Attualità
L'ambasciatore afgano Zakhilwal ha promesso che sarà presto rilasciata

Gli occhi che conquistarono il mondo: storia di Sharbat Gula

La Monna Lisa afgana è stata arrestata per detenzione di documenti falsi: solidarietà dal fotografo che la resa famosa

Di:

Sono tante le storie, le testimonianze e le emozioni che una fotografia può comunicare in tutta la sua cruda spontaneità. Fra queste c’è lo sguardo magnetico di Sharbat Gula che, nel 1984 incantò il fotografo Steve McCurry; la foto, pubblicata l’anno successivo sulla copertina di National Geographic incantò il mondo intero, diventando simbolo dei conflitti afgani e allo stesso tempo di tutte le guerre che imperversano nel Medio Oriente.

La storia

La foto, intitolata “Ragazza afgana”, è stata scattata in un campo profughi di Nasir Bagh, nei pressi di Peshawar, in Pakistan. McMurry, inviato di National Geographic per documentare la situazione die profughi afgani dopo l’invasione, si imbatté in una ragazzina dodicenne, orfana, studentessa di una scuola improvvisata all’interno del campo. Si trattava di Sharbat Gula nata nel 1972: il suo volto, segnato da tristi eventi, comunica tutt’ora l’innocente violenza con cui Sharbat è diventata donna, in età prematura, per cause di forza maggiore. Soggetto della foto sono primi fra tutti i magnetici occhi verdi, disarmanti e pieni di umanità che conducono l’osservatore al suo sguardo orgoglioso, combattuto tra paura, rabbia e voglia di riscatto. Nel gennaio 2002 McCurry e il National Geographic organizzarono una spedizione per scoprire se la ragazza fosse ancora viva; la ritrovarono dopo mesi di ricerche, sposata e madre di tre figlie. McCurry decise di fotografarla nuovamente, e solo in quell’occasione, a distanza di 17 anni, Sharbat scoprì di essere diventata famosa in tutto il mondo. Lo scatto divenne «la foto più conosciuta» della storia della rivista e la copertina è tra le più famose mai pubblicate dalla National Geographic.

Trovarla non fu semplice dal momento che molte donne si identificarono erroneamente con la Ragazza afgana. La sua identità venne confermata dal tecnico John Daugman che usò la tecnica della ricognizione dell’iride. Sharbat non era decisamente interessata alla fama, ma si mostrò lieta quando seppe che la foto era diventata un simbolo della dignità ed abnegazione del suo popolo e così accettò di farsi scattare un’altra foto. «La sua pelle è segnata, ora ci sono le rughe, ma lei è esattamente così straordinaria come lo era tanti anni fa» – disse McCurry in merito alla seconda fotografia, scattata nel 2002. Il fotografo e la donna divennero buoni amici sentendosi telefonicamente ogni mese da quel giorno sino ad oggi.

Il fotografo Steve McCurry, Credits: goamagazine.it

Il fotografo Steve McCurry, Credits: goamagazine.it

I fatti

Gli agenti della Agenzia Federale di Indagini (FIA) si sono recati a casa della donna contestandole il reato di falsificazione del documento nazionale di identità computerizzato pachistano (Cnic), già annullato una prima volta lo scorso febbraio, sia alla donna che a due delle sue presunte figlie, tali proprio perché i documenti falsi ne compromettono la maternità. La donna rischia una condanna a 14 anni di carcere con una multa dall’importo compreso tra i 3000 e i 5000 euro. L’ambasciatore afgano in Pakistan, Hazrat Omar Zakhilwal, ha dichiarato che Sharbat sarà presto rilasciata dal carcere in cui si trova in Pakistan, aggiungendo inoltre di non essere stato informato dell’arresto della donna da parte delle autorità ma di averne appreso la notizia solamente mediante la stampa. L’ambasciata afgana intanto ha fatto sapere di aver localizzato il carcere dove è detenuta la donna e che adesso comincerà una “trattativa” per ottenerne il rilascio.

La solidarietà del fotografo

“Due ore fa ho saputo da un amico di Peshawar che Sharbat Gula è stata arrestata. Stiamo facendo tutto il possibile per ottenere informazioni dai nostri colleghi e amici nella zona. Sono determinato a fare tutto il possibile per garantire sostegno legale e finanziario a lei e alla sua famiglia” – ha scritto su Facebook il fotografo Steve McCurry, che al momento dei fatti si trovava a Modena per un incontro pubblico, aggiungendo – “Mi oppongo a questo comportamento delle autorità nei modi più forti possibili, lei ha sofferto durante tutta la sua vita e il suo arresto è una forte violazione dei diritti umani”.

(A cura di Antonio Piazzolla, Foggia – riproduzione riservata)

Sharbat Gula nel 2002, fotografata nuovamente da Steve McCurry nel 2002. Credits: nationalgeographic.com

Sharbat Gula nel 2002, fotografata nuovamente da Steve McCurry nel 2002. Credits: nationalgeographic.com



Vota questo articolo:
0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nota. Si informano i lettori che la testata giornalistica Statoquotidiano (www.statoquotidiano.it) è responsabile solo dei contenuti multimediali (video, foto etc) e dei testi presenti nella sezione "Articoli" e "Documenti". Non è in alcun modo responsabile dei contenuti e dei commenti presenti in tutte le sezioni del sito.

Articoli correlati