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Don Verzè, le cimici e i campi di calcetto da bruciare


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Fonte immagine ilfazioso.it

Bari- NUOVI paradossali scandali coinvolgono don Luigi Verzè e il travagliato progetto del mega polo ospedaliero di Taranto attraverso le microspie delle Fiamme Gialle all’ascolto del prete imprenditore del San Raffaele di Milano. Tra le intercettazioni emergono ricatti e intimidazioni ai danni del proprietario di alcuni terreni sui quali Don Verzè voleva costruire un ostello dei giovani. “Don Verzè – rilevano le microspie, secondo quanto riportato dal Corriere della Sera – dice all’ingegner Roma (capo dell’ufficio tecnico, ndr) di fare un sabotaggio e di stare attento ai cavalli e all’asino”, ma solo perché gli animale appartengono al San Raffaele.

Il 13 gennaio 2006 alle 11,32 del mattino, “entra l’ing. Roma al quale don Verzè – riassume l’operatore delle Fiamme Gialle all’ascolto – anticipa che farà venire la Guardia di Finanza per fare i verbali a coloro che giocano a calcio presso gli impianti sportivi vicini al San Raffaele che lo stesso don Verzè vuole acquisire ma che uno dei titolari, tale Lomazzi, non vuole cedere”.

Se questo non bastasse, secondo quando trascritto dalla Fiamme Gialle, le cimici rivelano anche che il capo dell’ufficio tecnico in questione spiega a don Verzè che, dopo che il prete volerà in Brasile con il suo jet privato, “ci sarà del fuoco”, facendo riferimento ai fili del quadro elettrico degli impianti sportivi di Lomazzi che verranno liquefatti in un’azione di minaccia.

Dopo lo scandalo milanese legato al maxi buco da 1,5 mln di euro della Fondazione del Monte Tabor anche il Governatore della Regione Puglia Nichi Vendola, fino a breve fervido sostenitore dell’associazione, ha deciso di bloccare il bando di gara regionale anche in seguito a diverse irregolarità ambientali emerse, specificando però che il nuovo polo di Taranto “si farà ma senza don Verzè, perchè -sostiene- “Taranto ha bisogno di un grande ospedale pubblico con ricerca e didattica – insiste il governatore – perché continua a essere un punto particolarmente sensibile della domanda di salute, perché Taranto ha una concentrazione di patologie legate alla sua storia industriale. Per questo continuo a pensare che Taranto abbia bisogno di un ospedale di livello mediterraneo, che abbia laboratori di ricerca e di centri per la didattica”.

L’assessore al Bilancio Michele Pelillo, ha affermato che “l’orientamento è quello di mantenere l’investimento escludendo dalla Fondazione il San Raffaele e lasciando solo Regione e Asl a farne parte”. “Il nostro interlocutore in questa fase è lo Ior e non don Verzè”, aggiunge. Perché “se contestiamo lo Ior contesteremmo San Giovanni Rotondo, il Miulli”, ovvero l’ente ecclesiastico che gestisce l’omonimo ospedale, “e cardinale Panico”, cioè la fondazione che gestisce un centro ospedaliero. Se uno è caduto in disgrazia, non è il caso di contestare, quindi, l’Istituto opere religiose, soprattutto dal punto di vista economico. Lo IOR, infatti, consta di 130 dipendenti, un patrimonio stimato (nel 2008) di 5 miliardi di euro, 44000 conti correnti, riservati a dipendenti vaticani, ecclesiastici e ad una ristretta quantità di enti privati.

In una divertente conversazione don Verzè parla anche con l’ex capo del Sismi Pollari della “vita sentimentale” del socio d’affari ed ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Il sacerdote dice: “E’ travolto dal suo entusiasmo, lui adesso purtroppo si è lasciato andare… un pochettino eh eh… per correttezza morale… però tiene molto alla famiglia”. Pollari risponde: “Sì qualche giro di valzer…” .

Uno dei pochi rimasti a difendere a spada tratta don Verzè è, attualmente, il cantante pugliese Albano Carrisi all’agenzia Adnkronos. “Non conosco i dettagli dell’inchiesta e non mi interessano: l’unica cosa che posso dire è che don Luigi Verzè è una persona eccezionale. E questo è sotto gli occhi di tutti noi e di chiunque sia in buona fede. Ha costruito un gioiello di ospedale ed ha costruito un gioiello di università”. Carrisi è amico da molti anni di don Verzè per il quale ha partecipato più volte ad iniziative solidarietà oltre ad aver creato ed eseguito una sorta di Inno del San Raffaele. E una canzone conta più di un milione e mezzo di euro di bancarotta.

a.delvecchio@statoquotidiano.it

Don Verzè, le cimici e i campi di calcetto da bruciare ultima modifica: 2011-11-28T20:11:29+00:00 da Agostino del Vecchio



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