Capitanata

Tavolo tecnico Gino Lisa. Mongelli: “Foggia presa a schiaffi”


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Foggia, il tavolo tecnico di questa mattina (St)

Foggia – PARLAMENTARI nazionali ed uno europeo, sindaci, quattro consiglieri regionali (tre d’opposzione ed uno, Diro Marino, chiamato addirittura a presiedere) ed esponenti del mondo politico, economico, amministrativo, associazionistico. Il tavolo tecnico convocato presso la Sala Consiliare del Comune di Foggia per discutere dei tagli su treni e voli, ha attratto decine di partecipanti. A poche ore dell’attacco frontale lanciato dall’Asssorre Silvia Godelli all’indirizzo di Nicola Vascello, ex Commissario Apt Foggia, quello che Pino Di Carlo, numero uno degli industriali, chiama il “Partito della Capitanata” si trova a sfogliare i petali dell’azione politica. Eppure, all’appello mancano tutti i rappresentati amministrativi facenti capo a Sinistra ecologia e Libertà. La formazione del presidente sceglie volutamente di non presentarsi con alcun effettivo. Segno tangibile ed incontrovertibile della condivisione del progetto barese. Un progetto che, è ancora Di Carlo il Vate, “nasce per fare grande lo scalo del Capoluogo regionale”. Così, a Palazzo di Città, pur essendoci buona parte del gotha piddino e la crema della (modesta) classe dirigente di Capitanata, mancano quanti potrebbero, più di tutti incidere: Pino Lonigro e Arcangelo Sannicandro (che di Vendola è l’ombra).

Ma l’assenza più ingombrante è quella di Elena Gentile. L’assessora cerignolana ha calendarizzato ieri una visita sui Monti Dauni per il primo novembre quando, ad Orsara, presenterà “Monti Dauni, terra slow”. Guai, però, a discuterne con i presenti democratici. Per loro è un falso problema. Anzi, un non problema. E un non problema è anche la latitanza di Paolo Campo, pure un tempo sempre inserito come quarto vertice del quadrato apicale composto anche da Michele Bordo-Colomba Mongiello-Angelo Riccardi.

A spiegare il quid della convocazione, lo stesso Dino Marino. Il consigliere sanseverese, cui Di Paola avrebbe promesso una querela a seguito delle durissime parole ricevute ieri (Marino lo aveva accusato di killeraggio), gioca in bilico fra Eurostar e Darwin. Sul primo punto finisce anzi per essere più categorico del secondo. D’altra parte, il rischio che la Capitanata resti fuori dal giro che conta di affari e viaggi è sempre più concreto. Annuncia la strategia: “Chiedere un incontro urgente al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Altero Matteoli” per sollecitare un cambio d’indirizzo ed un riallinamento della provincia di Foggia rispetto ai programmi nazionali. “Diremo al Ministro che non è giusto né normale tagliare risorse e viaggi proprio nel momento in cui RFI sta puntando forte sulla tratta adriatica”. Sul Gino Lisa, poi, Marino tiene a ricordare che “nel 2005 è stato proprio il Presidente Vendola a sottolinarne la strategicità e a delinerlo come un trampolino per i Balcani”. Il consigliere di maggiornaza è fuori dalla stagione dei saldi. Dunque, niente sconti per nessuno, che si tratti del Governo che appoggia o di uomini del suo stesso partito. L’assessore Gulglielmo Minervini, riunisce antrambi gli standard. Il che non lo pone al riparo dalla furia sarcastica: “Minervini – attacca – fino a poco tempo fa ha esercitato il ruolo d’assessore alla trasparenza. Oggi fa soltanto il prestigiatore, facendo sparire 2.5 milioni stanziati per la Capitanata”. Che fine hanno fatto questi fondi “non si sa”.

MONGELLI: “APERTURA MERCATO NON A CHIACCHIERE” – Schiuma rabbia anche Gianni Mongelli. Il sindaco di Foggia (pure rallegrato dalla buona notizia della fallibilità dell’azienda Amica) non riesce a mandare giù tutti i provvedimenti che, uno dopo l’altro, stanno beffando Foggia e la sua provincia. Prima il ridimensionamento della Fiera, poi le trivellazioni, ancora l’Authority, infine l’aeroporto. Tutte penalizzazioni di fronte alle quali “non può non esserci una presa di posizione forteda parte del primo cittadino”. Mongelli mette tutti sull’allerta: “Stiamo prendendo troppi schiaffi”. Ed allora, vale la pena schermarsi ponendo di fronte al volto lo scudo della proposta: “Foggia chiede che vi sia una reale apertura al mercato. L’ora delle chiacchiere è finita, bisogna annullare il volo Bari-Palermo e attivare i voli che da Foggia portino ai Balcani”.

PARLAMENTARI – A sostegno di Foggia anche tre parlamentari. Da Roma, Michele Bordo e Colomba Mongiello; da Strasburgo, Salvatore Tatarella. Il primo, deputato, chiede di attivare “un’iniziativa corale che consenta, attraverso una battaglia condivisa, il raggiungimento degli obiettivi”. La seconda, senatrice, redige e legge l’ordine del giorno da sottoporre al’attenzione delle istituzioni regionali e nazionali. Un documento scarno ed essenziale, che, mentre da un lato denuncia un “attegiamento accentratore e Bari-centrico”, dall’altro chiede interventi urgenti per consentire l’uscita dall’angolo della Capitanata. Chi procede contro, invece, è inaspettatamente Tatarella. Con lo sguardo dall’Europa, probabilmente, la visione cambia. Eccome. Non ci gira troppo intorno, prima di scagliare la pietra nello stagno. “Va bene parlare di aeroporto, ma se discutiamo di Gino Lisa non possiamo non riferirci ad un progetto che non è morto, ma è nato morto”. Meglio, a suo dire, “pensare ad una soluzione alternativa”. Che si chiama Amendola. Una richiesta che, per il volgere di qualche minuto, fonde la visione tatarelliana con le richieste storiche del pacifismo di Capitanata, a lungo coinvolto – prima della defunzione – nella battaglia di riconversione dello scalo militare. Rivolgendosi al Presidente di Camera di Commercio Eliseo Zanasi, che, poco prima, aveva parlato di disservizzi, di penalizzazioni, di vantaggi che devieranno verso Brindisi, l’eurodeputato ha rimarcato il concetto che “la politica è una cosa seria e che idiozie come quella di staccarsi da Aeroporti di Puglia non sono realizzabili”.

DI CARLO: “TIRO LE ORECCHIE A MINERVINI, GENTILE E LEONE” – A mordere sulle caviglie di Tatarella, è il Presidente di Confindustria. Di Carlo riconda al politico cerignolano che “se c’è un cadavere più cadavere del Gino Lisa è l’interporto di Cerignola” e che, piuttosto che di polemiche, “Foggia e la Capitanata hanno bisogno di volare. Che si voli dal Gino Lisa o che si voli da Amendola, poco importa”. Stuzzica l’amministrazione regionale, Di Carlo: “Se chiedessimo all’assessore Minervini una sovvenzione di 10 milioni di euro per finanziare pullman da Foggia a Bari, li otterremmo di certo”. Significa, a suo dire, che il dado è tratto e che la volontà è di “far grandissimo lo scalo di Bari”. Oltre che a Minervini, Di Carlo destina tirate di orecchie all’assessore Gentile “che non vedo” e al vice presidente della Camera, Tonio Leone “che non vedo”. L’una, per non aver insistito abbastanza, pur da posizione di rilievo, per mantenere Foggia al centro dei progetti della Regione. L’altro, per aver ceduto il passo al silenzio assenso in merito al decurtamento dei treni.

GATTA E DI GIOIA – La questione è di sciabola, dunque, più che di fioretto. Col tempo che stringe e la Darwin che ha già annunciato di aver pronti i bagagli (sono già incominciati i primi disservizi. Ieri sera, un volo da Milano è stato cancellato, ufficialmente, per guasti al mezzo) urgono soluzioni se si vuole mantenere in piedi la questione aeroporto. Per il prossimo 19 novembre, è già in cantiere una giornata di mobilitazione contro la fuga della compagnia svizzera ed il disimpegno della Regione. Giandiego Gatta implora unione: “Evitiamo però le fughe in avanti, le prese di posizione personali che disarticolano l’azione”. Leo Di Gioia, invece, va a petto proteso contro il centrosinistra. “Io sono pronto ad andare contro il mio Governo. Voi – chiede a Dino Marino – siete pronti a fare lo stesso opponendovi alle scelte di Bari?” Domanda retorica e neppure troppo. “D’altronde, se tutti votassimo coesi, saremmo determinanti per gli equilibri del consiglio”, ricorda l’ex numero due di Antonio Pepe (non i aula perché impegnato nella seduta di Consiglio Provinciale). Dicendolo, Di Gioia sa di proclamare una guerra improbabile. Oltre alle già rimarcate assenza vendoliane, e insieme alle ovvie certezze garantite dai mancanti Lucio Tarquinio e Cecchino Damone, non si sono viepiù fatti vedere né Orazio Schiavone (componente IdV) né tantomeno Anna Nuzziello (La Puglia per Vendola, la cui fedeltà al presidente di Terlizzi è encomiabile).

NICOLA VASCELLO – Le cicatrici delle mitragliate sparate ieri dalla Godelli sembrano essersi rimarginate in fretta sul corpo dell’ex commissario Apt Foggia. Alla domanda a bruciapelo di Stato sulle dimissioni da membro del Comitato degli esperti di “Pugliapromozione”, Vascello si trincera dietro un sorriso furbo ed un “Vedremo di circostanza”. Poi, chiarisce: “L’Assessore ha il potere di chiedere le mie dimissioni, anche se – continua – trovo profondamente ingiuste le accuse di strumentalizzazione politica rivoltemi in merito alla questione Gino Lisa”. Anzi, spiega, “in tempi non sospetti e dalla scomoda posizione in cui mi trovavo in quanto assessore di una giunta provinciale di diverso colore, non esitai di lodare le scelte della Puglia in merito ai voli da e per Foggia”. E chiosa: “La Capitanata sta morendo senza un futuro perciò vale la pena rimboccarci le maniche e lavorare tutti insieme”.

p.ferrante@statoquotidiano.it
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Tavolo tecnico Gino Lisa. Mongelli: “Foggia presa a schiaffi” ultima modifica: 2011-10-28T17:09:16+00:00 da Piero Ferrante



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Commenti


  • Lino

    A Foggia solo chiacchiere e nessuna azione: quando ci decidiamo a staccarci dalla Puglia? Svegliamoci!!!!!!!!!!! Gli amministratori foggiani al Governo Pugliese? Solo per la poltrona.


  • Scettico

    per fare quello che dici tu lino ci vogliono gente con le pa..e, tu le vidi lino?


  • Scettico

    rettifico “le vedi”.


  • alfredo conticelli

    ogni tanto tirano fuori il coniglio dal cappello, (i voli dall’aereoporto militare di amendola), MA NON DICESSERO STRONZATE se non sono capaci di far volare gli aerei dal G. lisi con una struttura adeguata per i voli civili figuratevi da una struttura militare.Sono solo degli imbroglioni dicono tutto questo perche’ non vogliono far niente,un consiglio ai miei concittadini,oltre a mandare a quel paese la nostra classe politica,dobbiamo quando prima distaccarci da bari del caiser


  • Bola

    Facciamolo a Cerignola l’aeroporto vediamo se Tatarella e la Gentile si impegnano… il nostro guaio è che ognuno pensa al suo piccolo territorio! C’è bisogno che Foggia reciti con forza il ruolo di capoluogo soprattutto per la sua posizione geografica altrimenti non se ne esce più!
    Ps l’aeroporto di b.go mezzanone/ Ortanova sarebbe l’idea giusta..


  • Bola

    ..così accontentiamo cerignola Manfredonia e foggia… poi si lamenteranno da San Severo e da Lucera ah dimenticavo l’aeroporto a Vieste ..ma fatela finita!


  • stefano

    caro SEL foggia ti scrivo ….
    che cavolo fate a bari ???
    VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA . fuori da questa regione BARESE


  • Nico Baratta

    E’ il palese fallimento di una classe politica della Capiatana che (senza gioco di parole)a Palese si dirige per le loro trasferte. Quasi tutti i nostri eletti alla Regione Puglia sono assenti dal nostro territorio; un’assenza fisica, moralee intellettuale, oltre che politica. Non parliamo poi di quelli montecitorini e bruxelliani che rimpatruiano solo per riempire la pancie e quella del loro partito. Correità Politica è la mia accusa verso questa classe dirigente (?…vabbè)che non ha saputo o voluto guardare oltre il naso (o confine elettorale) durante i tre anni dei 18 mln/€ versati nelle casse della Darwin. Tre anni dove dovevano creare i ponti per future iniziative che avvicinassero altre imprese aeroportuali tali da creare un indotto funzionale e continuo. Il tutto mentre Aeroporti di Puglia (celatamente la Regine Puglia) ridacchiava alle nostre spalle sicura del fallimento dello scalo foggiano, scusa ottimale per dirottare nuovamente finanziamenti vero “mamma bari” e “fratello salento”. Correità Politica che spiega tante cose sull’immobilità dei nostri eletti a Via Capruzzi.

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