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Nota stampa

Discarica località Galvanese “Ciò che sfugge al dirigente della Biogestioni”


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Lucera. ”A proposito dei progetti di impianti di discariche nella nostra cara Capitanata, per lo smaltimento di rifiuti speciali non pericolosi, l’attivista del MeetUp Troia 5 Stelle, Grazia Manna ricorda all’illustre responsabile della Biogestioni (di cui non conosce l’identità in quanto non riportata nell’ultimo comunicato stampa) che, tutti i progetti di discariche presentati, a partire dal secolo scorso, in contrada Giardinetto – dall’Ingegner Francesco Paolo Fantini e dal suo braccio destro Giuseppe De Munari – a finire con l’impianto di San Severo, prevedevano tutti, sulla carta, lo smaltimento di inerti di costruzioni o di rifiuti speciali non pericolosi. Nonostante questi sani propositi nel giro di vent’anni, la nostra Provincia è divenuta la pattumiera dei Casalesi “grazie” a mancati controlli da parte delle istituzioni preposte. Come rilevato dall’ottimo e pregevole lavoro svolto dalla Guardia di Finanza, è risultato che i responsabili delle discariche, faccendieri politici o emissari dei Casalesi, distribuivano pacchi regalo a Funzionari Provinciali e di altri Enti pubblici, per scaricare od interrare indisturbati tonnellate e tonnellate di rifiuti tossici, pericolosi e nocivi.

Non c’è da stupirsi se, dopo l’acquisto della BIOGESTIONI srl, 18 mesi fa, di una cava esaurita non per ricavare materiale necessario per la produzione di laterizi, ma per trasformarla nell’ennesima discarica, gli intraprendenti attivisti del MeetUp di Lucera e la coraggiosa e combattiva portavoce regionale Rosa Barone, abbiano puntato i riflettori sul progetto della BIOGESTIONI srl per fare chiarezza ed evitare che si ripeta l’ennesima commedia degli equivoci. Ci sarà pure una ragione se i Consigli Comunali di Lucera e Pietra Montecorvino hanno manifestato il loro profondo dissenso contro questa iniziativa, con minaccia di vari esponenti di mettersi di traverso per evitare, a loro dire, l’ennesimo scempio al territorio.

E’ il caso di ribadirlo: nessun dorma!

Tutti i tentativi di trasformare l’intera Capitanata in “discarica diffusa”, non avranno mai il nostro consenso. Si ricorda, senza voler fare alcun processo contro chi volesse aprire discariche per lo smaltimento di rifiuti speciali nel rispetto delle leggi, che in passato, in discariche dove potevano essere accolti rifiuti speciali non pericolosi, i Casalesi dal 2011 al 2014 avrebbero scaricato indisturbati – e con la colposa indifferenza ed inerzia di chi era tenuto ad impedirglielo – oltre 100.000 tonnellate di rifiuti tossici e pericolosi in agro di San Severo e Manfredonia. Tutto questo non può lasciarci inerti ed indifferenti, ribadisce la pentastellata troiana Manna.

Contro i Casalesi non vi fu una sola parola di denuncia, di condanna per i mancati controlli del territorio


Contro i Casalesi non vi fu una sola parola di denuncia, di condanna per i mancati controlli del territorio di tutti gli organi preposti, a partire da quelli comunali e nessuna richiesta di indagine (…) Identica sorte ebbe la consegna di biscotti, impacchettati con appena 20.000 euro da noti sconosciuti, resa di pubblico dominio dal destinatario, Avv. Metta, Sindaco di Cerignola.
I terreni, in agro di San Severo e Manfredonia, si sollevarono di vari metri per interrare i rifiuti trasportati dalla Regione Campania, da 50.000 TIR (la portata di carico è pari a 2/3 tonnellate), e nessuno, né dall’alto (con i sofisticati mezzi satellitari) né dal basso, trovò il coraggio di vedere e la forza di denunciare, come da dovere d’ufficio, strani, tossici e pericolosi fenomeni di “BRADISISMO“.

Eppure il pentito Carmine SCHIAVONE, aveva svelato l’esistenza di tali traffici verso la Puglia oltre 20 anni fa, davanti alla Commissione Antimafia.

Perché non ci si è attrezzati per evitare ulteriori scarichi o discariche inquinanti? Incalza Grazia Manna. I Giudici della Procura di Lucera, Antonio LARONGA e Pasquale DE LUCA, nelle udienze parlamentari (del 2000 e 2010) in merito alle 250.000 tonnellate di rifiuti tossici interrati nella discarica in località Giardinetto (in agro di Troia) di Fantini, ex presidente Confindustria e all’epoca dei misfatti (1997/99) capogruppo di Forza Italia alla Provincia di Foggia, avevano denunciato mancati controlli degli organi preposti.

I due coraggiosi e stimabili Giudici avevano già evidenziato che 100.000 TIR non potevano passare inosservati senza la complicità, o la commistione, di interessi che tenevano legati a doppio filo apparati pubblici e affaristici.

Se chi è deputato a fare luce su questi misfatti ed avviare inchieste interne a tutti gli uffici (..) non ha il coraggio che compete a chi è chiamato a rappresentare gli interessi e la salute delle popolazioni, nonché dell’intera collettività (…).

Le passate generazioni, conclude l’attivista troiana, ci avevano lasciato una Provincia, bella


Le passate generazioni, conclude l’attivista troiana, ci avevano lasciato una Provincia, bella, armoniosa ed in ottimo stato di salute. Pochi politici disonesti – ed inqualificabili dipendenti pubblici (se non ci ribelliamo e teniamo dritta la schiena) – non ci consentiranno di consegnarla come l’abbiamo ricevuta alle future generazioni”.

Grazia Manna , attivista del MeetUp di Troia

Discarica località Galvanese “Ciò che sfugge al dirigente della Biogestioni” ultima modifica: 2017-09-29T09:35:47+00:00 da Redazione



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