Sulcis, Napolitano: dare risposte ai minatori | Lavoro

Sulcis, Napolitano: dare risposte ai minatori

Sulcis, Napolitano: dare risposte ai minatori (stato-magazine.liquida)

Roma – “VORREI che i minatori del Sulcis, impegnati in una prova durissima, sapessero come mi senta profondamente partecipe della loro condizione e delle loro ansie”. Lo ha dichiarato il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, rilevando che “la loro storia è parte integrante della storia del lavoro in Sardegna ed è espressione specialissima di attaccamento alla loro terra e di impegno umano e professionale, anche nelle condizioni più pesanti, nell’interesse generale della Regione e del Paese. Capisco perciò fino in fondo la volontà di lotta che manifestano per una causa di vitale importanza per ciascuno di essi e per le loro famiglie“.

“In occasione della mia visita in Sardegna lo scorso febbraio, e incontrando i lavoratori di tutte le aziende a rischio, rilevai pubblicamente – ha ricordato il Capo dello Stato – come la Sardegna sia stata colpita da una crisi che investe più che in qualsiasi regione un intero assetto produttivo e occupazionale. Di qui la necessità di un profondo ripensamento delle politiche di sviluppo seguite nel passato e di rilancio su basi nuove e più solide dell’economia regionale. Questa esigenza è stata riconosciuta sia dal governo regionale sia da quello nazionale, ed è in atto da mesi uno sforzo per aprire nuove prospettive. Ritengo che l’incontro in sede nazionale annunciato per venerdì debba costituire un’occasione di bilancio delle verifiche e delle esplorazioni già compiute, e dare prime risposte che possano trasmettere serenità e fiducia in un momento così drammatico specie per i lavoratori raccoltisi nella profondità della miniera”.

“Nello stesso tempo – ha concluso il Presidente Napolitano - sono sicuro che non mancherà da parte di nessuno, e tanto meno da parte delle forze del lavoro in Sardegna, la realistica e coraggiosa consapevolezza dell’esigenza di trovare per i problemi così acutamente aperti soluzioni sostenibili dal punto di vista della finanza pubblica e della competitività internazionale in un mondo radicalmente cambiato rispetto a decenni orsono”.


Redazione Stato

Vota questo articolo
TAGS: ,

2 Commenti

  1. avv. Eugenio Gargiulo scrive:

    Da: avv. Eugenio Gargiulo (eucariota@tiscali.it)

    L’avvocato che percepisca compensi senza emettere fattura può essere “radiato” dall’albo dell’Ordine di appartenenza!

    È radiato dall’albo dell’Ordine di appartenenza l’avvocato che percepisca compensi senza emettere la relativa fattura, anche se è lo stesso cliente a farne richiesta, in quanto il professionista evade il dovere di “lealtà fiscale”. Irrilevante è, pertanto, la circostanza che la richiesta di non emettere il documento contabile provenga dal cliente!

    Così ha stabilito la Suprema Corte di Cassazione che, con la recente sentenza 13791 del 1° agosto, ha confermato la pronuncia di condanna nei confronti del legale/professionista, non solo perché l’illecito ha discreditato la figura dell’avvocato quale professionista tenuto al rispetto del rapporto di fiducia con il cliente, ma specie perché ha evidenziato la gravità dell’omissione fiscale per non aver fatturato i compensi incassati, omissione punita più in generale anche dalle disposizioni fiscali introdotte con la “manovra di ferragosto” del 2011.

    In aggiunta, per gli ermellini di Piazza Cavour è irrilevante che con la lettera di conferimento dell’incarico professionale il cliente avesse chiesto alla legale di non effettuare la fatturazione sulle somme dovute: questo non dava diritto al professionista di sottrarsi a tale obbligo previsto per legge e non costituiva una circostanza attenuante della sua responsabilità, anzi, è stata aggravata dalla sua intenzione di porre in essere un’evasione fiscale continuata.

    E, nonostante l’attenuazione della sanzione, il Consiglio “..ha tuttavia sottolineato la gravità del comportamento tenuto dall’incolpata, avuto riguardo anche all’intenzione, manifestata dal legale con l’accettazione della lettera di incarico, di porre in essere una continuata evasione fiscale, come risulta anche dalla richiesta della cliente, contenuta nella predetta lettera, di non effettuare la fatturazione sulle somme spettanti al legale”.

    In sintesi, rispondono, al fine di contrastare i fenomeni di evasione, le sanzioni introdotte in generale per tutti i professionisti iscritti ad albi ovvero a ordini professionali in ordine alla violazione di norme tributarie (articolo 12, comma 2-sexies, Dlgs 471/1997, modificato dall’articolo 2, comma 5, del Dl 138/2011, convertito dalla legge 148/2011). In particolare, le direzioni regionali dell’Agenzia delle Entrate, “ope legis”, possono intervenire in modo diretto e immediato nei confronti del professionista che, nel corso di un quinquennio, commetta quattro violazioni dell’obbligo di emettere il documento certificativo dei corrispettivi in giorni diversi, disponendo nei suoi confronti la sanzione accessoria della sospensione dall’albo o dall’ordine di appartenenza!
    Foggia, 30 agosto 2012 Avv. Eugenio Gargiulo

  2. .IMPAVIDO scrive:

    NAPOLITANO E DAGLI NA MANO A STA GENTE JAM

Lascia un commento



Commenti recenti

  • coyote: ricordando bene giusti 15anni 20 morti il processo si fece in america tranciarono la funiv...
  • Redazione: Press Regione Formazione: allarme ingiustificato L’allarme che si sta diffondendo ...
  • Redazione: Press Regione Caroli su concorsi per dipendenti cat. A e B Le prove d’esame per i ...
  • Antonello Scarlatella: Se i lavoratori e gli Italiani si svegliassero........... Conosco personalmente Franco ...
  • Frankyrinal: Sono contento per tutti lavoratori che sono rimasti fuori perché il titolare (sarebbe sta...