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Focus Vieste, Torremaggiore, San Giovanni Rotondo e San Marco in Lamis

Il voto di giugno in 4 comuni: nomi, liste e ricerca del consenso

Anche a San Giovanni Rotondo il M5s attende la certificazione delle liste complicata dalla concorrenza di due nomi con profili molto diversi

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Foggia. Le primarie per scegliere il candidato sindaco in vista delle Amministrative di giugno il Pd finora le ha svolte solo a San Marco in Lamis su 10 Comuni, e molto probabilmente non ci sarà il tempo, – e non pare ci sia nemmeno l’intenzione – per celebrare altri test preelettorali. L’eurodeputato Elena Gentile ha tuonato contro “il non rispetto, la forzatura delle regole” da parte del Pd citando l’art. 18 dello Statuto Nazionale che fissa i criteri per designare i candidati alla carica di sindaco e chiesto “primarie dovunque siano possibili” a partire da Vieste e San Giovanni Rotondo, per restare in Puglia. Il gruppo dirigente di Vieste ha replicato con un secco “la Gentile è alla ricerca di pubblicità per fini congressuali e offende la dignità dei tesserati”. Ha poi rivendicato il bagno di folla al cinema Adriatico per la presentazione della lista Futura.

Nel frattempo proseguono le operazioni in vista del congresso provinciale, i candidati da presentare, il congresso regionale. La situazione è particolarmente confusa a San Giovanni Rotondo dove una serie di nomi per la fascia tricolore sono andati bruciati mentre anche il centrodestra stenta a riconoscersi nella riconferma di Luigi Pompilio, il sindaco uscente che, in ogni caso, sarebbe pronto per un’altra consiliatura, anche contro il suo stesso partito. Le civiche, si sa, possono superarre i tornanti dei partiti soprattutto se si va allo spareggio.

Vediamo la situazione in alcuni Comuni più popolati. Si vota con ballottaggio solo a Torremaggiore e nel paese di San Pio.

Torremaggiore, è già record di liste per Lino Monteleone (centrodestra). Torremaggiore è il Comune commissariato l’anno scorso perché il sindaco Costanzo di Iorio è stato sfiduciato dalla sua maggioranza. Adesso Di Iorio e l’Udc – il partito del deputato Angelo Cera, sindaco uscente di San Marco di Lamis – appoggiano Lino Monteleone, candidato di Fi e di una parte dei centristi. Ex An, ex Pdl, per molti anni consigliere comunale, ha riunito intorno al suo nome almeno 7-8 liste, finora, per un numero di almeno 200 consiglieri. Come rappresentante del partito di Schittulli e di Ncd, il partito di Franco Di Giuseppe che non si trova mai schierato dalla stessa parte del deputato di San Marco in Lamis, si candida Anna La Medica, impegnata nel volontariato e nel sociale. Ex amministratore del comune nell’alto Tavoliere, è stata presentata l’8 marzo con lo slogan “Porta una candidata donna a sindaco di Torremaggiore”.

Il Pd pesca nella società civile con Salvatore Leccisotti, il cardio- chirurgo presentato qualche giorno fa da esponenti nazionali e regionali del Pd che, dopo la brusca fine del governo Di Iorio e la spaccatura nel Pd che ha caratterizzato gli anni al governo, schiera lo Stato Maggiore a sostegno di una riconferma di centrosinistra. Il M5s con il suo esponente storico Daniele Ventrella critica l’andazzo: “I candidati fanno coalizioni solo per vincere in cui si unisce di tutto di più”. Il blog Torre 5 stelle riporta alcune loro battaglie come l’opposizione all’alienazione di beni comunali. Al momento non hanno un nome per il candidato sindaco, forse potrebbe trattarsi di una donna ma qui – come a Vieste e San Marco dove probabilmente presenteranno dei loro candidati sindaci- sono in attesa della certificazione della lista da parte dei vertici del movimento.

San Giovanni Rotondo: si invocano le primarie ma nessun nome individuato. A San Giovanni Rotondo Luigi Pompilio, il sindaco uscente, con una serie infinita di rimpasti è riuscito a governare per 5 anni di fronte ad un Pd che premeva per le sue dimissioni. Ora le due coalizioni si trovano pressoché impantanate nell’individuazione di un candidato sindaco con queste modalità. Pompilio vorrebbe ricandidarsi ma pare che i partiti del centrodestra non lo sostengano. Sono alla prese con le prove tecniche di coalizione: Conservatori e Riformisti di Fitto insieme a Noi con Salvini, Forza Italia (il partito del sindaco) e l’Udc, che ha contribuito a tenere insieme la maggioranza in questi anni, dovrebbero presentarsi in modo compatto. Chi sarà il prescelto? Salvatore Mangiacotti, stratega del governo, alleato, consigliere del sindaco, ex del pd, chiede le primarie sulla sua bacheca facebook. “L’affermazione di una candidatura a sindaco alle primarie, si traduce in leadership, in autorevolezza e forza per poter governare cinque anni”. Finora non ci sono state risposte e intanto invita i cittadini a contribuire alla stesura del programma. Nel Pd una serie di voci invocano le primarie ma il segretario cittadino Matteo Masciale non ci pensa proprio ad indirle in questo clima teso e fortemente competitivo. Due nomi erano stati messi in campo: Pasquale Malerba (architetto) e Giuseppe Siena (ingegnere) oltre all’avvocato Nardino Maruzzi vicino al partito da qualche tempo. Risultato, nessun accordo sul nome mentre i militanti più avveduti lamentano una sorta di “frenesia” nel mettersi in lista per diventare consigliere comunale a prescindere da chi sarà il leader.

Tommaso Pasqua, responsabile enti locali Pd, fa una citazione: “Il cielo stellato sopra di me e il caos intorno ai partiti, sono convinto che il Pd debba allearsi con il migliore civismo sul modello di Vieste”, a commento dello stallo dei nomi a San Giovanni, a Candela (dove alla ricandidatura dell’uscente Nicola Gatta il Pd non trova un oppositore) e a Zapponeta: “Comunque se ne sta occupando Paolo Campo”, il consigliere regionale di Manfredonia nel cui raggio il paese del sud Tavoliere ricade. Bisognerà individuare il successore di Riontino la cui amministrazione è caduta anticipatamente.

Anche a San Giovanni Rotondo il M5s attende la certificazione delle liste complicata dalla concorrenza di due nomi con profili molto diversi. Uno è Michele Pagliara, attore, molto impegnato nel sociale e molto vicino alla gente del paese, l’altra quella di Federico Fiorentino, segretario comunale del Comune di Manfredonia. Sasha De Giovanni, che del meetup locale è responsabile , precisa: “La certificazione non è scontata, è saltata anche per due realtà storiche del Movimento come Rimini e Ravenna”. Il termine per questo “visto” è il 10 aprile. (I – continua)

(A cura di Paola Lucino – paola.lucino@virgilio.it)



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