Cronaca
A cura dei militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Taranto

Taranto, sequestro centrale “Federico II” a Cerano


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Taranto. Nella mattinata odierna militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Taranto hanno eseguito un decreto che dispone il sequestro preventivo della centrale termoelettrica “Federico II” sita in località Cerano del comune di Tuturano (BR), di proprietà della S.p.A. “Enel Produzione”, dello stabilimento di Taranto della “Cementir Italia S.p.A.”, nonché dei parchi “loppa d’altoforno, nastri trasportatori e tramogge” siti in quest’ultimo stabilimento nonché nello stabilimento siderurgico “Ilva”.

Brindisi, sequestro Centrale Enel, Bozzetti (M5S): “Magistratura conferma anni di denunce. Ora subito al lavoro per la riconversione dell’area”
Puntuale come un orologio svizzero arrivano i sequestri da parte della magistratura nell’ambito dell’operazione definita “Araba Fenice bis”, anche per la Centrale Enel “Federico II” di Cerano e per lo stabilimento Cementir di Taranto. In merito si esprime il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Gianluca Bozzetti: “Ancora una volta, nonostante le denunce portate avanti nel corso degli anni sia dalle associazioni ambientaliste e dai liberi cittadini che dal Movimento 5 Stelle nelle istituzioni, si è dovuto attendere, così come per l’Ilva, l’intervento della magistratura che conferma il rischio di un possibile ricorso a gravi pratiche illecite nella gestione dei rifiuti da parte di queste aziende. Alcuni dei capi di accusa sono gravissimi: si parla di traffico illecito di rifiuti e gestione dei rifiuti non autorizzata. Ipotesi che se confermate spiegherebbero ampiamente anche i catastrofici dati epidemiologici dell’area resi noti solo qualche mese fa. Vorremmo anche capire chi avrebbe dovuto controllare e perché tali controlli non sono stati fatti.

Come sempre attendiamo fiduciosi che gli inquirenti facciano le loro indagini e gli auguriamo buon lavoro. L’auspicio è che, qualora tali ipotesi dovessero essere confermate, i responsabili possano pagare per i gravissimi crimini commessi nei confronti di tutti i cittadini pugliesi”. “Speriamo inoltre – continua il consigliere brindisino – che tutta questa vicenda possa servire ad evidenziare ancora una volta la necessità di programmare immediatamente la chiusura, la dismissione e la bonifica di questa Centrale, avviando un processo di riconversione economica e culturale dell’intera area di Cerano; un processo che, naturalmente, non può e non deve prescindere da una tutela dei livelli occupazionali e di tutti i lavoratori. Alla luce di tali avvenimenti chiediamo a Mauro Vizzino, Presidente della Commissione Ambiente della Regione Puglia, di farsi promotore di un tavolo di concertazione che coinvolga la società Enel s.p.a., la Regione e il Ministero competente, affinché si possa, una volta per tutte, pianificare insieme un programma di riconversione che tuteli gli attuali livelli occupazionali; un programma teso ad abbandonare definitivamente le fonti fossili per promuovere una politica energetica basata sulle rinnovabili”. “D’altronde – conclude Bozzetti – è stato dimostrato ampiamente che il ricorso a fonti rinnovabili, di cui la nostra Regione è ricca, produce molta più ricchezza e posti di lavoro rispetto all’attuale politica basata ancora sulle fonti fossili e che, tra l’altro, non contribuisce a rendere il nostro Paese energeticamente indipendente dall’estero. Il momento è propizio e le istituzioni a tutti i livelli devo assumersi ognuno la propria fetta di responsabilità, accompagnando il territorio in questo necessario e non più prorogabile cambiamento”.

Redazione StatoQuotidiano.it

Taranto, sequestro centrale “Federico II” a Cerano ultima modifica: 2017-09-28T14:42:22+00:00 da Redazione



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