Cronaca

Operazione ‘Samarcanda’, assoluzione per 24enne di San Giovanni

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Il centro di San Marco in Lamis (www.sul-gargano.it)

Una veduta di San Marco in Lamis (www.sul-gargano.it)

Manfredonia – ASSOLUZIONE e successiva scarcerazione dai domiciliari per il 24enne di San Giovanni Rotondo (Fg) Pasquale Santamaria, in esecuzione del provvedimento n.9881/08 (notizie di reato) e nr.7845/10 Gip, emesso in data 21.09.2010 dal Tribunale di Foggia Ufficio del Giudice della Udienza Preliminare.


COINVOLTO NELL’OPERAZIONE SAMARCANDA
– GLI arresti domiciliari per l’uomo erano stati disposti a seguito dell’operazione Samarcanda ( Operazione Samarcanda) portata a termine all’alba del 19 febbraio 2010 dalla Compagnia dei Carabinieri di San Giovanni Rotondo, con l’ausilio di oltre 120 uomini del comando provinciale di Foggia, delle unità cinofile e di un elicottero dell’Arma,

Nell’occasione erano state eseguite 25 ordinanze di custodia cautelare nei territori di San Marco in Lamis, San Giovanni Rotondo, Molfetta e Bologna.

L’ATTIVITA’ INVESTIGATIVA DELL’OPERAZIONE, IL RUOLO DELLE INTERCETTAZIONI – L’attività degli inquirenti inizia nell’agosto del 2008 (terminata nella primavera del 2009), con l’arresto in piazza Europa a San Giovanni Rotondo di alcuni pusher locali. In particolare, le dichiarazioni di una minore arrestata, dai militari, oltre alle intercettazioni telefoniche predisposte dagli stessi inquirenti, consentirono, al tempo, di disarticolare una vera e propria rete distributiva di droga, “capillarmente organizzata”, come detto anche in conferenza stampa stamane dal Capitano del Comando Provinciale dei Carabinieri di Foggia, Antonio Diomeda. In seguito, ulteriori attività investigative portarono all’accertamento, da parte dei carabinieri, dell’esistenza di due poli criminali, uniti da una stretta parentela, gruppi che gestivano l’intero traffico di droga: un gruppo la cui mente operativa veniva identificata in William La Fratta, operante a San Giovanni Rotondo, ma anche in Patrizio Villani, a capo del gruppo criminale, che gestiva i traffici di droga, nel territorio di San Marco in Lamis.

LE ORDINANZE DI CUSTODIA CAUTELARE STABILITE IN SEGUITO ALL’OPERAZIONE – Agli arresti in carcerePatrizio Villani, classe 1977 San Marco in Lamis, William La Fratta, classe 1975 S.G.Rotondo, Samantha Villani, classe 1984 S.G.Rotondo, Pasquale Sallustio, classe 1983 Molfetta, Nicola Potenza, classe 1978 San Marco in Lamis, Carlo Nardella, classe 1978 S.M.Lamis, Massimo Soccio, classe 1986 S.G.Rotondo, Michele Canistro, classe 1987 S.G.Rotondo, Nicola Martino, classe 1980 S.G.R., Giovanni Padovani, classe 1971 e Damiano Pio Germano, classe 1982 di San Giovanni Rotondo.

ARRESTI DOMICILIARI – Alzbeta Simonicova, classe 1982 San Marco in Lamis, Pasqualino Ripoli, classe 1989 S.M.Lamis, Gianfranco Dibenedetto, classe 1984 S.M.Lamis, Pasquale Santamaria, classe 1986 S.G.Rotondo, Francesco Germano, classe 1981 S.G.Rotondo, Giuseppe Mangiacotti, classe 1980 S.G.Rotondo, Emiliano Pio Turi, classe 1985 S.G.Rotondo, Michele Canistro, classe 1981 S.G.Rotondo.

OBBLIGO DI DIMORA E FIRMA: Giovanni Ciavarella, classe 1976, S.M.Lamis, Bruno Mangiacotti, classe 1979 S.G.Rotondo, Antonio Potenza, classe 1985 S.M.Lamis, Giovanni Mangiacotti, classe 1969, S.G.Rotondo, Matteo Saracino, classe 1983 S.M.Lamis

UDIENZA PRELIMINARE DI LUGLIO: IN CINQUE RICHIEDONO IL RITO ABBREVIATO – All’udienza preliminare del luglio 2010, soltanto in 5 (Canistro, Germano, Turi, Malizia e Santamaria Pasquale) avevano scelto di essere giudicati “allo stato degli atti” con rito abbreviato, con tutti gli altri che avrebbero invece preferito di andare in dibattimento (tranne nel caso di un patteggiamento stabilito nello scorso luglio).

La discussione del rito abbreviato di Santamaria è stata discussa come detto lo scorso 21 settembre 2010, dinnanzi al Gup c/o il Tribunale di Foggia dottoressa Rita Pasqualina Curci. In base a quanto riferito dai legali, sarebbero stati tutti condannati i soggetti citati che avevano fatto ricorso in giudizio al rito abbreviato, ad esclusione di Santamaria Pasquale assolto, come comunicato dagli stessi legali del 24enne: avvocato Paolo Schiavone di Manfredonia unitamente all’avvocato Leonardo Maruzzi di San Giovanni Rotondo. Ma in ogni modo, ad esclusione di Germano (pena superiore ai 5 anni) per Canistro, Turi e Malizia sarebbe stata disposta la scarcerazione dopo la sospensione condizionale della pena.

ASSOLTO PER NON AVER COMMESSO IL FATTO – Santamaria è stato assolto per “non aver commesso il fatto”. Sul giovane l’accusa di aver sostenuto Soccio nelle azioni di spaccio della droga, “causa l’impossibilità” di quest’ultimo di potersi muovere dalla sua abitazione. In considerazione della rilevanza nell’indagine, sarebbero state quasi 1000 le intercettazioni rilevate ed ascoltate per il giudizio dagli inquirenti: “in un periodo di tempo di 4 mesi” sarebbero state “solo 6” le conversazioni telefoniche nel quale è presente anche il 24enne di San Giovanni Rotondo. Il Gup dottoressa Curci ha ritenuto infatti “neutro” il contenuto delle conversazioni telefoniche, nelle quali Santamaria avrebbe pronunciato la frase “apri, apri”, forse perchè situato sotto l’abitazione di Soccio (che come detto sarebbe stato impossibilitato di muoversi dalla sua dimora, chiedendo pertanto “sostegno” al 24enne di San Giovanni Rotondo per le azioni di spaccio). Ma il GUP dottoressa Curci del Tribunale di Foggia non avrebbe ritenuto “giustificata” la correlazione emersa nel corso della conversazione telefonica ascoltata, così allineandosi ed aderendo alla prospettazione della difesa e rigettando al contrario quella accusatoria.

Per Santamaria in udienza era stata chiesta una condanna di 2 anni, con una multa superiore ai 10mila euro.

All’udienza del 21/09/2010 4 dei 5 imputati sono stati condannati (Canistro Michele 5 anni e 6 mesi € 38.000 di multa, Turi Pio e Germano Francesco entrambi a 2 anni di reclusione ed € 8.000 multa, Malizia Leonardo a 1 anno e 8mesi di reclusione e € 6.000,00 multa): il quinto imputato, Santamaria, difeso dagli Avv.ti Schiavone e Maruzzi, è stato come detto assolto con la formula “per non aver commesso il fatto”.


LA PROSPETTAZIONE DIFENSIVA –
La difesa ha fatto leva su di una serie di argomenti: 1 il contenuto neutro delle conversazioni nelle quali non vi era alcun riferimento, “nè chiaro e nè criptico”, sull’attività di spaccio. 2 la pochezza degli intreventi del Santamaria nelle innumerevoli conversazioni captate (circa 1000 sulla utenza del Soccio) 3 la perquisizione negativa sul Santamaria al momento dell’arresto. Sarebbero stati 7 i mesi passati da Santamaria agli arresti domiciliari.

Redazione Stato, riproduzione riservata


Video: operazione e conferenza stampa CC Foggia-S.Giovanni Rotondo





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