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"Molte persone, camminando per strada, si stupiscono di vedere interi gruppi di ragazzi vestiti in modo quasi identico"

Manfredonia, adolescenti fra conformismo e individualità

"Quanto al trucco e al profumo, in un’età di grandi cambiamenti fisici come questa, più che giocare a fare le grandi, la possibilità di nascondere i propri difetti le fa sentire sicure"

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Manfredonia, 29 aprile 2017. Dei ragazzi di Manfredonia – negli anni della preadolescenza – hanno risposto ad alcune domande sul loro stile di vita e modo di relazionarsi con gli altri, per comprendere meglio, come, e quanto la socializzazione con i coetanei li porti ad adattarsi al gruppo.

Molte persone, camminando per strada, si stupiscono di vedere interi gruppi di ragazzi vestiti in modo quasi identico, con tagli di capelli e acconciature simili, con lo stesso modello di cellulare e, nel caso delle ragazze, con lo stesso tipo di trucco, in quella che potrebbe sembrare quasi una divisa.

I ragazzi, invece, non si sentono affatto omologati come li dipingono, pur ammettendo che, per la maggior parte di loro, la moda è molto importante. Dalle risposte che hanno dato è emerso che avere una maglia molto gettonata o una giacca di marca dà più fiducia in se stessi, perché hanno la certezza che se anche gli altri le usano allora deve piacere. E dato che non è bello ciò che è bello, ma è bello quel che piace, la camicia a scacchi è automaticamente bella, insieme alle scarpe da tennis e ai jeans strappati.

Quanto al trucco e al profumo, in un’età di grandi cambiamenti fisici come questa, più che giocare a fare le grandi, la possibilità di nascondere i propri difetti le fa sentire sicure, in un modo a cui molte ragazze non riescono a rinunciare.

Ma le mode non si limitano ai vestiti o ai capelli, le mode riguardano anche la musica, la televisione, il modo di parlare e persino gli atteggiamenti, a volte dannosi, come fumare. Quasi tutti
affermano di avere non solo gusti simili a quelli dei propri amici, ma anche di usare gli stessi modi di dire. Molti dei fumatori, inoltre, hanno iniziato perché gli altri lo stavano facendo e loro volevano sentirsi parte del gruppo, certi di non diventare dipendenti.

Eppure questi ragazzi detestano essere uguali a tutti gli altri. Molti si sentono irritati nel notare che le loro cose sono esattamente quelle che usano tutti e ripetono che ognuno deve essere libero di esprimere se stesso come vuole, dicendo anche che essere diversi è segno di coraggio.

Affianco al desiderio di essere parte di un gruppo e alla paura, conscia o inconscia, di non essere accettati, uniti a personalità non ancora completamente definite, c’è quindi un desiderio di affermazione di sé che dimostra che, sotto la “divisa”, i giovanissimi di Manfredonia non sono affatto tutti uguali e fa sperare che, in futuro, troveranno il modo di essere unici.

(A cura di Chiara Tozzi, Manfredonia 29.04.2017)

(Rubrica “Stato Ragazzi”, laboratorio giornalistico a cura della testata giornalistica www.statoquotidiano.it)



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Commenti


  • L'anticristo si è fermato a Manfredonia

    Anche i genitori mica scherzano, sono i loro totem.


  • Osservatore discreto

    Ragazzine e ragazzine di dieci anni che fumano…centinaia di madame milord che il luogo di seguire il percorso psicofisico dei figli predilogono un morboso attaccamento al cellulare e ai cani che a Manfredonia più che per amore vengono adottati per pura moda.Cani, trasgressione, ostentazione…doppi cellulari e schede SIM…

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