La pellicola diretta dalla regista di Monster (che valse il premio Oscar a Charlize Theron) costituiva un vero e proprio nodo gordiano per il futuro della Dc Comics

Wonder Woman – Patty Jenkins, 2017

Veri coprotagonisti della prima parte sono i meravigliosi sfondi di Baia delle Zagare e Baia di Vignanotica tra Mattinata e Vieste in provincia di Foggia

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Sinossi: la giovane principessa Diana, figlia della regina Ippolita, sovrana delle Amazzoni, vive con le sue sorelle su Themyscira desiderando ardentemente di diventare forte come loro ed è addestrata di nascosto da Antiope, generale dell’esercito. Un giorno Diana assiste all’ammaraggio del capitano Steve Trevor, salvandolo. Questo le parla della Grande Guerra che imperversa in Europa dove sono già morti milioni di innocenti e lei comprende subito che dietro c’è la mano di Ares, dio della guerra, già sconfitto in passato da Zeus.

La pellicola diretta dalla regista di Monster (che valse il premio Oscar a Charlize Theron) costituiva un vero e proprio nodo gordiano per il futuro della Dc Comics. Dopo i risultati al botteghino non proprio esaltanti (e le molte critiche feroci) ottenuti dai tre precedenti Man of Steel, Batman V Superman e Suicide Squad un nuovo insuccesso avrebbe infatti comportato l’annullamento dei successivi progetti del cosiddetto Universo DC già in cantiere.

I problemi erano evidenti persino a un medio fruitore di cinema di intrattenimento, figuriamoci all’esercito di nerd fanatici per i personaggi DC che, specie negli USA, costituiscono una buona fetta degli spettatori in sala. Dopo che la trilogia del Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan aveva deliziato persino i giudici dell’Accademy (The Dark Knight vinse l’Oscar per migliore montaggio sonoro e Heath Ledger quello per migliore attore non protagonista ed è considerato uno dei migliori cinecomics di sempre) il progetto DC si sviluppava con un regista come Zack Snyder che ha il suo perchè nelle scene d’azione ma che continua a propinare sceneggiature che avevano più buchi del formaggio gruviera.

Fortuna per loro al 25 giugno 2017, Wonder Woman aveva incassato già $318,4 milioni nel Nord America e $334,5 milioni nel resto del mondo, per un incasso totale di $653,9 milioni, a fronte di un budget di $149 milioni (fonte Wikipedia). Anche la critica, in passato caustica verso i cinecomics Warner, si è mostrata moderatamente entusiastica della pellicola.

E vissero felici e contenti? Non proprio. Wonder Woman ha indubbiamenti dei pregi ma questi risultano evidentemente ingigantiti dai difetti delle pellicole DC che lo hanno preceduto.

fonte pinterest

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Tra questi si annoverano la protagonista Gal Gadot che fornisce un fisicità non volgare all’eroina DC e che raggiunge l’apoteosi nella scena dell’entrata al fronte tedesco, probabilmente la migliore sequenza di tutto il film. In generale la pellicola viaggia su buoni livelli in tutta la prima parte dedicata all’isola immaginaria di Themyscyra con l’ottima Robin Wright: nei panni del Generale Antiope e Connie Nielsen in quelli della Regina Ippolita. Chris Pine, attore statunitense, noto in particolar modo per aver interpretato i ruoli di James T. Kirk nei reboot di Star Trek, si dimostra il miglior comprimario della protagonista per quando scada a volte in battute di dubbio gusto.

Veri coprotagonisti della prima parte sono i meravigliosi sfondi di Baia delle Zagare e Baia di Vignanotica tra Mattinata e Vieste in provincia di Foggia (inseriti tramite Computer Grafica) mentre le riprese dal vivo si sono svolte a Matera, Castel Del Monte e le spiagge di Palinuro e Marina di Camerota. Un aspetto surreale è stata la quasi totale assenza di promozione da parte degli uffici turistici della provincia di Foggia per una pellicola che potrebbe superare il miliardo di dollari di incassi totale (considerando anche le vendite home video).

I problemi iniziano a sorgere paradossalmente verso la parte finale, che tradizionalmente dovrebbe invece essere invece la più interessante e concitata. Si annoverano infatti ben 3 villain che messi insieme non hanno lo spessore di uno qualsiasi di un film di Nolan e perfino di qualche pellicola Marvel. In più certi personaggi, come il Dottor Poison interpretata da Elena Anaya, seppur interessanti sulla carta, hanno scarsissimo spazio e alcun tipo di sviluppo. Si aggiunga anche che scene d’azione con Ares sembrano quasi fatte in fretta e furia con evidenti pecche tecniche. Cosa assurda considerato il costo di ben 150 mln di dollari.

Bene insomma. Ma non benissimo

Voto: 6,5.

(A cura di Agostino Del Vecchio, Manfredonia 29.06.2017)





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