Manfredonia

Vendola a Manfredonia per due strutture. Riccardi apprezza Castrignanò: “ottimo lavoro”


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Firma convenzione (ST)

Manfredonia – IL presidente della Regione Puglia Nichi Vendola a Manfredonia per le due nuove strutture destinate ad accompagnare situazioni di fragilità. La Casa della Carità e la Casa famiglia ‘Don Mario Carmone’ sono “una benedizione per il territorio”, ha commentato mentre, accompagnato dall’arcivescovo Michele Castoro, percorreva gli ampi saloni, i porticati e le diverse aree dei due complessi.

Nel giardino della Casa famiglia, poi, è avvenuta la sigla di due importanti documenti, che vedono in atto la sinergia tra l’Asl FG e l’Ambito Territoriale dei Comuni di Manfredonia, Monte Sant’Angelo, Mattinata e Zapponeta. “Giornata speciale, per me, questa in cui accolgo a Manfredonia il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, che ringrazio per la presenza –ha esordito il sindaco di Manfredonia Angelo Riccardi-. Come ringrazio l’assessore regionale al Welfare Elena Gentile, l’arcivescovo Michele Castoro, il direttore generale Ruggiero Castrignanò, il direttore sanitario Gregorio Colacicco e il direttore amministrativo Nicola Ciccarelli dell’Asl per essere qui”.

“Questa città, nonostante le mille difficoltà –ha continuato il primo cittadino-, giorno dopo giorno cerca di mettere insieme pezzi nuovi, che offrano ai più deboli un approdo sicuro. È un momento critico per governare le istituzioni pubbliche, ma in questi anni, nonostante i tagli imposti, la Puglia ha fatto enormi passi avanti sul tema delle politiche sociali per merito della Regione, e in particolar modo dell’assessore Elena Gentile. E questa casa è il segno tangibile del lavoro fatto per spostare sul territorio l’assistenza verso i più bisognosi, evitando che gli ospedali diventino il luogo dove andare a cercare quella solidarietà che non si riesce a trovare altrove”.

Il sindaco Riccardi ha poi espresso il proprio apprezzamento per l’operato del direttore generale Castrignanò, “che ha sempre ben presenti i bisogni e le esigenze di questa città. Lo testimoniano i due atti che sottoscriviamo questa mattina, l’Accordo di Programma per i Servizi di integrazione socio-sanitari, che prevede altre due strutture per diversabili e minori nel II Piano di Zona, e la Convenzione per la Casa famiglia ‘Don Mario Carmone’, che consentirà a molti ragazzi che non hanno più il sostegno familiare, e che ora risiedono fuori regione, di tornare a Manfredonia. Tutte tessere che si aggiungono al ‘mosaico’ creato in questi anni dall’assessore Paolo Cascavilla”.

Un mosaico che include ristrutturazioni, nuovi centri polivalenti, socio-educativi e per anziani in tutti i Comuni d’Ambito. “Stiamo lavorando per convincerci che siamo un’unica cittadinanza sociale, in cui ogni luogo è un quartiere di un’unica realtà –ha affermato Cascavilla-. Tenendo conto della situazione demografica e in costante dialogo con il territorio, stiamo costruendo una cultura dell’integrazione di politiche e servizi. Convinti che, stabilendo forme più eque di distribuzione del reddito e alimentando nuove forme di occupazione sociale, il welfare può produrre anche nuova ricchezza”.

“Quando una città si interessa degli ultimi, dei poveri e dei disagiati, allora diventa comunità. E comincia a scrivere una storia di civiltà”. Queste parole dell’arcivescovo hanno rivelato lo spirito di Manfredonia, città d’accoglienza e solidarietà, dove tanti uomini e donne mettono tempo ed energie al servizio dei più bisognosi. “È l’anima bella del volontariato, ispirata da don Mario Carmone. Non l’ho conosciuto, ma ne sento parlare continuamente come del sacerdote che ha fatto incontrare Dio e gli uomini, che ha portato Dio sulla terra attraverso un’esemplare vita dedita agli ultimi. Quindi onore anche a lui, e a tutti quanti, oggi, continuano la sua opera”, ha concluso Castoro. Anche il direttore generale Castrignanò ha evidenziato la difficoltà di operare avendo a disposizione sempre meno risorse. Ma, all’interno di queste ristrettezze, la Regione Puglia ha varato un provvedimento di riordino della rete ospedaliera e di riqualificazione dei servizi territoriali, per cambiare la sanità.

“E l’accordo contrattuale con la Casa famiglia, che oggi firmiamo, è ulteriore testimonianza di come la sanità pugliese stia davvero cambiando, avvicinandosi ai cittadini: sono in dirittura d’arrivo altre tre residenze socio-sanitarie assistenziali, un modulo di Rsa per anziani, la dialisi e un modulo di Rsa per l’Alzheimer, un hospice per il malato incurabile e la sua famiglia –ha spiegato il direttore generale-. In questa provincia è maturata, prima che altrove, la consapevolezza di dover riqualificare i servizi sanitari e di puntare alla telemedicina, che consente la gestione del paziente a domicilio da parte del medico di base, affiancato dallo specialista distrettuale, in una modalità day-service che evita sia il ricovero ospedaliero, sia il pellegrinaggio di prenotazioni e attese ai CUP. Tutti frutti di un impegno quotidiano che ci vede coinvolti senza limiti, e di questo voglio ringraziare i miei ‘angeli custodi’, il dottor Colacicco e il dottor Ciccarelli, e i sindaci del territorio, con cui c’è piena condivisione di percorsi e riflessioni”. “L’emozione di inaugurare strutture come questa –ha detto poi Elena Gentile- fa giustizia di mille fatiche quotidiane. In questi cinque anni abbiamo lavorato per costruire un cantiere d’innovazione e modernizzazione e oggi, per qualità delle infrastrutture, non siamo secondi a nessuno: in Italia il modello pugliese viene sempre più frequentemente preso a riferimento, sia per la qualità delle infrastrutture, sia per l’importante investimento in capitale umano, in coloro che, concretamente, si prendono cura delle persone in difficoltà.

Come affermato dall’assessore Cascavilla, il welfare costituisce una straordinaria occasione di nuova e buona occupazione. E penso alla platea di operatori che abbiamo riqualificato e al personale che ci accingiamo a formare per tutti questi servizi che, in Puglia, spalancano le porte alle famiglie, a bambini e bambine che potranno godere di servizi socio-educativi di qualità”. Anche la Gentile non ha sottaciuto la difficoltà del momento: i tagli profondissimi al fondo sociale nazionale, l’azzeramento del fondo nazionale per le politiche per la non-autosufficienza, l’azzeramento del fondo nazionale per le politiche a sostegno delle famiglie mettono a dura prova. “Cercheremo in ogni modo di non interrompere la ‘primavera’ che in Puglia si percepisce, anche grazie al lavoro che aziende sanitarie e direttori generali promuovono in connessione con le politiche sociali, costruendo un profilo d’integrazione sempre più efficace, sempre più vicino ai bisogni”, ha dichiarato l’assessore regionale in conclusione d’intervento. “Manfredonia ha il dono di fare della solidarietà e dell’accoglienza una virtù civica condivisa -ha dichiarato Nichi Vendola, a cui sono state affidate le conclusioni dell’intensa mattinata-. Questa casa era un rudere, il segno di un degrado periferico; ora è pezzo di riqualificazione di un’area della città. ‘Chi si prenderà cura di questa creatura dopo di noi?’. È l’ossessione dei genitori che hanno figli con disabilità. Questa casa è un ‘dopo di noi’, un luogo di altissima civiltà, un punto di maturazione della nostra coscienza”.

Vendola ha, poi, illustrato il cammino regionale degli ultimi anni, che ha messo in discussione l’incultura della disabilità che portava le famiglie a vivere con vergogna determinate situazioni. “Abbiamo sviluppato la lotta contro i pregiudizi non solo verso la disabilità, ma anche verso le malattie, nascoste per sottrarle al chiacchiericcio malevolo e alla superstizione. E oggi, nell’epifania di un mondo consumista e anche un po’ volgare, il concetto di bellezza legata alla fatica, all’impegno di umanizzazione, al vissuto e alla singolarità di ogni essere umano, rischia di essere smarrito. Si fa salute anche con l’educazione alla relazione: non si tratta solo di trovare strutture ad alta specializzazione, ma di insegnare ai normodotati che loro stessi non sono autosufficienti se non riescono a fruire della sapienza di chi è portatore di un disagio, di chi, con la cecità, guarda verso latitudini che nessuna vista perfetta riesce a vedere. Ogni istante della vita umana va accompagnato con cura. Bisogna avere cura del territorio, delle persone, di coloro che sono considerati pietre di scarto, e invece sono pietre angolari”, ha concluso il presidente Vendola. Al via, quindi, le firme dei due documenti, dopo di che tutti invitati a degustare il pane e pomodoro preparato, come sua consuetudine, da Salvatore Coppolecchia, il presidente dell’associazione ‘SS Redentore’, a cui è stata affidata la gestione della Casa famiglia.


Redazione Stato

Vendola a Manfredonia per due strutture. Riccardi apprezza Castrignanò: “ottimo lavoro” ultima modifica: 2011-04-29T10:37:08+00:00 da Redazione



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