Lavoro

Navarra: 70mila pensioni bloccate in Puglia per il 2012 e 2013

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Spi Abbrescia, Maragliulo, Navarra (st)

Bari – “CONTRO il vuoto dei diritti”: parte da oggi, 29 giugno, in Puglia la raccolta firme promossa dal Coordinamento Donne dello SPI Cgil e dal Dipartimento Previdenza dello SPI Cgil nazionali. Prima tappa di un percorso di azioni per sensibilizzare le istituzioni e l’opinione pubblica e per ottenere una modifica degli aspetti più iniqui della riforma previdenziale. Ad annunciarlo in conferenza stampa, nella sede regionale della Cgil a Bari, Rosanna Maragliulo, Segretaria regionale SPI Cgil Puglia, Luigia Navarra, Responsabile del Coordinamento Donne regionale Spi Cgil e Francesca Abbrescia, Segretaria confederale CGIL Puglia.

“L’ultima riforma previdenziale – sottolinea Luigia Navarra, Responsabile del Coordinamento Donne regionale Spi Cgil – contiene delle iniquità e delle forti penalizzazioni soprattutto nei confronti delle donne. È una grave ingiustizia perpetrata ai danni delle lavoratrici e dei lavoratori a cui occorre necessariamente porre rimedio”. Sarebbe invece necessario stabilire un tetto alle cosiddette pensioni d’oro, provvedimento ancora una volta rinviato dal Governo. Un paradosso che si acuisce quando si va a guardare ai dati territoriali: “In una situazione in cui – spiega la Segretaria regionale dello SPI Cgil Puglia Rosanna Maragliulo – 70mila persone, in Puglia, si vedono bloccata la rivalutazione della pensione di 1.400 euro lorde per il 2012 e 2013, senza alcuna possibilità di recuperare i soldi persi, mentre il potere d’acquisto per i pensionati e le pensionate scende del 30%. Un futuro drammatico per una fascia sociale già falcidiata da tassazioni gravose e dall’aumento di tariffe e prezzi dei beni di prima necessità”.

“Avevano cominciato con l’aumento, di botto, dell’età pensionabile nel pubblico impiego in nome delle cosiddette ‘pari opportunità’, ora si continua con la cancellazione dei diritti acquisiti. – interviene Francesca Abbrescia, Segretaria confederale CGIL Puglia – Cosa abbiamo ottenuto in cambio? la distruzione del welfare, la totale ricaduta del lavoro di cura sulle spalle delle donne, la diminuzione dell’importo delle pensioni che si accompagna a una diminuzione salariale e a un’inflazione alle stelle. Intanto non si vede l’ombra di un provvedimento in favore dell’occupazione giovanile”.

“È ora di rendersi conto – continua la Maragliulo – che la povertà in Puglia è un dato ormai in inesorabile aumento e che, nella generalità dei casi, si chiama donna. A partire dalle lavoratrici anziane che hanno lavorato per anni senza regolare retribuzione e che oggi hanno una pensione di anzianità al minimo, sulla soglia dei 500 euro. E finendo alle giovani lavoratrici, per lo più precarie e con retribuzioni basse, il cui futuro non si discosterà dalla condizione di chi oggi le precede”.


Redazione Stato@riproduzione riservata



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Commenti


  • sandra

    Se le donne al potere sono come la Fornero e’ bene che stiano a casa e lo dice una donna che ci credeva ma che ora e’ molto delusa ma sopratutto arrabbiata

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