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Concluso il Tour a piedi in Capitanata di Stefano Antonelli, presidente dell’Associazione Brigate Verdi della Capitale

Brigate Verdi: concluso con successo il viaggio a piedi di Stefano Antonelli in Capitanata

Altresì, la “lentezza” del movimento insegnerebbe all’attore ad apprendere con maggiore consapevolezza l’essenza vera dell’ambiente e del paesaggio e a farlo sentire parte attiva e integrante dell’ecosistema

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Foggia. Concluso il Tour a piedi in Capitanata di Stefano Antonelli, presidente dell’Associazione Brigate Verdi della Capitale. Si tratta di un’associazione ambientalistica, che, nata nel 2010 a seguito di un’azione spontanea di recupero di uno spazio verde abbandonato, sta portando avanti dei progetti educativi rivolti a scuole ed associazioni, in collaborazione con l’Associazione nazionale “Ammappalitalia”. Tanto allo scopo di creare una coscienza ecologista condivisa e di contribuire con il nuovo modus vivendi al benessere del pianeta. E’ con questi intenti che è partita circa venti giorni fa, con la benedizione del vice presidente della Provincia, Rosario Cusmai e del responsabile Fai, Nico Palatella l’iniziativa in predicato, interessando 16 Comuni di Gargano, Tavoliere e Sub Appennino Dauno: Monte Sant’Angelo, San Giovanni R., Rignano, Apricena, Torremaggiore, Castelnuovo della Daunia, Pietra e Motta Montecorvino, Lucera, Troia, Bovino, Deliceto, Ascoli Satriano, Ordona e Foggia. Il giovane camminatore, in ogni realtà, oltre a visitare i beni culturali ed ambientali “simboli”, ha lasciato il segno educativo del suo passaggio. Per esempio, a Rignano G. ha piantato una quercia, in altri luoghi ha apprezzato le colture biologiche, in altri ancora ha incontrato gli alunni delle scuole; ha tenuto, altresì, lezioni pratiche su presa di coscienza e contatto con il creato ; infine, ha scambiato con gli interlocutori esperienze di percorsi alternativi (sentieri, mulattiere, strade sterrate, ecc.). In sintonia con le affermazioni iniziali, il Presidente Antonelli ha ribadito tutti i vantaggi derivanti dal percorso a piedi. A suo dire, esso fortifica lo spirito e il corpo, perché permette, attraverso la testimonianza diretta di vita col territorio, di coniugare tutela dell’ambiente, attività fisica e buone abitudini alimentari. Altresì, la “lentezza” del movimento insegnerebbe all’attore ad apprendere con maggiore consapevolezza l’essenza vera dell’ambiente e del paesaggio e a farlo sentire parte attiva e integrante dell’ecosistema. Tutto questo, infine, aiuterebbe a migliorare la visione del mondo, deturpata negli ultimi decenni dal consumismo e dal denaro.

Ecco, in sintesi, gli appunti finali descritti nel suo diario, andando a ritroso. “ 26 marzo- conclusione del viaggio a Foggia, giuntovi in bus da Troia: “Oltre a ringraziare l’autorità comunale per l’ospitalità gratuita fornitami presso l’ostello di San Domenico in Troia, spero di realizzare in futuro iniziative comuni tra Brigate Verdi e la città, insieme all’associazione “Idee in Movimento”. 25 marzo, partecipazione al Venerdì Santo a Troia: <<… Stamattina sono uscito per vedere la processione delle catene: gente incappucciata porta la croce in spalla, trascinando pesanti catene legate ai piedi. Sono andato poi a vedere una mostra fotografica sul cristo insanguinato, il crocefisso famoso di Troia,del 1703, che in serata sarà portato in processione. Ho anche visto le statue in cartapesta della processione dei misteri (quella che si farebbe normalmente il venerdì sera, ma oggi si fa sfilare il crocefisso.)Vicino alla villa comunale ho incontrato Giovanni, il responsabile dell’associazione “Idee in movimento” (che ha sede presso il convento di San Domenico (dove c’è anche l’ostello dove sono ospitato), conosciuto il primo giorno qui a Troia. Con lui anche l’amico Antonio. Abbiamo parlato di agricoltura, della fattoria Giuntoli, delle abitudini degli agricoltori di Troia, dell’importanza di fare iniziative che creino nuovi spunti per innovare in vari settori…>>. 24 marzo 2016 Troia – Visita alla fattoria: “.. Seminano a sodo, cioè senza arare. Perché? Perché l’aratura libera la CO2, anidride carbonica, contenuta nel suolo. Inoltre, con frequenti arature, la terra tende a perdere le sostanze nutritive al suo interno, per l’esposizione ai fattori metereologici (sole, vento, acqua). Quando piove, i suoli arati tendono a essere dilavati: tutta la sostanza organica se ne va con l’acqua e resta una terra impoverita. Ovviamente, non arando ciò non avviene…”. 23 marzo 2016 Troia – Deliceto -Troia: <<…per andare a Deliceto, sono dovuto andare in bus. Sono arrivato in paese, ho visitato un attimo il castello. Là ho incontrato Loredana, una ragazza del servizio civile presso la Pro Loco, che portava dei turisti in visita. Mi ha poi raccontato delle iniziative, del corso che fanno anche con altre Pro Loco della zona. Sono andato alla scuola, dove ho incontrato per circa 45 minuti due prime medie, circa 40 bambini, con cui si è parlato del viaggio, dell’agricoltura e dei campi di grano con diserbanti (di cui molti bambini erano al corrente), dell’importanza di viaggiare lentamente per conoscere i posti, della convenienza di comprare prodotti locali e non importati…>>. 22 marzo 2016 Troia: “Oggi ho visitato la città e camminando ho incontrato Giuseppe Tortorella, che ha deciso di farmi da guida per quasi due ore. Ho scoperto tantissime cose interessanti sulla storia della città, dei monumenti, dei personaggi. La cattedrale ha simboli cristiani, ebraici e islamici. I palazzi nobiliari sono innumerevoli, con gli ampli atrii dove venivano parcheggiate le carrozze. La città è curata ma il turismo non è ancora molto sviluppato. La città ha belle chiese: la cattedrale, poi San Basilio Magno e altre di cui non ricordo il nome…”.

21 marzo 2016 Lucera -Troia: “La mattina Giuseppe (Tortorella) mi ha portato a vedere la biblioteca di Lucera, veramente bella e con le sale affrescate. Colazione e poi sono partito. Faceva caldo oggi e questo ha reso più fastidioso il viaggio. Inoltre il paesaggio non è stato niente di che. Sono arrivato a Troia, che è molto bella. Ho trovato alloggio dopo vari giri. I missionari comboniani mi avevano promesso che mi avrebbero ospitato. Quando mi sono presentato là non hanno capito che ero io e mi hanno mandato nel palazzo di fronte, l’ex convento di San Domenico, trasformato in un centro polivalente con laboratori, sala studio, corsi di musica e di lingua, gestito da una associazione di ragazzi. Nella struttura vi è anche un ostello. Questo ostello l’ha creato Michele del Giudice, un camminatore che si è fatto da Mont Saint-Michel in Francia fino a Monte Sant’Angelo e poi da Monte Sant’Angelo fino a Gerusalemme…”. 19 e 20 marzo 2016 Lucera: <A cura di Antonio Del Vecchio, Rignano Garganico – 29.03.2016)



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