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Affaire Don Uva, Senato respinge richiesta domiciliari per Azzollini

Nella discussione i sen. Di Maggio (GAL) e Buemi (Aut) hanno annunciato voto contrario


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Roma – CON seduta pubblica al Senato delle ore 9. 31 e votazione a scrutinio segreto, l’Assemblea ha respinto la domanda di autorizzazione all’esecuzione della misura cautelare degli arresti domiciliari emessa dal gip nei confronti del sen. Azzollini, nell’ambito di un procedimento penale per i reati di associazione a delinquere e concorso in bancarotta fraudolenta. La Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari ha deliberato, a maggioranza, di proporre al Senato la concessione dell’autorizzazione. Il relatore di maggioranza, sen. Stefano (Misto-SEL), ha ricordato che la Giunta non è organo giurisdizionale e non può entrare nel merito del procedimento, confrontando ragioni dell’accusa e della difesa. Compito della Giunta è verificare se la dinamica giudiziaria sia viziata da persecuzione politica. Il relatore di minoranza, sen. D’Ascola (AP), nell’illustrare la proposta di non concedere l’autorizzazione, ha rilevato che il fumus persecutionis oltre a fatti dolosi, è legato a modalità e tempi di esercizio dell’azione giudiziaria ovvero a infondatezza della pretesa punitiva per violazione di legge. A questo proposito, va considerato che l’ordinamento limita a pochissimi casi la misura cautelare che non può essere adottata per mera dichiarazione di gravità del fatto e, nel caso in esame, si lega a fatti risalenti ad un anno fa. La Corte costituzionale ha affermato inoltre che oggetto di valutazione del Parlamento non è solo il fumus persecutionis, ma anche l’indispensabilità dell’arresto, dovendosi bilanciare l’interesse punitivo con l’interesse collettivo a garantire l’integrità del plenum.

Nella discussione i sen. Di Maggio (GAL) e Buemi (Aut) hanno annunciato voto contrario: la misura cautelare è legata all’attività legislativa ed è ingiustificata, in mancanza del pericolo di reiterazione del reato. I sen. Barbara Lezzi, Buccarella e Giarrusso (M5S) hanno annunciato voto favorevole, richiamando la gravità indiziaria e l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. La sen Ricchiuti (PD), nell’annunciare voto favorevole, ha criticato il suo Gruppo che lascia libertà di voto. Il sen. Azzollini (AP) ha spiegato di essere stato iscritto nel registro degli indagati sulla base di ricostruzioni illogiche e di dichiarazioni testimoniali imprecise, discordanti, rese in tempi diversi. Il Presidente ha comunicato la costituzione del Gruppo Alleanza liberal popolare. L’Assemblea ha avviato l’esame del rendiconto delle entrate e delle spese del Senato per l’anno 2014 e del progetto di bilancio interno del Senato per l’anno 2015. Il vice presidente della Commissione bilancio, sen. Sangalli (PD), ha evidenziato il trend di riduzione della spesa e di maggiore di efficienza, conseguito attraverso la riorganizzazione dell’amministrazione e la diminuzione del personale.

Il sen. questore De Poli (AP), nel sottolineare il risparmio di 115 milioni conseguito in tre anni, ha richiamato l’esigenza di contenere la spesa e di innovare l’amministrazione, in linea con le riforme istituzionali ed economiche del Paese. Il bilancio consuntivo per il 2014 evidenzia un avanzo di esercizio di circa 40 milioni. Le misure principali che hanno concorso al contenimento della spesa sono la riduzione delle indennità e del rimborso spese dei senatori, il blocco del turn over e dell’adeguamento dei contratti del personale, i pensionamenti. Il bilancio preventivo per il 2015, che fissa la spesa in 540,5 milioni, prevede un’ulteriore riduzione di 39 milioni, conseguita attraverso il contributo di solidarietà e risparmi strutturali riguardanti tutti gli aggregati del bilancio. Il questore ha ricordato, infine, il risparmio energetico, l’innovazione informatica, l’integrazione delle amministrazioni parlamentari, la riorganizzazione dei servizi. Il M5S ha presentato ordini del giorno per dimezzare l’indennità e la diaria dei senatori, per sopprimere le indennità di carica, per disporre la cessazione dei vitalizi, per regolarizzare il rapporto di lavoro con i collaboratori, per garantire la pubblicità dei lavori del Consiglio di Presidenza e del Collegio dei questori, per introdurre un limite, da tre a cinque anni, alla durata degli incarichi apicali dell’amministrazione. Nella discussione sono intervenuti i sen. Petrocelli, Cotti, Gaetti, Morra, Crimi, Santangelo, Vilma Moronese, Michela Montevecchi (M5S); Pegorer, Annamaria Parente, Angelica Saggese (PD); Buemi (Aut). In replica, il sen. questore Malan (FI-PdL) ha espresso parere favorevole sull’ordine del giorno G1, a firma dei sen. Zanda (PD), Romani (FI-PdL), Schifani (AP), Ferrara (GAL), Zeller (Aut), Bonfrisco (CR), che impegna a proseguire l’integrazione funzionale di settori omogenei delle amministrazioni parlamentari e l’armonizzazione giuridica ed economica del personale delle Camere, a valutare le innovazioni del Jobs Act per regolare il rapporto con i collaboratori dei senatori, a verificare l’utilizzo di piattaforme informatiche per l’affidamento di appalti. Accolti anche l’ordine del giorno G39, a prima firma della sen. Comaroli (LN) sull’utilizzo dei parametri prezzo-qualità individuati da Consip Spa, e G18 (testo 2), a prima firma del sen. Castaldi (M5S) sulla pubblicazione sul sito internet dei nomi di coloro che percepiscono il vitalizio.

(A cura di Ines Macchiarola – inesmacchiarola1977@gmail.com)

Affaire Don Uva, Senato respinge richiesta domiciliari per Azzollini ultima modifica: 2015-07-29T16:25:24+00:00 da Ines Macchiarola



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