Manfredonia

Sospesa la riscossione degli oneri di urbanizzazione nel II Piano di Zona


Di:

L'assessore al bilancio Pasquale Rinaldi durante una passata seduta di Consiglio Comunale Manfredonia (ST)

Manfredonia – L’AMMINISTRAZIONE Comunale di Manfredonia, a seguito degli incontri singoli o con gruppi dei proprietari del Secondo Piano di Zona, conferma che è stata impartita, alla Gestione Tributi, la disposizione di sospendere la riscossione di quanto richiesto, prevista entro il 31 ottobre 2011; l’ufficio sta effettuando una attenta ricognizione per chiarire tutti gli aspetti della questione alla luce delle osservazioni e delle richieste fatte in quegli incontri.


Redazione Stato

Sospesa la riscossione degli oneri di urbanizzazione nel II Piano di Zona ultima modifica: 2011-10-28T19:36:42+00:00 da Redazione



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Commenti


  • bob

    e facile far pagare, operai impiegati e quanti hanno dato il frutto di una vita alla realizzazione della propria Casa? Un appello a Nostri amministratori Voi un giorno di lavoro lo avete fatto? Avete fatto solo i tirocinanti di questo o quello Partito. Attenzione cari amministratori i cartoni sono pieni di sofferenza e posso implodere! Fate memoria che i soldi si sudano e non si ……


  • Redazione

    ONERI DI URBANIZZAZIONE E BILANCI DEGLI ENTI LOCALI

    Da alcuni anni la possibilità di utilizzare gran parte del ricavato dagli oneri di urbanizzazione anche per spese correnti ha consentito agli enti locali di assicurare l’equilibrio dei bilanci pur in regime di progressiva riduzione dei trasferimenti dallo Stato e di sospensione della capacità
    impositiva. Fino all’anno 2010 infatti, in deroga al generale principio secondo il quale gli oneri di urbanizzazione sono diretti a finanziare esclusivamente opere di investimento, era consentito ai comuni destinare alle spese correnti fino al 75% delle entrate derivanti da oneri di urbanizzazione,
    ed in particolare fino al 50% per qualsiasi tipo di spesa, oltre ad un 25% per le spese di manutenzione del patrimonio.

    Tale possibilità è però, ora, messa in dubbio dal recente decreto “milleproroghe”. Il nuovo meccanismo introdotto da tale norma (art. 1 del d.l. 29.12.2010, n. 225) prevede infatti, anche per la fattispecie in argomento, una proroga automatica, disposta dal medesimo decreto, fino al 31.3.2011 (co. 1). Con uno o più decreti del Presidente del
    Consiglio dei Ministri, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, potrà inoltre essere disposta l’ulteriore proroga, fino al 31.12.2011, del termine del 31.3.2011 (co. 2).

    E’ di tutta evidenza che tale misura, legata soltanto ad una futura possibilità di estensione del regime
    all’intero anno crea serie difficoltà ai comuni, che proprio in questo periodo stanno definendo i propri bilanci (il cui termine di approvazione è fissato per quest’anno al medesimo termine del
    31.3.2011).

    Può essere considerata attendibile una previsione di destinazione alle spese correnti del 75% delle entrate derivanti da oneri di urbanizzazione, calcolata sull’intero anno, in presenza di una mera possibilità che tale regime venga prorogato fino al termine dell’esercizio finanziario?

    E’ da precisare che tale proroga viene considerata dai commentatori come certa; ma può essere sufficiente qualche dichiarazione o rassicurazione in tal senso? Va inoltre tenuto presente che, non prevedendo nulla il decreto per gli anni successivi, nei bilanci pluriennali, relativamente alle annualità 2012 e 2013, tale possibilità di destinazione non potrà sicuramente essere prevista, con serie difficoltà per individuare altre entrate o ridurre, in alternativa, le spese correnti.

    Proprio in considerazione dell’importanza che tale voce ha rappresentato per i bilanci locali, da
    più parti era stata suggerita una riduzione graduale della deroga per tornare, in un tempo congruo
    alla originaria destinazione degli oneri di urbanizzazione, senza creare eccessivi squilibri sulle finanze degli enti, ma tale richiesta è, evidentemente, rimasta inascoltata. Non c’è che da auspicare che la norma trovi adeguati correttivi in sede di conversione (Red. Adriano Marini).

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