano chiaro: dal 2008 a oggi hanno abbandonato la Puglia 20 mila giovani under 30, per studio e per lavoro; i recenti dati forniti dall’Istat dicono che tredici città pugliesi figurano nella top 50 se si considera la percentuale tra popolazione nella fascia d’età 18-30 e che va via. La classifica è guidata da Molfetta con il 14,3% di giovani che emigra seguita da Modugno (13,3%), San Severo (12,6%), Martina Franca (11,3%) e Taranto (11,2%). Sono dodici invece i comuni inseriti nella graduatoria per valori assoluti. Con Taranto terza in Italia che ha visto emigrare 3.643 giovani, Bari sesta con 2.971 e Foggia nona con 2.599.

Disoccupazione, immagine d'archivio (ph: panorama.it)

Disoccupazione, immagine d’archivio (ph: panorama.it)

Antonio, trentenne manfredoniano che vive a Milano da un po’ di anni: “Sono andato a studiare comunicazione e pubblicità a Teramo subito dopo il diploma poi sono tornato a Manfredonia per altri due anni, infine sono ripartito per Milano per la specialistica in comunicazione ed ora lavoro qui come libero professionista. A Manfredonia manca una visione globale della direzione da seguire: turismo, industria, agricoltura, pesca? Un po’ di tutto ma senza investire particolarmente su nulla; alle spalle di questo c’è, secondo me, la mancanza di formazione e di cultura ma sopratutto mancano gli stimoli, poco e niente di cultura, poco e niente di divertimento, poco e niente di stimolo professionale; il problema è che tutta la società manfredoniana è ripiegata su se stessa, non si evolve perché tanto bene o male si tira avanti e i risultati sono quelli che vediamo: lo spopolamento”.

Il sopravvento è preso dalla noia e dall’inerzia

Il sopravvento è preso dalla noia e dall’inerzia, conseguenza dell’impossibilità nella maggior parte dei casi di cambiare lo stato delle cose, in provincia e non solo, sempre uguale a se stesso…ma poi c’è l’esempio di chi riesce a realizzare i suoi sogni e raggiungere i propri obiettivi e riaccende la speranza di essere diversi, di sentirsi un salmone.
Un po’ controcorrente.

Più libero di vivere se stesso fuori dalla logica del gioco al ribasso, dell’accontentarsi come ci ricorda il grande F. Kafka: “La giovinezza è felice perché ha la capacità di vedere la bellezza. Chiunque sia in grado di mantenere la capacità di vedere la bellezza non diventerà mai vecchio”.

Fonte dati: Corriere del Mezzogiorno

(A cura di Libera Maria Ciociola, Manfredonia 28.09.2017)

“Avere 30 anni e vivere a Manfredonia” ultima modifica: 2017-09-28T21:34:49+00:00 da Libera Maria Ciociola



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Commenti


  • luciano

    Vero tutto vero i nostri giovani i nostri figli si i nostri figli che hanno bisogno di essere aiutati e non additati da persone velenose tutti noi dobbiamo sentirci in dovere di aiutarli trovandoli un lavoro


  • luciano

    I nostri ragazzi sono il nostro futuro aiutiamoli creiamo punti di ascolto dove unire le voci e inserirli nei nostri lavori affiancarli a noi nei nostri mestieri


  • Manfredolandia

    Attualmente anche per fare il lavaportoni piuttosto che il ragazzo di fatica in un supermercato o lo zerbito di una attività devi rivolgerti a qualche politico. Se trovi lavoro presso attività privata o non ti pagano o ti pagano in ritardo e quando ti pagano ricevi meno o molto meno delle firme che apponi in busta paga. Ragazzi andate via da Manfredonia, probabilmente vi realizzerete nella vitae solo maturando esperienze di vita e lavorative fuori da questa stranissima cittadina potrete rendervi conto di quanta sporcizia c’è qui.


  • U scupastred

    Tutto vero, per fortuna ho l’attività di famiglia, altrimenti sarei andati via anche io… C’è tanta superficialità in tutti i settori. Prime di intraprendere l’attività di famiglia ho provato in tutti i modi a farcela da solo qui,ma la politica è sorda e i politici assenti. Pensano solo ai cavoli loro. Quanta delusione… I politici qui fanno davvero schifo. Pagherete prima o poi.. La pagherete


  • Nicola

    Manfredonia è una città morta, non vi è più lavoro e dignità…..chi va via deve cambiare residenza così dai 60000 abitanti si arriverebbe forse a 20000 abitanti…..


  • cittadino

    Confermo… Un conoscente mi ha fatto vedere una busta paga di una fabbrica del Nord precisa in tutte le sue componenti ad l oziare dell’orario svolto, pagano perfino i minuti….ed inoltre avere tutto come indumenti da lavoro, antinfortinistica, scarpe, taglierino ritira lama automatico, casco, occhiali e scarpe….. Straordinario, ferie, premio di produzione, 13° 14°…..Tutte cose che qui tevlecdevi sognare…tra cui anche il semplice lavoro che prima c’era ed ora non c’è più. Ragazzi alla prima possibilità che avete scoprite altre realtà…. più amara di questa, come italiani, non la troverete da altre parti…. qui è sempre stato così con il beneplacito di chi…..

  • Io ho 46 anni a me Manfredonia mi ha tolto tutte le speranze la mia vita grazie alla politica e alla mafia che poi camminano sullo stesso binario e se un trentenne ha problemi a trovare lavoro magari andando fuori può trovarlo io per lo stato e tanti capitalisti sono vecchio e mi sento dire le faremo sapere grazie a delle leggi stupide in un Italia che anziché aiutare noi italiani non soldi ma con FORMAZIONE che fanno altri paesi europei e con i nostri soldi aiuta gli immigrati grazie italia merda


  • Giovanni

    Ho esattamente 30 anni, da due anni non sono più residente a Manfredonia, dopo un lungo periodo di studio al nord. Quando scendo osservo la mia città sempre più decadere, ma è una decadenza mascherata dal falso benessere. Guardo dall’alto in basso i miei compagni che credono di essere spensierati e che vivono ancora a casa con i genitori e penso: che mare di differenza tra me e loro. Alla domanda torneresti risponderei: certo che no!


  • Lecchino

    basta vedere a chi hanno dato il progetto delle bariere frangiflutti per capire che a Manfredonia la meritocrazia non esiste……conta bene altro, a 30 anni dovreste averlo capito #AmiciDegliAmici


  • Raffaele Vairo

    L’indignazione e lo sfogo dei giovani è sacrosanto. E’ molto triste dirlo, ma i nostri giovani non hanno un futuro perchè è stato loro cancellato.
    Sono, come è stato detto, centinaia di migliaia i giovani – soprattutto del sud – diplomati e laureati che hanno lasciato, negli ultimi anni, il nostro Paese per motivi di lavoro.
    Molti di loro non sono più disposti a tornare. Una perdita enorme di freschezza, di energie, di voglia di fare, di conoscenze, di abilità, di competenze e di professionalità.
    Altrettanto enormi sono le risorse (non solo finanziarie) impiegate per la loro formazione. Un investimento, per noi, in gravissima perdita, ma una vera “manna celeste” per i Paesi che gli hanno accolti, anche a braccia aperte.
    La disoccupazione giovanile rappresenta, più che un’emergenza sociale, una vera e propria emergenza umanitaria, anzi “un’infamia” che grida vendetta.
    Le prospettive, dispiace dirlo, per i nostri giovani (a 5/10 anni), infatti, sono molto negative. Quali le cause?
    Senza entrare in dettagli tecnici, posso solo dire che se non cambieranno radicalmente, a livello nazionale ed europeo, le politiche fiscali e di bilancio iper-liberiste e iper-mercatiste – improntate all’austerità – le sofferenze sociali per singoli, famiglie, micro imprese e disoccupati continueranno, al di là della mera propaganda governativa e del sistema mediatico, prezzolato e assoldato, che fa da cassa di risonanza.
    La ripresa economica di cui si parla è una finta ripresa. E’ di natura congiunturale e non strutturale, capace cioè di creare sufficienti, stabili ed equamente retribuiti posti di lavoro, per contrastare la precarizzazione del lavoro e la disoccupazione dilagante.
    Per cambiare queste demenziali, irresponsabili e crudeli politiche i giovani possono dare un importante contributo.
    Quale? Organizzarsi e far sentire forte, chiara e determinata la loro voce, non solo in piazza, ma in tutte le sedi politiche, sociali ed Istituzionali nazionali ed europee!
    Parafrasando una famoso slogan politico del Manifesto del Partito Comunista di Karl Marx e Friedrich Engels, mi sento di poter dire: “Giovani di tutti i Paesi, unitevi!”.
    Cari giovani, voi sottovalutate la vostra forza e non immaginate affatto quanto sia temuta da chi ci governa e dai “padroni del vapore”.
    Sappiate, però, che in questo momento storico le scelte fondamentali non sono prese dai nostri politici, ma dai centri di potere della finanza europea e mondiale…
    P.S.. non sono un comunista!


  • Tonino

    Uno schifo, i pochi posti di lavoro sono gestiti dai politici e non dall’Agenzia di collocamento! Pii quando ci sono le elezioni chissà quante pressioni ricevono i raccomandati per portare molta acqua al mulino. Che pena.


  • Robin

    Senza soldi di mama e babila è un paese da suicidio… Magari ti fai… P. S. I bipolari provano l’elettroshock come ultima spiaggia…quella roba porta schizofrenia, paranoie e malattie mentali…


  • cittadino

    La conclusione del sig. Vairo “Sappiate, però, che in questo momento storico le scelte fondamentali non sono prese dai nostri politici, ma dai centri di potere della finanza europea e mondiale…”, la condivido parzialmente in quanto ho visto in TV un servizio della Germania, quindi paese europeo come noi, bene li i giovani sono seguiti dal mondo del lavoro e pagati anche gli stage che fanno nelle fabbriche, e dopo aver conseguito il diploma entrano a pieno titolo nelel stesse, prima con uno stipendi di 600 euro e dopo all’atto della assunzione come operaio tutto ciò che prevede il contratto collettivo. Qui, stesso paese europeo, cosa invece succede …. lo sanno tutti ancjhe i lavoratori che hanno un posto di lavoro…. “O questo, se ti conviene o niente”. Siamo in Italia o meglio nel suo eterno Mezzogiorno a Manfredonia, dove da parecchio “Cristo si è fermato……..”


  • Raffaele Vairo

    Caro “cittadino”,
    lei, tra l’altro, scrive: “…ho visto in TV un servizio della Germania, un paese europeo come noi, li i giovani sono seguiti dal mondo del lavoro…”
    Intanto, se posso permettermi, dovrebbe essere più cauto e critico verso le notizie della TV. Se vuole informarsi sul serio lasci perdere la TV (pubblica e privata) e utilizzi altri canali… di informazione.
    E’ vero, comunque, che in Germania la disoccupazione, compresa quella giovanile, è molto bassa. Ma la sua TV non le spiega quali sono le vere ragioni.
    Le cause vanno ricercate nel “sistema di potere e di governo” rappresentato dalla moneta euro.
    Senza entrare in tecnicismi, mi limito solo a ricordarle che i Paesi dell’area euro hanno ceduto la loro sovranità monetaria, diventando “schiavi” dei mercati finanziari (dominati da poche, ma potentissime, grandi banche d’affari).
    Con l’euro non solo siamo costretti ogni mese, con il cappello in mano, a chiedere prestiti a queste banche (alle loro condizioni) ma, di fatto, i Governi nazionali non possono fare più nulla. Nessuna scelta di fondo di politica monetaria, di politica fiscale e valutaria. Ciò spiega la disoccupazione dilagante, lo smantellamento strisciante dello stato sociale (sanità, scuola, trasporti, pensioni, ecc.), la cancellazione dei diritti dei lavoratori, la precarizzazione del lavoro, in altri termini più sofferenze e macelleria sociale.
    https://www.youtube.com/watch?v=ez0nyhDugWM
    https://www.youtube.com/watch?v=VEmgcA5YUxM
    Ritornando alla Germania, con l’euro i tedeschi hanno trovato “l’eldorado”. Se utilizzassero la propria moneta (il marco) la Germania non potrebbe registrare un surplus della bilancia commerciale di oltre 200 miliardi di euro in danno dei Paesi partner. Con il marco (vecchia moneta nazionale) i mercati valutari lo rivaluterebbero in modo eccezionale e questo farebbe crollare le fantastiche esportazioni tedesche (che spiegano la bassa disoccupazione tedesca). Questa è la ragione fondamentale che ha convinto i tedeschi ad abbandonare il “glorioso” marco!
    Più esportazioni tedesche significano più disoccupazione in Paesi come l’Italia, la Spagna, il Portogallo, la Grecia e la stessa Francia.
    Le chiedo scusa se non posso, in questa sede, aggiungere altro.
    Cordialità

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