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In platea sindaci, amministratori e tecnici dei vari centri del Gargano

Incontro di Borgo Celano: affinate le strategie per far fronte ai disastri da nubifragi

La stessa resa forte e competitiva dal volontariato che tutti ci invidiano, compresi i paesi più evoluti

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San Marco in Lamis. La prevenzione e la sicurezza del territorio deve essere al primo posto nella strategia e nella programmazione degli interventi pubblici per far fronte alle calamità naturali e al dissesto idro-geologico della Puglia. E’ quanto è scaturito a conclusione dell’incontro sul tema tenutosi nella tarda mattinata di ieri presso la sede – vivaio del Consorzio di Bonifica Montana, a Borgo Celano (San Marco in Lamis). Mattatore assoluto dell’evento è stato il consigliere regionale, Ruggiero Mennea, Presidente del Comitato della Protezione Civile della Regione Puglia, introdotto per l’occasione da Michele Merla, sindaco della cittadina ospitante, e da Giovanni Terrenzio, presidente del Consorzio in parola. In platea sindaci, amministratori e tecnici dei vari centri del Gargano. Tutto questo lo si è fortemente voluto e perseguito, secondo le puntualizzazioni dell’illustre interlocutore, per evitare il “faidate” e costruire insieme un programma all’altezza della situazione e capace di debellare qualsiasi evento negativo per ciò che attiene la Protezione Civile nel suo complesso.

La stessa resa forte e competitiva dal volontariato che tutti ci invidiano, compresi i paesi più evoluti. E’ quanto è accaduto in occasione del disastro ferroviario, dove molte vite sono state salvate e le istituzioni, compresa la politica, si sono espressi al massimo, dimostrando nelle varie fasi solidarietà, efficienza e tempestività. E’ su questo modello che bisogna agire. In primo luogo occorre rivedere ed aggiornare il piano comunale della protezione civile (coc), per chi non l’ha ancora fatto, e provvedere alla “mappatura” del territorio, cioè a “storicizzare” gli eventi calamitosi succedutisi fino ad oggi, onde mettere a punto un programma scientifico di interventi anti-rischio (sistemazione corsi d’acqua, canali, ecc.). Per quanto riguarda il Promontorio nel fare questo si può utilizzare al momento la maturata esperienza del Consorzio e dei suoi tecnici. E ciò in attesa che la Regione istituisca il “fondo di rotazione” per la progettazione e una “task force” capace di supervisionare e coordinare qualsiasi intervento, abbreviando i tempi burocratici dei pareri, in quanto avrà dentro di sé tutte le rappresentanze tecniche istituzionali e normative. Dopo l’intervento di Mennea è seguito un breve e costruttivo dibattito, dove ognuno ha detto la sua sia nel campo dell’analisi sia in quello della proposta e suggerimento.

Ad aprire le “danze” è stato Giosuè Del Vecchio, assessore al ramo del Comune di Rignano, che ha fatto notare alcune incongruenze accadute durante il nubifragio dell’8 settembre scorso che per poco non ha distrutto le opere portate a termine della precedente alluvione. In sintonia si è espresso pure il sindaco Vito Di Carlo, che ha proposto un ufficio ad hoc per i pareri . Altrettanto ha sostenuto Pierpaolo D’Arienzo di Mattinata, mettendo in evidenza la lungaggine degli anzidetti “pareri obbligatori”, mentre il primo cittadino di Peschici, Franco Tavaglione, ha sollevato più di un dubbio sulla progettazione per “aree vaste”. Sono seguiti, infine, con richieste di delucidazioni su questo e su quel problema, Domenico Fallucchi, presidente del Consiglio di Sannicandro ed altri. Infine, ha sintetizzato in modo chiaro il “da farsi” tecnico e politico il direttore del Consorzio, Marco Muciaccia. Dopo una breve replica dei Mennea, ci si è lasciati con un “arrivederci”, in attesa della costituzione in tempi super brevi della predetta “task force” e del piano definitivo.



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