Manfredonia
Strutture ad accesso libero e non controllato, dove praticare discipline sportive “non convenzionali”

“Skateboard, BMX, scooter: perchè a Manfredonia mancano gli skateparks?”

In fondo questi ragazzi sono l'opposto dei turisti, che hanno invaso Manfredonia nei giorni di Pasqua, e non certo per linee programmatiche di baracconi burocratici nostrani

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Manfredonia. Ieri, dialogando con un giovanissimo mio parente, mi è capitato di affrontare una questione che ricordo già essere presente quando ero io ad avere la sua età. A Manfredonia mancano delle strutture ad accesso libero e non controllato, dove praticare discipline sportive “non convenzionali”; esempi di tali strutture, presenti ormai quasi in ogni centro urbano che si rispetti, sono i cosiddetti skateparks. Uno skatepark è un ambiente ricreativo costruito e appositamente realizzato per lo skateboard, BMX, scooter e “aggressive inline skating”. Può contenere sezioni di tubi di ogni tipo, corrimano, fun box, piramidi, rampe sopraelevate, tubi pieni, piscine, scale (stairsets), bowls, snake runs e un indefinito numero di altre forme.

A differenza degli sport organizzati, come ad esempio il basket o il calcio, lo skateboard (e le altre “discipline” affini) non ha nessuno standard definito a livello di terreno di “gioco” e di regole, quindi gli skatepark non hanno alcun modello di progettazione. Ognuno è progettato specificamente per fornire “sfide uniche” ai propri utenti. Ci sono, tuttavia, tre categorie principali di progettazione per skatepark: bowl (ciotola), street plaza (piazza strada) e flow parks (parchi di flusso).

Bowl skatepark: sono stati progettati per emulare e migliorare l’esperienza di “pattinaggio” in piscina (pool skating experience). Gli utenti possono muoversi intorno al parco senza spostare i loro piedi fuori dalla tavola per spingersi. Nel mondo sono disponibili in una varietà infinita di forme e dimensioni, ma la maggior parte sono profondi tra i 3′ e i 12′.

Gli “street plaza parks” sono i favoriti per la stragrande maggioranza di utenti e sono progettati per emulare e migliorare l’esperienza di “pattinaggio” per strada. Gli ostacoli sono in stile e simulano il terreno naturale di una ipotetica strada, con scale, ringhiere, fioriere e panche. Il primo skatepark di questo tipo, all’aperto e pubblico è il Vancouver Skate Plaza, costruito nel 2004 da New Line Skatepark.

I “flow parks” combinano elementi di entrambi i tipi precedenti.

http://www.skateboard.com.au

http://www.skateboard.com.au

La mia riflessione più spontanea è stata questa: se il flâneur di Baudelaire passeggiando, godeva la città, guardandola, il rollerblade, il biker, lo skater l’aggredisce, rendendola propria, definendo geometrie di appropriazione, contro ogni abuso di usurpazione. Quindi non solo guardare, ma vivere. Essere “fuori” per esser dentro la città, giocare con la città, invece di subirne le forze impersonali, domandola. E’ una scelta paradossale, ma comunque di integrazione.

C’è un legame tra questi ragazzi e i “writer” (che nella nostra città operano pur in presenza di molti ostacoli, e che ci auguriamo continuino a produrre sempre più e sempre meglio, arricchendo i loro temi e le loro tecniche appropriandosi degli spazi negati e “scioccando” quando necessario, l’immaginario collettivo cittadino). C’è un legame, una comune e forse inconscia volontà di ridare un senso alla città e al viverla, ovvero quello della scoperta, dell’avventura, della creativa esperienza e cultura collettiva che lega i singoli ad un destino comune, di cittadini, di persone, in definitiva sfidare gli assetti precostituiti della comunità, conoscendola fisicamente, percorrendola, per trasformarla e creare nuove visioni, costruire futuri possibili, rispettando e/o amando il proprio simile e il luogo di esperienza o semplicemente denunciare l’indicibile.

In fondo questi ragazzi sono l’opposto dei turisti, che hanno invaso Manfredonia nei giorni di Pasqua, e non certo per linee programmatiche di baracconi burocratici nostrani, ma per una semplice, quanto atipica installazione artistica voluta, progettata e realizzata grazie a NESSUN amministratore sipontino. Sono l’opposto dicevo, perché laddove il sistema economico, “culturale” e/o istituzionale tende a domarci offrendoci strutture per un divertimento precosituito e determinato da regole finalizzate al business (errore tipico di chi parla di turismo a Manfredonia, dimostrandone la profonda sconoscenza), loro sovvertono le regole, favorendo una contaminazione imprevista tra sé e il luogo che questa volta non si presenta come “da visitare” con ordine e soprattutto pagando.

Qui non si è “narrato” di una cultura libraria, ma di una cultura agita, viva e diversa, con buonapace dei buonpensanti, sempre più nevrotici, sempre più alienati nei loro uffici, sulle loro poltrone, nei loro studi, nelle loro case.

Continuate ad essere altro, dal “potere”, continuate ad essere e non solo avere speranza (vitale).

(A cura di Francesco Saba – francescosaba1989@gmail.com)



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Commenti


  • GINO

    È semplice…perché il reparto di ortopedia a Manfredonia sta chiudendo e poii bisogna portarli a Foggia i ragazzi che si stroppiano:-)


  • Luigi

    Ma se a Manfredonia abbiamo ancora il parcogiochi con la sabbia!!!
    Ah … scusate … dimenticavo la sabbia serve per i bisogni dei cani!!!

    E comunque, ottima idea lo skateparks, viaggio spesso per lavoro e l’ho visto realizzare in paesi molto meno “aperti” alle novità di Manfrdonia.
    I vantaggi:
    – i ragazzi che lo praticano ne rarebbero felici;
    – i ragazzi che lo praticano non lo farebbero più in villa o sul lungo mare a rischio e pericolo dei nostri figli;
    – i ragazzi che lo praticano avebbero maggior modo di socializzare e confrontarsi;
    – aumenterebbe in numero di ragazzi che lo praticano con relativo aumento degli introiti per i relativi negossi;
    – se fosse un parco di adeguate dimensioni si potrebbero organizzare eventi anche a livello provinciale e regionale, ne sarebbero felici hotel e ristoranti;

    troppi vantaggi = non si può fare!!!

    !-P


  • Luigi

    Scusate gli errori di battitura … non posso dare neanche colpa al T9!!!-D


  • ciro

    Cte cheep fresck!


  • Ris

    Caro scrittore ma non abbiamo neanche la pista ciclabile che parco vuoi fare? Dopoi anni e anni abbiamo finalmente una piscina…. bello l’articolo è sopratutto sognare e gratis….. buona giornata…


  • svolta

    Vedo meglio la realizzazione di una pista per pattinaggio a rotello, meno pericolosa a mio avviso.
    La stessa potrebbe essere realizzata in quello spiazzo in prossimità dell’Eurospin, lasciato, come al solito incompiuto forse per i noti motivi delle opere di urbanizzazioni dovute alla zona.
    Attende ancora, la sistemazione, anche la zona nei pressi del Liceo Scientifico G. Galilei, case letteralmente invase dai fichi d’india….. E’ sempre la stessa politica… quella degli amici degli amici……
    Dove vuoi che vada Manfredonia quando gli amministratori non riescono a far realizzare quanto dovuto gratuitamente dai palazzinari come opere di urbanizzazione, che arricchiscono la zona ma più in generale la città.


  • Michele

    Emh… Aggiustare le strade prima? È impossibile circolare in condizioni normali; e poi, perchè continuare a realizzare strutture che poi saranno abbandonate a loro stesse come quelle che abbiamo già?


  • svolta

    Quelle che sino abbandonate hanno bisogno di essere ristrutturate, parchi giochi in primis, e poi cosa rara a dirsi ma più a farsi ci vuole controllo e sanzioni per chi vandalizza i beni pubblici. Per quanto scempio c’è in giro, informati, è mai stato multato qualcuno, nonostante le telecamere impiantate ?
    Poi sono convinto, ed è quello che noto in altre realtà, che tali strutture quando vengono messe in contesti realizzati di recente c’è più partecipazione popolare alla loro salvaguardia. Forse i ragazzi di una certa età…. non avendone avuta mai la possibiloità di giocare con l’altalena lo fanno quando la stessa è per loro preclusa in quanto adatta per i piccoli…. da qui la vandalizzazione…. penso.

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