Manfredonia
A cura del dr. Pasquale Rinaldi

Manfredonia, “Inquinamento elettromagnetico”

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Manfredonia. ”L’Amministrazione Comunale, sia nella sua componente tecnica che politica, è inadempiente e non mostra sensibilità, attenzione e rispetto della legalità per ciò che implica la salute dei propri cittadini, in modo particolare dell’infanzia. L’uso, o meglio l’abuso, ormai diffusissimo dei telefonini , il sistema di diffusione del segnale elettromagnetico e il suo continuo incremento e implementazione obbliga l’Ente Comunale, e non solo, a dare ordine al settore nel rispetto delle norme previste per la salvaguardia della salute pubblica.

Che si tratti di problema sanitario lo afferma la scienza, che dimostra sempre più i danni derivanti dalle esposizioni a campi elettromagnetici, e le stesse norme di legge che impongono un limite all’intensità di segnale trasmesso e il divieto di installare stazioni di emittenza in alcune zone della città.

La Legge Regionale n. 5/11.03.2002 “Norme transitorie per la tutela dall’inquinamento elettromagnetico prodotto da sistema di telecomunicazioni e radiotelevisivi” prevede all’art.6 le competenze del Comune :
a) Provvedimenti relativi alla installazione o modifica degli impianti ,
b) L’adozione di piani e/o regolamenti comunali per assicurare il corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti e minimizzare l’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici ;
c) L’adozione dei provvedimenti per l’esecuzione delle azioni di risanamento degli impianti
d) La vigilanza e il controllo;
e all’art. 10 “ E’ vietata l’installazione di sistemi radianti relativi agli impianti di emittenza radio televisiva e di stazioni radio base per telefonia mobile sulle aree, sulle strutture e sugli edifici destinati all’infanzia e a utenti in età pediatrica..”.

Il Comune di Manfredonia, non ha dato seguito a tale normativa, e, al fine di evitare un aumento incontrollato di richieste da parte di gestori di telefonia mobile e considerando l’assenza di un organico piano comunale volto a garantire il corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti radio base, il 21.12.2004 deliberò (C.C. n. 137) che: ” a) è necessario realizzare un piano specifico per gli insediamenti delle infrastrutture connesse ai sistemi di telefonia mobile, b) nel frattempo sono possibili installazioni su siti pubblici, c) la durata della concessione in 6 anni”.

Dopo la L.R. n. 5/2002, ben 4 gestori di telefonia mobile hanno installato le stazioni radio base in mezzo e a brevissima distanza di 3 scuole (Materna, Elementare e Media) in Via Tratturo del Carmine e Via Cimabue 1, con il consenso dell’Amministrazione Comunale, altre in Via Canosa, a breve distanza dal Liceo Classico e Scientifico, sia da parte dei gestori che del Comune, non considerare l’estrema vicinanza di scuole,è disattenzione, incapacità o altro ?

Sono documentate reazioni da parte di cittadini che hanno più volte richiesto il concreto e risolutivo intervento del Comune. Altrettanto non si registra alcun interesse da parte delle rappresentanze scolastiche : non si preoccupano della salute dei propri figli ? Godono, perché ci guadagnano, solo i proprietari degli immobili su cui sono allocate tali stazioni .
Dopo ben 12 anni dalla Del. C.C. 137/2004 e circa 15 dalla L.R. 5/2002, perché non ancora è stato realizzato l’organico piano comunale che avrebbe garantito non solo il corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti di telefonia mobile ma anche prevenire eventuali danni alla salute dei propri cittadini ?

Nella documentazione richiesta per l’installazione di stazioni di emittenza mobile è espressamente richiesta all’art. 9, p11 “Le indicazioni per l’art. 10”; tale documento, mi risulta, è omesso o non considerato : disattenzione, incapacità o altro ?

Le stazioni in questione funzionano e sono controllate da distanza e il segnale emesso non risulta stabilmente al di sotto del livello concordato nella concessione, come dovrebbe, ma varia a volontà del gestore nella sua intensità; nessuno interviene perché sia rispettato e garantito quanto concordato. La funzione di “pubblica utilità” attribuita alla telefonia mobile, spesso motivo di sentenza da parte del TAR, non può e non deve calpestare il diritto alla salute pubblica, altrettanta e primaria “pubblica utilità”.

Purtroppo i gestori, potentati economici, continuano a fare il bello e il cattivo tempo, modificando e cambiando i mezzi di trasmissione elettromagnetica, mentre Tecnici e Politici continuano a mostrare insensibilità, disattenzione, incapacità e poco rispetto della legalità.

Manfredonia 29.10.2016 – Dott. Pasquale Rinaldi

allegato
violazione-norme-regionali



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