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"Un giorno come tanti, in una foresta africana, per l’eccessiva calura scoppia, all’improvviso, un incendio"

“C.O.E.S.I.”, Cooperativa per nuove opportunità di lavoro

La scelta del nome “Coesi” riflette l’obiettivo primario del progetto, che si sostanzia appunto nella promozione dell’inclusione socio-occupazionale di persone svantaggiate

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Foggia. “Un giorno come tanti, in una foresta africana, per l’eccessiva calura scoppia, all’improvviso, un incendio. E tutti gli abitanti, terrorizzati come non mai prima, leone in testa, che pomposamente si fregia del titolo di “re”, si danno subito alla fuga, pur di non correre il rischio di morire arrostiti tra le fiamme. L’unico a non fuggire è un piccolo colibrì che in volo, con una goccia d’acqua nel suo becco, non solo non si allontana ma penetra all’interno della fitta vegetazione con l’intento di riuscire, se ce la fa, a spegnere il fuoco che divampa. Il leone allora che, di lontano, intanto osserva la scena, si rivolge con sarcasmo baldanzoso all’uccello e gli dice:“Ma cosa credi di fare? Non vedi che la foresta sta bruciando?”. E il colibrì serissimo, di rimando, risponde:”Faccio la mia parte”. E’ stato presentato Martedì 26 Aprile 2016, presso l’Auditorium “Santa Chiara” a Foggia, il progetto “C.O.E.S.I. – Costruzione di Opportunità Educative Sociali Imprenditoriali”, ideato dalla Cooperativa Sociale Scurpiddu e risultato vincitore del Bando “UniCredit Carta E 2014 – Strategie di Coesione Sociale per i giovani”, promosso da UniCredit Foundation. “Su circa 200 progetti presentati due anni fa da imprese sociali italiane, ha superato la selezione a cura dell’Università Bocconi” – ha ricordato Giuseppe Ambrosio, Advisor UniCredit Foundation Milano.

Giuseppe Ambrosio, Advisor UniCredit Foundation Milano. “Nei nostri interventi ci siamo resi conto che il disagio si riesce a contrastare in maniera efficace se dopo un percorso di assistenza, orientamento ed educazione si fornisce a queste persone l’arma in più che è quella del lavoro e dell’autoaffermazione, in risposta all’interrogativo più allarmante degli operatori sociali che è “Dopo cosa accade?”, ha dichiarato Benvenuto Grillo, Presidente della Cooperativa Sociale Scurpiddu e della Cooperativa Sociale Coesi.

La scelta del nome “Coesi” riflette l’obiettivo primario del progetto, che si sostanzia appunto nella promozione dell’inclusione socio-occupazionale di persone svantaggiate, spesso espulse dai contesti ordinari del lavoro oppure manovalanza per organizzazioni criminali, ai fini della coesione comunitaria. La sfida è cercare con gli strumenti della trasparenza, della legalità e del lavoro di creare opportunità occupazionali attuando quella “combinazione magica che si realizza nell’incontro tra il riscatto personale della persona, che ci mette il proprio impegno nel percorso di inclusione sociale che gli viene prospettato, e l’accoglienza da parte della Comunità a cui quella persona viene restituita”, come sottolineato da Vincenza Rainone, Assistente Sociale dell’U.E.P.E..

“A differenza della società, infatti, intesa come entità astratta fatta in prevalenza di relazioni commerciali, la Comunità è un’ecosistema in cui la relazione umana diventa preponderante. Allora noi adulti dobbiamo dire a questi ragazzi che appartengono a questa comunità che attraverso l’impegno, il sacrificio e la comunicazione riparativa è possibile riuscire a darci l’esempio e la possibilità di ricredere che nella vita è possibile cambiare” – ha specificato nel suo intervento Pino Tucci, Coordinatore sede distaccata U.S.S.M. DI Foggia. Nello specifico il progetto si prefigge di sostenere l’inserimento socio-lavorativo di 10 soggetti svantaggiati del territorio della Capitanata, giovani di età compresa tra i 15 ed i 29 anni che vivono particolari e differenti situazioni di difficoltà, intercettati dalla Cooperativa Sociale Scurpiddu a fronte dell’ampio bacino di utenza in carico direttamente o per conto dei suoi soggetti partner. Ciò attraverso la creazione e lo start up di una nuova impresa sociale che prende il nome dall’omonimo progetto che, coniugando la salvaguardia dell’ambiente con la solidarietà e l’occupazione, possa rafforzare l’economia locale e creare nuovi posti di lavoro in un territorio “il cui tasso di inoccupazione giovanile supera il 60%”, come ricordato dal Prof. Vincenzo Pacelli del Dipartimento di Economia dell’Università di Foggia. Quest’ultimo ha evidenziato inoltre che “la Provincia di foggia è un territorio in difficoltà, che ha delle lacune di natura strutturale e che quindi ha bisogno di aiuto, di spirito imprenditoriale, di cultura manageriale e di formazione”.

Aiuto che in questo caso viene dalle Banche come Unicredit “presente in 50 paesi del mondo, al servizio dello sviluppo territoriale attraverso il sostegno alla nuova imprenditoria nonché attraverso una grande attività di formazione” ha dichiarato Massimo D’olimpio, responsabile Public Sector & Territorial Development Region Sud di UniCredit Foundation. “Esistono però ancora delle criticità nel sistema bancario in generale nell’accesso al credito da parte delle cooperative sociali” ha ricordato Carla Calabrese, Vice Presidente di Confcooperative Puglia, ciò in ragione del fenomeno di “selezione avversa, ovvero di uscita dal mercato delle imprese buone, che hanno la capacità di bypassare il canale del credito perché o si autofinanziano o vanno sul mercato dei capitali, e di entrata delle imprese cattive che invece hanno necessità del credito alle banche che, di conseguenza, alzano i costi in quanto il rischio è più elevato”, ha spiegato il Prof. Pacelli.

Di contro, il rischio per le imprese sociali è rappresentato dai lavoratori giovani ed ancora poco efficienti ed efficaci, in quanto privi di esperienza e portatori di disagio. Una soluzione potrebbe essere rappresentata da Bonus e canali di finanziamento che possano agevolare quelle imprese che scelgono di investire su queste persone e scommettere su sè stesse, ha suggerito Benvenuto Grillo, il quale ha precisato che la Cooperativa Sociale Coesi ha scelto di privilegiare quegli ambiti lavorativi in cui vi fosse già un’esperienza diretta da parte dei soci fondatori, offrendo diversi servizi che vanno dagli sgomberi di locali ai traslochi; dall’imbiancatura e verniciatura al riassetto e riordino di ambienti; dalle piccole manutenzioni casalinghe allo smontaggio e rimontaggio di mobili; dal giardinaggio al governo degli animali; dal servizio di portierato e guardiania al facchinaggio. “Un ampio ventaglio di attività che esprime il voler fare, l’essere disposti a fare qualsiasi cosa ed il voler concretamente mettersi al servizio della comunità”, ha rimarcato la Dott.ssa Francesca Perrini, Direttore Centro Giustizia Minorile Puglia.

Accompagnata dalla Cooperativa Sociale Scurpiddu, a sua volta la Cooperativa Sociale Coesi guiderà i giovani, fungendo da tutor ai beneficiari diretti del progetto, secondo il principio della circolarità del Know How. Circolare è anche il modello di economia che si intende promuovere, trasformando i rifiuti in risorsa e garantendo così la loro reimmissione continua nel ciclo economico. Come ha fatto rilevare il Dott. Giuseppe Parisi, Amministratore di Puglia Recupero s.r.l. “A Foggia manca un luogo dove poter riutilizzare questi beni di cui se ne disfà in maniera molto precoce. Rimetterli a nuovo con dei giovani che hanno voglia di lavorare e sudare per poter praticare questa attività ed al contempo aiutare la sostenibilità dell’ambiente per le generazioni future è stata la scintilla che ha mosso Puglia Recupero a sostenere il progetto e trasferire le proprie competenze alla nuova impresa”.

Don Francesco Catalano, Direttore Caritas Diocesana Foggia, ha infatti rammentato che “a Foggia c’è molta gente che rovista nei cassonetti, certamente specchio della povertà dilagante ma anche una denuncia, perché noi buttiamo irresponsabilmente la grazia di Dio, oggetti che se inseriti in circuiti virtuosi possono avere vita lunga, servire a qualche altra persona e generare attività lavorativa. Come Caritas cercheremo di dare tutto il nostro apporto affinchè questa formica, che è il simbolo del logo di Coesi, possa acquisire la forza del leone. Faremo pertanto un po’ di “assist”, trasferendo e deviando alla nascente Cooperativa molte delle richieste che ci vengono fatte da persone che vogliono donare mobili o che richiedono un servizio di trasporto.” Il progetto mira per l’appunto a diffondere la cultura del riuso basata sui principi della solidarietà sociale a favore di quelle fasce di popolazione con ridotta disponibilità economica.

A riguardo, durante i due anni di durata del progetto, è prevista l’apertura del Centro di Riuso Solidale “Il Formicaio” nel quale gli oggetti dismessi, donati o rinvenuti attraverso l’attività di sgombero, verranno selezionati, sistemati, se necessario riparati, in alcuni casi re-inventati e rimessi a disposizione dei cittadini. Il ricavato verrà reinvestito per alimentare sempre nuovi percorsi di inserimento lavorativo dei più giovani e dei soggetti più vulnerabili, nonché per contribuire a finanziare le missioni umanitarie nei Paesi dell’America latina, promosse dall’Operazione Mato Grosso, di cui si condividono scopi e mission.

“Questo territorio ha bisogno di un forte coinvolgimento ed oggi spero che in ognuno dei presenti ci sia l’impegno di diffondere quello che di positivo e di buono parte da questa terra” – ha continuato la Dott.ssa Francesca Perrini – “La giornata di oggi, che mette insieme a dialogare imprese, istituzioni, banche e cooperative, vuole essere una chiamata in coro a tutta la comunità per consentire a questa nuova realtà di diventare testimonianza nel tempo di un segmento recuperato che ha voglia di fare e non ha problemi a sporcarsi le mani”. Infine, Benvenuto Grillo, ha evidenziato che l’aiuto vero, oltre che dal sostegno delle istituzioni ad aiutare le imprese sociali ad aiutare, è quello che verrà da una città che deciderà di servirsi dei servizi offerti dalla Cooperativa Sociale Coesi e, non ultimo, l’impegno dei giornalisti e delle fonti di informazione di seguire e raccontare con costanza la speranza di un territorio, il coraggio di un colibrì che fa la sua parte con la sua piccola goccia d’acqua.

Vuoi vedere che altri colibrì lo seguiranno e che tutti insieme riusciremo a spegnere l’incendio? – questa la speranza e la sfida lanciata da Geppe Inserra, Dirigente Lavoro e Politiche Sociali della Provincia di Foggia, moderatore dell’evento, che ha concluso con una metafora d’augurio rivolta alla Cooperativa Sociale Coesi affinché, anche dopo le fasi di start up, possa camminare con le proprie gambe e stare efficacemente sul mercato. “L’ultima scena del romanzo di Capuana, da cui prende il nome la Cooperativa Sociale Scurpiddu, mostra il protagonista che fa volare la poiana che lo aveva accompagnato per tutto quanto il romanzo. In questa scena c’è la tristezza di due vite che si separano dopo aver a lungo convissuto strettamente ma c’è anche il riconoscimento all’autonomia di questa poiana che vola libera e alta. Il mio augurio è che altrettanto facciate voi”.

Per info Cooperativa Sociale Coesi:
FB https://www.facebook.com/Cooperativa-Sociale-Coesi-Onlus-Centro-di-Riuso-Solidale-Il-Formicaio-721857977926619/?fref=photo
Sito web in costruzione: www.coesionlus.it



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