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Nel luglio 2014 la maggioranza bocciò la proposta di abolizione di Equitalia dei 5 Stelle

Equitalia, “Dl fiscale a Montecitorio ma la riforma è gattopardesca”

Mercoledì si inizia a discutere la rottamazione renziana ma per il deputato pugliese L’Abbate (M5S): “Tutto cambia per non cambiare niente”

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Roma. Approderà nell’aula di Montecitorio nel pomeriggio di mercoledì 2 novembre l’atteso “Dl fiscale” con cui il premier Matteo Renzi ha annunciato la rottamazione di Equitalia. Il testo prevede lo scioglimento della società di riscossione dal 1° luglio 2017 e il divieto immediato di nuove assunzioni. Successivamente le sue funzioni saranno ri-attribuite all’Agenzia delle Entrate (già titolare, in realtà, della potestà di riscossione) che le svolgerà attraverso il nuovo ente pubblico economico, appositamente creato, denominato “Agenzia delle Entrate – Riscossione”, posto sotto la dipendenza del Ministero dell’Economia ed il “monitoraggio” della stessa Agenzia, il cui direttore sarà anche presidente. Restano gli aggi di riscossione, come gli interessi di mora mentre l’intero personale di Equitalia con contratto a tempo indeterminato si trasferirà presso il nuovo ente, previa valutazione dell’idoneità e competenze professionali (quindi senza un concorso pubblico).

La procedura di riscossione, infine, preserverà il suo carattere coattivo che verrà persino rafforzato con l’implementazione delle banche dati in possesso dell’Agenzia delle Entrate.
“In definitiva, tutto cambia per non cambiare nulla! – dichiara il deputato pugliese Giuseppe L’Abbate (M5S) – La conferma è data dalla previsione che gli Enti locali (per i quali da anni si proroga il termine di durata del rapporto con Equitalia al fine di spingerli verso forme di riscossione interna) potranno, terminato il rapporto con Equitalia, rivolgersi al nuovo ente per la riscossione delle proprie entrate. Sarebbe stato auspicabile, infatti, come da tempo sosteniamo, l’attribuzione della funzione della riscossione direttamente all’Agenzia delle Entrate e non all’ennesimo soggetto ‘terzo’, sottoposto al controllo e monitoraggio dell’agenzia. Bastava costituire un dipartimento interno, nell’ottica di miglioramento della qualità e della certezza del rapporto con il contribuente – continua L’Abbate (M5S) – nonché per il perseguimento di una imprescindibile esigenza di riduzione dei costi della riscossione a carico del contribuente, bilanciato da un potenziamento delle misure volte al risanamento del debito e, quindi, a favorire il pagamento.

In questo modo, sarebbe stato il maggior gettito conseguibile da una riscossione più ‘umana’ (e meno coattiva) a compensare i maggiori costi di riscossione. E non viceversa. Infine – conclude il deputato pugliese 5 Stelle – l’internalizzazione della riscossione consentirebbe anche uno snellimento ed una semplificazione delle procedure stesse di riscossione e, in particolare, l’anticipazione delle misure in materia di dilazione del debito già alle prime fasi dell’accertamento e verifiche. Proposte che proporremo nell’Aula di Montecitorio dove, il 10 luglio 2014, con una singola votazione soltanto la maggioranza del Partito Democratico affossò definitivamente la nostra proposta di legge per la soppressione ed il superamento di Equitalia e delle storture di questo modo di effettuare la riscossione”.



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