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Marea di pubblico alla prima manifestazione pro “No” al Referendum sulla Riforma del Senato ed altri collegati

“NO”al referendum, Foggia risponde

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Foggia. Marea di pubblico alla prima manifestazione pro “No” al Referendum sulla Riforma del Senato ed altri collegati, svoltasi ieri sera nel centralissimo Palazzo Dogana (sede storica della Provincia), a Foggia. Mattatori della serata sono stati due ospiti di eccezione, come Marco Follini e Giuseppe De Mita, entrambi democristiani doc, nati e cresciuti nella Prima Repubblica, ma attivi nella Seconda. Il primo, in veste di ex-segretario nazionale dell’Udc e l’altro di attuale v. segretario del partito, di parlamentare, nonché componente dell’intergruppo per la costituente popolare e di attivo rappresentante della scuola demitiana di zio Ciriaco. Ad aprire la “danza” dei succosi e seguiti interventi hanno provveduto i duo Cera, ossia il deputato Angelo, che ha raccontato per filo e per segno la sua maturazione e trapasso dal “Si” irreggimentato al “No” frutto di riflessione e di libera scelta. Lo ha seguito a ruota il giovane Napoleone, presidente del gruppo consiliare alla Regione Puglia, mettendo in guardia contro la perdita delle competenze regionali su almeno 56 materie concentrate nelle mani del futuro governo centrale.

Quindi con accenni commossi, ma anche un po’ ironici ha “ringraziato” Renzi di avergli data occasione di approfondire gli articoli salienti della Costituzione Italiana, definita una delle più belle ed avanzate del mondo.

Dopo di che ha preso brevemente la parola Leo Iaccarrino, presidente del gruppo consiliare dell’Udc al Comune di Foggia, che ha espresso tutta la sua soddisfazione per l’iniziativa odierna. Quindi è stata la volta degli ospiti sopraccitati, sollecitati a più riprese dalle domande poste dai giornalisti Filippo Santigliano della Gazzetta del Mezzogiorno e da Piero Paciello de l’Attacco. Domande ardite, a cui i due non solo hanno risposto a dovere, ma li hanno permesso di spaziare in lungo e in largo su una miriade di temi, sorretti com’erano dalla loro salda memoria su fatti politici e competenze tecniche. Entrambi hanno detto no alla “rottamazione”, intesa sia come età, sia come cancellazione del passato, perché dall’uno e l’altro caso si può trarre insegnamento per far crescere qualitativamente sia la politica sia la classe dirigente. Hanno espresso pure il loro dissapore contro la politica mediatica e demagogica ed auspicato il ritorno al confronto diretto con l’elettorato. Ha chiuso gli interventi, il sindaco di Foggia, Franco Landella, auspicando a nome dell’intero fronte del “no” un successo pieno in città e nella Capitanata. Infine, da rilevare alcune annotazioni. Stracolmo di pubblico il Salone del Tribunale, le rispettive sale adiacenti e il corridoio. Per lo più lo stesso era costituito non solo dai rappresentanti del forze politiche del luogo, ma anche di consistenti gruppi provenienti da ogni parte della provincia.

Tra l’altro, c’era una nutrita rappresentanza politica ed istituzionale dell’Udc di San Marco in Lamis. Altrettanto numerosa quella di Rignano, guidata per l’occasione dal giovane segretario sezionale, Matteo Stanco.



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