Manfredonia
A cura di Michele Apollonio

La Daunia antica di Angela Quitadamo

"Si, la lavorazione della ceramica – rivela – mi ha attratto sin da bambina. Le ceramiche antiche rappresentano un mondo fantastico che mi ha incantata e continuano ad affascinarmi. In ogni pezzo che lavoro rimane una parte di me"

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Manfredonia. E’ unanimemente riconosciuta come l’artista delle ceramiche daunie. Le sue mani prodigiose plasmano perfetti esemplari che non hanno nulla da invidiare ai modelli originali del variegato repertorio di quell’affascinante vasellame della civiltà dauna. Autrice di tanta “magia” è Angela Quitadamo: realizzare olle, coppe, askos, kilyx, e via dicendo, prima ancora che un’arte raffinata, è una passione che viene da lontano e che ha coltivato con studi nelle più accreditate scuole italiane ed estere.

“Si, la lavorazione della ceramica – rivela – mi ha attratto sin da bambina. Le ceramiche antiche rappresentano un mondo fantastico che mi ha incantata e continuano ad affascinarmi. In ogni pezzo che lavoro rimane una parte di me”.

Nata a Foggia ma con ascendenze garganiche e irlandesi, Angela Quitadamo ha il suo laboratorio a Manfredonia. Una bottega artigianale. Il suo regno è qui, tra blocchi di argilla, vasi di ogni genere, pennelli di vario calibro, colori. Il tutto dominato dal tornio. Più in là, in un angolo, il forno. Sono gli strumenti di un’arte che richiede dedizione, attenzione e precisione. Doti che ad Angela non mancano. La produzione di oggetti di ceramica, la loro manipolazione e decorazione, è il risultato di varie tecniche apprese studiando la pittura, la lavorazione di cristalli di vetro su ceramica, le argille refrattarie e semplici. La sua formazione artistica professionale l’ha approfondita in numerosi stage svolti presso laboratori privati a Bruxelles, Bonn, Urbino, Deruta. E poi una lunga attività lavorativa maturata attraverso varie esperienze anche in cooperative con altri artisti.

. Angela ha appena finito di sagomare al tornio una olla e la depone nel forno. Nel frattempo inizia a decorare un kilyx, un calice a due manici. La mano è ferma e sicura. Il risultato è stupefacente. Chi direbbe che quel vaso è stato appena realizzato e non che provenga da qualche scavo nell’area dauna?

Naturalmente con lo studio dell’arte della ceramica antica, Angela Quitadamo ha approfondito la conoscenza del territorio dauno “nel cui sottosuolo giacciono ancora grandi tesori del passato che andrebbero riportati alla luce e valorizzati>. Numerose sono le collaborazioni con le istituzioni universitarie e archeologiche così come di buon grado si presta in dimostrazioni teoriche-pratiche presso le scuole. Michele Apollonio, Manfredonia 26 aprile 2017)



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