Manfredonia
“Quando si legge un libro, lo si riscrive mettendoci un po’ di noi”

Manfredonia: Dacia Maraini si racconta (foto-video)

"Bisogna distinguere tra informazione e formazione: mentre la prima è quantitativa, un insieme di nozioni da assimilare; la seconda è qualitativa e scava nelle profondità dando vita all’utopia"

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Manfredonia, 29 maggio 2017. Un Teatro Comunale gremito ha accolto stamane la scrittrice Dacia Maraini, pluripremiata per la sua lunga e fruttuosa carriera (già Premio Campiello, Premio Strega e Cavaliere della Repubblica) dando vita ad un botta e risposta intelligente ed entusiasmante con i ragazzi di alcuni istituti della nostra città, tra cui l’ I.I.S.S. Rotundi- Fermi; un talento raro e una passione per la lettura e la scrittura che ha inizio da adolescente: a 17 anni il suo primo romanzo, guidata dalla nonna a sua volta scrittrice e dal papà importante antropologo.

In casa poteva mancare tutto ma non i libri”, tiene a precisare la Maraini che con la sua vivacità e reattività non dimostra i suoi 81 anni ben portati; è riuscita ad emozionare anche i più giovani con argomenti anche molto delicati come il femminicidio e la travagliata Storia del nostro Paese, tenendoli lontani dai loro cellulari e sospesi tra le sua parole ben scelte ed articolate. Alla domanda di un ragazzo: “Qual è la sua esperienza di lettrice e scrittrice?”, la Maraini risponde: “Scrivere e leggere sono due facce della stessa medaglia, fondamentale è che si metta in moto l’immaginazione, tenere allenata la mente.

Bisogna però distinguere tra informazione e formazione: mentre la prima è quantitativa, un insieme di nozioni da assimilare; la seconda è qualitativa e scava nelle profondità dando vita all’utopia”.

Due ore in cui le generazioni si sono interfacciate dicendo la loro e riscoprendo, da parte di alcuni, la voglia e il piacere di aprire un libro e vivere la storia e le emozioni di qualcun altro…una storia d’amore senza fine; in fondo: “Lo scrittore è come un palombaro, scende nei meandri dell’inconscio e scova oggetti ignoti ai più portandoli in superficie, rendendoli così visibili e conosciuti. E’ testimone della realtà obiettiva”.

(A cura di Libera Maria Ciociola, Manfredonia 29.05.2017)

fotogallery antonio troiano

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Commenti


  • maria lo bianco

    Sono daccordissimo che lo scrittore scava nei meandri dell’inconscio e ne porta alla luce gli oggetti più nascosti rendendoli riconoscibili e accende l’utopia.
    E’ questo tra gli altri l’effetto di leggere Dacia Mararini persona insostiuibile nella vita di tutti noi e e protagonista cosmopolita della vita. Con molto affetto e gratitudine
    maria lo bianco

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