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Foggia e Gargano, antibracconaggio Corpo Forestale


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Corpo Forestale dello Stato, controlli (archivio)

Foggia – VASTA operazione antibracconaggio del Corpo Forestale dello Stato sequestro di trappole, reti per la cattura e fucili da caccia.

In data 26 e 27 ottobre 2013,nelle zone montane del subappennino (Accadia) e nelle zone umide litoranee (Zapponeta) gli uomini del NIPAF (Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale e Forestale) del Corpo Forestale dello Stato Comando Provinciale di Foggia, composto da personale specializzato proveniente dai Comandi Stazione Forestali della Provincia di Foggia, hanno effettuato una estesa operazione di antibracconaggio che ha portato all’individuazione di due siti per uccellagione (reti), di cacciatori che esercitavano l’attività venatoria con mezzi non consentiti (richiami elettronici), e di trappole per la cattura di volatili (archetti).

L’attività ha portato al deferimento all’A.G. di 5 persone che esercitavano l’attività venatoria utilizzando dei richiami acustici che, riproducendo i versi di uccelli migratori, ne consentivano l’avvicinamento per permetterne l’abbattimento.

I controlli, estesi sulla zona, hanno permesso di individuare due distinti campi ricoperti da reti per uccellagione, dove su una superficie complessiva di circa 1500 mq erano state sistemate 19 reti da “impiglio” dove varie specie di uccelli restavano intrappolate mentre si posavano richiamate dai versi riprodotti da impianti elettronici. Sempre nella giornata è stato individuato un ulteriore campo dove, attraverso dei richiami vivi costituiti da cardellini si richiamavano per poi catturare attraverso delle micidiali trappole (archetti) ignari passeriformi (cardellini ed altro) che posandosi restavano bloccati con le zampe nelle trappole.

I forestali hanno liberato più di cinquanta volatili trovati impigliati nelle reti e negli archetti ed hanno posto in sequestro tutta l’attrezzatura illecita ritrovata e smantellato i siti di cattura per un valore di circa 10.00 euro. L’attività di antibracconaggio rientra tra le attività di controllo del territorio espletata dal Comando provinciale del Corpo Forestale dello Stato in provincia di Foggia che si presta, per la ricchezza del suo territorio, ad ospitare una fauna ed avifauna di grande valore che continua a richiamare molti bracconieri.

Il Corpo forestale dello Stato, impegnato nella tutela degli animali e nel controllo dell’attività venatoria, rappresenta un importante presidio di controllo per la salvaguardia dell’avifauna soprattutto nelle riserve naturali delle zone umide di particola re importanza internazionale.

Redazione Stato@riproduzioneriservata

Foggia e Gargano, antibracconaggio Corpo Forestale ultima modifica: 2013-10-28T14:59:04+00:00 da Redazione



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Commenti


  • Cittadino italia

    Be….. Questa operazione, reti e archetti apparte, e’ stata poco inteligente! Poi definire bracconiere un cacciatore che ha usato, in attività venatoria,un richiamo acustico sembra a dir poco esagerato visto che la legge autorizza l’uso di richiami vivi, vero e proprio paradosso. LO STATO HA SPESO UN SACCO DI SOLDI “NOSTRI” PER QUESTA OPERAZIONE CHE ARCHETTI E RETI A PARTE NON È SERVITO A NIENTE, IL CAPO SQUADRA DI QUESTA OPERAZIONE VA ASSOLUTAMENTE CAMBIATO LUI SA BENISSIMO CHE I GENOCIDI DI ANATRE AVVENGONO NELLE AZIENDE FAUNISTICHE DI FATTI LO STESSO GIORNO DELL’OPERAZIONE ANTI BRACCONAGGIO NELLA RISERVA DENOMINATA CARAPELLE SOLO LA POSTAZIONE N 1 ABBATTEVA 150 ANATRE. MORALE SIAMO ALLE SOLITE VENGONO DENUNCIATI CITTADINI SOLO PERCHÉ HANNO USATO IL RIC.ACUSTICO POI SI SORVOLA SUI GENOCIDI DI ANATRE CHE AVVENGONO NELLE RISERVE DI CACCIA. IN FINE COME CITTADINO NON POSSO CREDERCI A COSÌ POCA INTELIGENZA.


  • Pasquale

    Chi è il bracconiere? Chi merita una denuncia in ambito venatorio? Ritengo che il bracconiere vada punito! Ma attenzione va sempre applicata l’INTELIGENZA alla legge cosa che il cfs non fa mai, mi spiego meglio: nell’operazione fatta si nota la scarsissima INTELIGENZA di fatti le denunce sono state fatte solo a carico dei cacciatori che regolarmente pagano le tasse e limitandosi al sequestro di reti e archetti a carico di ignoti! Allora mi chiedo perché non sono stati presi questi delinquenti che con le loro reti guadagniamo un sacco di soldi a differenza del CACCIATORE CHE REGOLARMENTE PAGA LE TASSE E NON HA SPAZIO E LUOGO DOVE ESERCITARE LA CACCIA ED È COSTRETTO A USARE IL RICHIAMO ACUSTICO INVECE DI QUELLO VIVO CON LA SPERANZA DI METTERE NEL CARNIERE QUALCHE PENNUTO. IN FINE RITENGO CHE I CONTROLLI VADANO EFFETTUATI IN ALTRI LUOGHI (aziende faunistiche)E PERIODI(caccia chiusa). Colgo l’occasione per salutare la redazione e chi apprezza il mio commento.

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