Manfredonia

Utile riflettere per il dopocongresso del Pd


Di:

L'ex premier Romano Prodi (statoquotidiano)

CHIARITO questo aspetto, la centralità oggettiva della tessera per determinare i risultati del congresso del PD a livello nazionale ed ancor più a livello locale, congresso che anche per le regole chiuse fissate, volente o nolente, sarà oggettivamente una lotta per il potere, è utile comunque un’analisi del confronto delle idee e delle proposte politiche non tanto per il congresso, ma per il dopo congresso, per la “strutturazione normale” e quotidiana della vita del partito, sempre che tale partito resterà unico ed unito, cosa non certa e piuttosto dubbia, anche se non c’è miglior cemento del potere, se non si riuscirà esplicitamente ad integrare positivamente le due culture di provenienza in un approccio culturale unitario ed una visione nuova della società italiana. In tal senso, a mio parere, sono necessarie due cose:

1. QUALE ANALISI DELLA SOCIETÀ ITALIANA CONTEMPORANEA?. Prima di tutto occorre un’analisi condivisa ed unitaria della società italiana contemporanea, all’interno del quadro europeo e della globalizzazione mondiale per capire quale ruolo viene oggettivamente assegnato alla società italiana, nel processo di divisione del lavoro internazionale e delle risorse. Occorre capire in particolare il senso profondo del degrado e della regressione economica, della perdita di PIL e di benessere degli italiani, non come fatto episodico e momentaneo di una crisi così detta passeggera (si è perso il 25% del PIL dal 2008, si è tornati indietro come capacità produttiva, risorse, investimenti, occupazione alla fine degli anni ’70, con un forte aumento di disuguaglianze sociali) ma come fatto strutturale e definitivo nell’ambito del cambiamento dei rapporti di forza in atto tra mondo occidentale e non, tra nuovi paesi ed aree di sviluppo e vecchi e tradizionali paesi cosiddetti sviluppati, di cui l’Italia fa parte ma come periferia, marginalità. Su questa problematica occorre che si cimentino e si confrontino le due culture fondatrici del PD, quella cattolica democratica e quella della sinistra storica, in modo che emerga l’apporto che ciascun approccio culturale può dare e la possibilità di loro integrazione nei valori e nelle proposte programmatiche. Non è un lavoro breve riassumibile in poco tempo e tanto meno nei tempi e nelle condizioni congressuali, ma è un lavoro fondamentale per costruire e fondare un “partito nuovo” quale vuole ed è necessario che sia il PD, fondato su una cultura nuova ed un’etica forte. Tale elaborazione e confronto di idee è fondamentale che avvenga a livello nazionale ma è altrettanto fondamentale una sua traduzione pratica ed articolata a livello locale, da definire esplicitamente altrimenti restano solo le tessere ed il clientelismo.

2. PERCHÉ L’ASSASSINIO SIMBOLICO DI PRODI?. Occorre che emerga una volta per tutte chi e perché ha votato contro Prodi per l’elezione della Presidenza della Repubblica, i 101 “franchi tiratori”, assimilabili non casualmente alla carica dei 101, “cani”, famoso e travolgente film, perché pur nascosti e silenziosi hanno avuto la stessa funzione dirompente ed emblematica, sia pure, al contrario distruttiva. Non si tratta semplicemente di individuare i cosiddetti traditori, ma, attraverso la loro esplicitazione, si tratta di capire le ragioni profonde di quella scelta, al di là di invidie personali e recriminazioni varie, poiché le caratteristiche e le dimensioni dell’episodio ne fanno un fatto collettivo e sociale, anche al di la delle intenzioni individuali, anche perché nei 101 sono presenti parlamentari provenienti sia dall’area del cattolicesimo democratico sia dall’area della sinistra social-democratica del PD. Il “siluramento di Prodi” è, perciò, un avvenimento molto profondo che ha agito ed agisce sia nella coscienza sia nell’inconscio individuale e collettivo, ha un significato simbolico, psicanalitico, che si collega addirittura alla mitologia dell’origine del mondo e della società umana, al superamento dalla condizione “dell’orda primitiva”, animale e selvaggia ed alla costruzione di una società umana governata e fondata non più e non solo sugli istinti primordiali e biologici del potere, del più forte e della sopraffazione, così bene approfonditi e studiati da Freud in “Totem e Tabù” ed altri scritti e successivamente da Jung in “La libido: i suoi simboli e la sua trasformazione”.

L’analisi di quest’ultimo è particolarmente appropriata poiché evidenzia come la persona sia un frammento della psiche collettiva e dà grande valore all’auto coscienza individuale e collettiva per una trasformazione profonda di sé e della società.

SENZA UNA RISPOSTA CHIARA AL PERCHÉ DELL’ASSASSINIO SIMBOLICO DI PRODI NON È POSSIBILE ALCUN RINNOVAMENTO DEL PD. “L’assassinio simbolico” del padre dell’Ulivo e del PD, Prodi, a differenza degli altri assassinii simbolici e reali dei “padri” nella mitologia e nella storia non è servito a far emergere un nuovo “padre” che governasse l’Olimpo con modalità più democratiche e maggiore distribuzione dei poteri tra i vari Dei come è avvenuto quando Giove uccise Saturno, dopo che questi a sua volta aveva ucciso il padre Urano. Né tanto meno tale “assassinio simbolico” di Prodi ha avuto la funzione che nella realtà storica hanno avuto l’assassinio di dittatori, mediante il quale si teorizzava la possibilità di un cambiamento, anche quando spesso ad un dittatore si è sostituito un altro, spesso più selvaggio. Né l’una né l’altra cosa era possibile perché Prodi non era un padre padrone e dittatore, ma un padre ragionevole, senza potere e senza tessere il cui ruolo è funzione centrale era stata conquistata sulla base delle sue competenze e qualità morali, delle sue proposte e, soprattutto dal fatto che in lui si identificassero le necessità storiche del cambiamento dei vecchi partiti, sia della DC che del PCI, originata dalla caduta del muro di Berlino dell’89.

L’ORDA PRIMITIVA DEI 101 PARLAMENTARI. Dall’”assassinio simbolico” di Prodi ne è scaturito perciò solo il riemergere “di un’orda primitiva”, selvaggia ed animale, una regressione, un ritorno indietro sia nel tempo che nella possibilità della coscienza umana e sociale. Perciò a nulla serve e servirà il silenzio assordante ed opportunistico che intorno a questa vicenda si è costruito come un muro invalicabile, poiché come Freud e Jung hanno dimostrato la regressione del problematico ed angosciante dentro la propria coscienza il tentare di reprimere e di cancellarlo, non fa altro che accentuare la sua forza poiché agisce inconsciamente, e quindi più profondamente e perciò diventa non affrontabile e gestibile. Perciò va fatta emergere ed affrontata come questione politica essenziale quella dell’orda primitiva dei 101 parlamentari che hanno simbolicamente assassinato Prodi come fatto politico fondativo e/o distruttivo del PD. Solo se sene parla e se ne approfondisce il perché ed il senso si può affrontare i problema, individuando e trovando anche i necessari anticorpi.

Da un’altra angolatura, meno scientifica e laica ma altrettanto profonda, quella religiosa, l’assassinio simbolico di Prodi è paragonabile al “peccato originale”, che è all’origine dell’uomo, nato creato e costruito ad immagine di Dio. Solo la consapevolezza di questo “peccato originale” spiega e rende possibile il cammino dell’uomo per la costruzione di un se stesso e mondo migliore, libero e perciò dotato di coscienza (e di libero arbitrio), la quale è l’elemento che ci avvicina oggettivamente a Dio, con o senza fede. E spiega la venuta di Cristo, il suo farsi uomo per aiutare l’uomo ad essere migliore, fornendo esempi e valori nuovi.

(A cura di Silvio Cavicchia
Sociologo e Ricercatore Sociale del Centro Studi e Ricerche “Eutopia”
silviocavicchia@libero.it)

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Utile riflettere per il dopocongresso del Pd ultima modifica: 2013-10-29T12:04:26+00:00 da Silvio Cavicchia



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Commenti


  • Corto Maltese

    no ragà, questo articolo non si può proprio leggere!


  • Redazione

    Ok ma cortesemente bisogna identificarsi, cancelleremo tutti i commenti – dal prossimo – privi di nome e cognome; grazie, Red.Stato


  • antonio

    il mortadellone!! si salvi chi può!!


  • vittorio

    Giustamente la redazione si è sempre identificata . Cara redazione xchè non ci date l’esempio e mettete i nomi di chi risponde ai commenti a nome vostro. Identificatevi…..se avete un minimo di professionalità e date l’esempio se siete corretti ma……………


  • Redazione

    Buonasera, la invitiamo alla moderazione; la Redazione è la Redazione di Statoquotidiano.it, testata regolarmente registrata in Tribunale a Foggia; il responsabile della testata giornalistica è il direttore responsabile; il moderatore fa parte della Redazione; se c’è un riferimento all’articolista risponde l’articolista; cosa dobbiamo identificare? A presto, tanta serenità; Red.Stato – http://www.statoquotidiano.it


  • ilproletario

    (Buonasera, nonostante il suo intervento sia valido e meritevole di nota, non possiamo pubblicare il commento – come richiesto obbligatoriamente dall’autore dell’articolo – senza nome e cognome, grazie, Red.Stato)


  • Corto Maltese

    la cosa che deve capire cavicchia è che non partecipa nessuno ai commenti!


  • ilproletario

    Redazione: il mio nickname è noto al Prof.Cavicchia. Fa niente, gli riferirò a voce il mio commento.


  • Redazione

    Ok allora può ripubblicare il commento o parlarne direttamente; grazie, cercheremo in ogni modo di risolvere questa situazione; buona serata; Red.Stato

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