Capitanata

Trinitapoli, Di Feo “I nostri programmi e le loro bugie”

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Trinitapoli. Programmi e candidati, in un viaggio tra il quinquennio trascorso e quello futuro: Francesco di Feo conclude a tarda serata la batteria di comizi, concentrati al sabato, per non interferire con le celebrazioni del Corpus Domini oggi. “Illustrare idee – precisa dal palco – rettificando le tantissime inesattezze, tra incompetenza e malafede”.

LOSAPIO, IL FUTURO FATTO IN CASA. Il sindaco si affida a due candidati, Emanuele Losapio e Giustino Tedesco. Il primo è il “ragazzo che si è fatto da solo”, introduce di Feo, 35 anni ma lunga militanza ed esperienza politica. Losapio si commuove alla presentazione, ma non tradisce le attese: “Parlano del perché siano divisi. Non si capisce se il problema è la campagna elettorale coi suoi programmi o individuare chi ha tradito chi a sinistra”. Tutti girano le strade coi programmi. “Alcuni sono campati in aria: se avessimo tutti quei soldi qui sarebbe Las Vegas. Ed è la stessa gente che dimentica di aver fatto debiti in questa città o che scorda di aver remato contro l’uscita dal dissesto del nostro Comune. Non lo diciamo noi per fini elettorali, ma l’ha detto a marzo la Corte dei Conti”.

Losapio passa in rassegna alcune delle inesattezze più eclatanti pronunciate dai palchi a scapito della realtà. “La Tari costa 100 euro a persona – spiega documenti alla mano – . La tariffa più bassa della Bat, come anche succede per l’ecotassa, grazie all’incremento in un anno dal 20 al 60% di raccolta differenziata. Dire che la Tari è alta o che la si può ridurre è semplicemente falso. Parliamo di sostanza: facciamo gli ecopunti per incrementare ulteriormente la differenziata e pagare meno ecotassa. Altro che carrettini della spazzatura. La Tari è e resta a carico esclusivo dei cittadini, e lo ha stabilito il governo”. In agricoltura, “tanti sedicenti esperti” nelle liste. “Ma non dicono una verità: un Comune non ha potere in materia. Sono le Regioni ad avere competenze, una parte e l’altra della sinistra ne chiedano conto a Vendola ed Emiliano”. Stessi inganni per le presunte perdite di Tribigas: “Ai tempi della sinistra toccava picchi di utile aziendale di 80 euro annui, mentre ora le cifre arrivano a 188mila”. Losapio parla del progetto da attuare del campo di calcio in erba: “Lo sport cresce soprattutto con le infrastrutture”, ma anche del “sistema turismo”, sfruttando l’asse tra “i nostri Ipogei” e Castel del Monte, ufficialmente il sito turistico più visitato della Puglia, anche per “destagionalizzare il turismo”, attraverso bird watching, attività venatorie e strutture ricettive: “Chi fa ristorazione qui da anni attrae visitatori ed utenti da fuori. Abbiamo l’istituto alberghiero a 2 passi e va sfruttato”.

TEDESCO, A LAVORO ANCHE IN QUESTI GIORNI | “Ci rimbocchiamo le maniche da anni. E lo stiamo facendo anche in questi giorni, invece di girare per la campagna elettorale”, esordisce l’assessore Tedesco, riferendosi ai 2,3 milioni di euro chiesti il 18 maggio scorso alla Regione per di estendere la rete del depuratore ed irrigare altri 500 ettari di terreni agricoli. “Impermeabilizzando il vascone – aggiunge – abbiamo definito la questione della salinità. Discorso chiuso. Concretamente, coi fatti”. Il 15 maggio Tedesco ha proposto a finanziamento la “cittadella dei Giovani” per i locali dell’ex scuola media di Via Cavallotti: “programmazioni che vengono da lontano – precisa – per trovarsi sempre pronti ai bandi quando escono”.

DI FEO, TRINITAPOLI STRUMENTO DI POTERE PER IL PD | “Chi alza i toni nelle piazze – incalza il sindaco – , infarcendo di ideologia un’elezione comunale, evidente ha l’ossessione di andare al potere o solo di potersi aggiudicare, a fine campagna elettorale, il simbolo del Pd per poter continuare a gestire potere”. Trinitapoli è solo “lo strumento di questi signori che ancora negano di aver danneggiato questo territorio fino all’orlo del dissesto, che noi incontrovertibilmente abbiamo sanato”. Oggi il Comune può assumere, dando lavoro e rilanciando l’azione degli uffici.

Il primo cittadino non accetta lezioni di stile. “Abbiamo in questi 5 anni rivoluzionato la percezione delle istituzioni, oggi la gente conosce, riconosce e rispetta chi siede a Palazzo di Città”. Poco importa se si è assenti alla riunioni della Sia, se all’ordine del giorno c’è “un aumento delle spettanze previste dal contratto. Se ci chiedono un euro in più di 1,4 milioni previsti, io non solo sarò sempre assente, ma esco dalla Sia”. Si parla di tratturi: “La situazione ereditata vede la Corte dei Conti attenzionarci perché le nostre situazioni sono state fatte ricadere sui vicini Comuni e non si può. Questa era la sinistra al governo della città”. Né sull’agricoltura migliora il confronto a distanza tra candidati: “Sul centro Demetra abbiamo già un finanziamento per un centro minori – spiega – e qualcuno propone un centro per l’agricoltura. Che facciamo? Buttiamo i finanziamenti ottenuti? Questo significa non vivere la continuità e la realtà”.



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