EditorialiManfredonia
Rappresentati dall'avvocato Pierangelo Procaccio

La illegittima segnalazione delle banche e la controffensiva dei correntisti

Da tanto emerge come fare impresa sia diventata, in realtà, una “impresa” titanica


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Senza ombra di dubbio quello che le aziende locali stanno attraversando è un momento delicato e problematico attesa la profonda crisi economica che ci attanaglia oramai da più di un decennio.

Da tanto emerge come fare impresa sia diventata in realtà una “impresa” titanica e complessa e non solo a causa delle annose questioni connesse alla attuale congiuntura economica ma anche per la difficoltà con cui le aziende tentano un approccio dialogico con gli istituti di credito i quali, a volte, appaiono poco proclivi a “tendere una mano” agli imprenditori e non sempre manifestano disponibilità a confrontarsi in maniera costruttiva con le imprese di piccole o grandi dimensioni.

Qualche giorno fa si è letta un’ordinanza inviata da un’azienda che opera sul territorio da tempo la quale, grazie alla tenacia e alla abilità del suo difensore – l’avv. Pierangelo Procaccio del foro di Foggia, esperto di diritto bancario – è riuscita ad avere la meglio su un Istituto di credito imponendo le proprie ragioni in sede contenziosa con brillanti risultati.

Nella specie, l’ordinanza pervenutaci specifica che l’azienda in questione aveva appreso di essere stata segnalata dall’Istituto di credito presso cui è correntista presso la Centrale Rischi istituita presso la Banca d’Italia e tanto in forza di un suo presunto inadempimento. Nulla di strano, alcuni potrebbero esclamare; l’Istituto bancario avrebbe semplicemente ottemperato ad un diritto che gli viene riconosciuto dalla legislazione bancaria vigente e cioè iscrivere alla centrale rischi un soggetto “cattivo pagatore”, e, dunque, inadempiente.

Tuttavia, ad onor del vero, delle anomalie sono state evidenziate ed argomentate dall’avv. Pierangelo Procaccio, il quale ha proposto ricorso con contestuale istanza cautelare argomentando in modo esaustivo e convincente le sue ragioni. Il Difensore ha prospettato, infatti, la illegittimità della segnalazione atteso che l’azienda aveva contestato il debito riportato nell’ultimo estratto conto stante l’illiceità di indebite annotazioni nel corso del rapporto e, pertanto, introducendo, già in epoca precedente a tale segnalazione e sempre a ministero dello stesso difensore, un rituale e non temerario giudizio civile.

Le argute argomentazioni prospettate dall’avvocato civilista sono state interamente accolte dal Tribunale il quale, nella ordinanza, ha evidenziato non solo che la banca segnalante ha l’onere di fornire rigorosa prova documentale della sussistenza e della legittimità delle pattuizioni negoziali poste a fondamento della segnalazione contestata ma anche che tale segnalazione non fosse legittima perche fondata su una creditoria ritualmente contestata dall’azienda ricorrente; sempre secondo il Tribunale adito in sede cautelare tale precedente contestazione appariva, già ad un sommario esame, fondata e puntuale; pertanto, il Tribunale ordinava alla Banca la cancellazione del nominativo dalla centrale rischi.
Contattato l’avvocato Pierangelo Procacci – difensore dell’azienda – ci ha precisato che, tra l’altro, “il danno da informazione inesatta non si esplica soltanto nella mancata concessione di nuove linee di credito- conseguenza, questa, della segnalazione alla Centrale rischi di persona fisica o giuridica – ma anche nella lesione della reputazione personale e commerciale, pregiudicata da un’erronea segnalazione che certamente costituisce causa di discredito del soggetto coinvolto.

E, se tale nocumento all’immagine si concretizza all’intero del sistema creditizio, certamente l’azienda rischia una seria ed onerosa battuta d’arresto attese le difficoltà di ottenere ulteriori linee di credito; all’azienda, pertanto, verrà in seguito riconosciuto il danno che per Giurisprudenza costante è in re ipsa”.

La decisione del Tribunale, a prescindere da qualsivoglia considerazione e/opinione di questo o quel direttore, ha comunque concesso all’azienda ricorrente, ed in brevissimo tempo, l’opportunità di continuare più serenamente, e con una prospettiva maggiormente ottimistica, la propria attività imprenditoriale scongiurando l’ipotesi più temuta di un fallimento a causa di una segnalazione che non le avrebbe consentito di ricevere credito dal sistema bancario.

Il lieto fine è stato scritto su questa vicenda, grazie alla tenacia di una azienda che non si è mai arresa dinanzi alle difficoltà oggettive e grazie alla professionalità e alla competenza di un giovane avvocato; ma l’auspicio è che sia accordata anche ad altre imprese l’opportunità di cominciare o continuare la propria attività anche attraverso il supporto imprescindibile e prezioso di istituti finanziari che cessino di applicare, in maniera spesso errata, le norme bancarie ferendo a morte la nostra già malata e compromessa imprenditoria.

Redazione Stato

La illegittima segnalazione delle banche e la controffensiva dei correntisti ultima modifica: 2015-06-29T18:49:29+00:00 da Redazione



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Commenti


  • Antonio

    Vorrei sapere a quale autorità Europea, si perché di quella Italiana non mi fido, bisogna denunciare l’abuso che fanno gli Istituti bancari sul costo del conto corrente, il piu’ alto in Europa, con una politica governativa che ci obbliga che ogni minima spesa sia effettuata con operazione bancaria?.
    In questo caso non bisogna adeguarsi alle normative Europee?.

    Ma siamo, o non siamo cittadini Europei?.

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