Manfredonia
Fonte: wikipedia

Meritocrazia

"E' una forma di governo dove le cariche amministrative, le cariche pubbliche, e qualsiasi ruolo che richieda responsabilità nei confronti degli altri, è affidata secondo criteri di merito"


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La meritocrazia è una forma di governo dove le cariche amministrative, le cariche pubbliche, e qualsiasi ruolo che richieda responsabilità nei confronti degli altri, è affidata secondo criteri di merito, e non di appartenenza lobbistica, familiare (nepotismo e in senso allargato clientelismo) o di casta economica (oligarchia).

Origine del termine. Il termine “meritocrazia” apparve per la prima volta nell’opera Rise of the Meritocracy (1958). L’autore, il sociologo britannico Michael Young (1915-2002), intendeva usare il termine in senso dispregiativo. Nel libro tratteggiava lo scenario di un futuro distopico in cui la posizione sociale di un individuo veniva determinata dal suo quoziente intellettivo e dalla capacità di lavorare. Nell’opera, l’oppressione generata da tale sistema sociale finisce per portare a una rivoluzione in cui le masse rovesciano i governanti, divenuti arroganti e distanti dai sentimenti del popolo.

Malgrado la connotazione originariamente negativa, nel tempo il termine si è affermato con una connotazione positiva. Molti credono che un sistema meritocratico sia un buon sistema sociale. I sostenitori della meritocrazia argomentano che un sistema meritocratico è più giusto e più produttivo degli altri sistemi, e che garantisce la fine di discriminazioni fondate su criteri arbitrari quali il sesso, la razza e le origini (o le appartenenze) sociali.

D’altro canto i detrattori della meritocrazia argomentano, al contrario, che l’aspetto distopico centrale dell’idea di Young — l’esistenza di una classe meritocratica che monopolizzi l’accesso e i simboli del potere, nonché il metodo stesso di determinazione del merito — consiste proprio nell’introduzione di nuove forme di discriminazione e, quindi, in una perpetuazione del potere, dello status sociale e dei privilegi da parte di chi si vede riconosciuti un elevato quoziente intellettivo e lo sforzo.

Nel redigere la Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti, Thomas Jefferson echeggiò ripetutamente il capitolo quinto del “Secondo Trattato sul Governo” di John Locke, capitolo in cui si definisce il concetto di proprietà e, a fondamento di quest’ultima, si pongono lavoro umano e necessità di sussistenza. La tesi di fondo (esplicitata da Locke nell’ambito del capitolo quinto e poi ribadita nel resto del trattato) è che l’acquisizione della proprietà da parte di un individuo non sia moralmente sbagliata, se avviene attraverso la fatica, se è finalizzata a soddisfare i bisogni vitali di quell’individuo e se non è di pregiudizio ai bisogni vitali altrui. Per Jefferson questa dottrina di operosità e merito, invece che di ozio ed eredità, come fattori determinanti di una società giusta si poneva, contro la monarchia, l’aristocrazia e i loro lacchè, in favore di un sistema rappresentativo di tipo repubblicano.

Spesso, gli oppositori del concetto di meritocrazia sostengono che caratteristiche come intelligenza e sforzo non sono misurabili con accuratezza. Perciò, dal loro punto di vista, qualsiasi attuazione della meritocrazia comporta necessariamente un alto grado di arbitrarietà ed è, di conseguenza, imperfetta.
Temi di fondo

Le meritocrazie si basano su questi principi di governo:
– il collocamento del lavoro viene conferito secondo esperienza e competenza
– sulla condizione dell’opportunità sotto la richiesta del principio di lavoro.
– la previsione di qualcuno che specifichi i premi per l’adempimento del lavoro.

Sviluppi. Oggi con il termine meritocrazia s’intende qualcosa di più complesso e ricollegato alla nozione chiave di competenza. La necessità vitale di sostenere la meritocrazia in Italia è ad esempio l’argomento di cui si occupa Roger Abravanel nel suo libro Meritocrazia. Per valutare il grado di meritocrazia in un Paese oggi non si può prescindere da indicatori significativi come le cosiddette “quote rosa” e l’età media di coloro che ricoprono ruoli con funzioni decisionali ai vertici di importanti aziende e istituzioni pubbliche.

Critiche

Questi principi, comunque, non tengono conto delle ingiustizie ma anzi le ignorano. Bisogna considerare che non tutte le meritocrazie operano in questo modo. Molte analizzano le strutture delle equità e disuguaglianze del lavoro attraverso le abilità e personalità umane che permettono loro di conseguire il compito lavorativo al meglio delle loro capacità.

Una critica che viene posta al ricorso al merito, nel mondo del lavoro, e che, storicamente, esso ha privilegiato criteri che prescindono dalle conoscenze e dalle abilità: il “merito” è divenuto espressione di una “cultura del potere e dell’autorità” che, “dalla prima rivoluzione industriale al fordismo”, ha ridimensionato “ogni valutazione fondata sulla conoscenza e il «sapere fare», valorizzando invece, come fattori determinanti, criteri come quelli della fedeltà, della lealtà nei confronti del superiore, di obbedienza e […], negli anni del fordismo, dell’anzianità.

Fonte: wikipedia

Meritocrazia ultima modifica: 2015-06-29T12:19:12+00:00 da Redazione



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Commenti


  • Antonello Scarlatella

    In Italia non serve la conoscenza ma le conoscenze, per questo centinaia di giovani iper preparati vanno all’estero. In Italia non avrebbero spazio. L’individuo con una cultura di spessore, non lecca il culo a nessuno e neanche perde tempo, vuole essere valorizzato in base al suo sapere e agli obiettivi raggiunti.
    In Italia tutto ciò potrà accadere tra 50 anni forse. Dobbiamo cambiare noi però e noi dimostriamo giornalmente di non voler cambiare.
    Questo causerà in un prossimo futuro un totale svuotamento di risorse formate per settore e la razionalizzazione nazionale dei mediocri.
    In Italia sarebbe più corretto parlare di mediocrazia e non meritocrazia.
    Siamo a tutti i livelli gestiti da mediocri, negli enti pubblici, nelle grandi aziende private, nella politica poi abbiamo superato anche la mediocrazia ormai siamo in mano alla nullocrazia, gente senza coscienza di scarsa capacità intellettuale che si venderebbe la mamma per un po’ di potere e per riempire i portafogli.
    E’ l’Italia che ci meritiamo. Siamo noi i generatori dell’economia e della società.
    Complimenti per la vignetta.
    Antonello Scarlatella


  • (utilizzo dati nominativo esistente,ndr)

    (fuori luogo; in ogni modo, il testo è stato lasciato solo in Manfredonia affinchè il lettore possa leggerlo con maggiore attenzione ,ndr)


  • maria

    meritocrazia……………………………………………………..
    non può avvenire
    troppo bello
    non si può avverare
    rimane un sogno
    un sogno ……………………………………………………………
    ma infinitamente bello
    chissà
    forse un giorno
    immaginate
    chi realmente vale
    chi può
    contribuire al miglioramento
    dell’umanità……………………..
    viene riconosciuto
    mah………………………………………..
    può diventare realtà……………………………………………
    sta a noi cambiare le cose

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