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Foggia, “Riprendiamoci la terra e l’abbondanza”. Per il bene comune


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Foggia – Il Movimento Politico “Per il Bene Comune” di Capitanata presenta la conferenza-dibattito: Riprendiamoci la Terra e l’Abbondanza. L’incontro avrà luogo domenica 4 dicembre 2011 alle ore: 19:00 presso il Centro Ludico Espressivo “La Ludoteca di Sasà”, viale Luigi Pinto, 181.

Interverranno Adele Dentice (coordinatore pbc Puglia), Michele De Rosario (referente pbc foggia, promotore del progetto), Maria Francesca Russo (Biologa, referente del progetto). In video-conferenza da Mantova ci saranno collegamenti con gli ideatori del G.A.T. (Gruppo Acquisto Terreni): l’avvocato Rosanna Montecchi (patrocinante in Cassazione e procuratore del foro di Mantova), Gianluca Marocci (commercialista ed esperto di fiscalità e diritto societario), ed Emanuele Carissimi (dottore in Scienze naturali specializzato in metodi di coltivazione naturale).

L’ agricoltura è un settore di fondamentale importanza per le nostre zone. Molti fanno leva sulla crisi dell’agricoltura per far passare soluzioni e progetti nefasti per la nostra terra: installazione selvaggia di enormi pale eoliche, posizionamento di pannelli solari sui terreni agricoli ma, soprattutto, istallazione di mega inceneritori produttori di malattie e tumori, dove far bruciare di tutto (dai rifiuti animali ai rifiuti industriali, dagli scarti di agricoltura ai residui industriali fino alla parte biodegradabile dei rifiuti urbani).
I sistemi alimentari sono schiavi di un’agricoltura industrializzata e globalizzata, controllata da poche multinazionali e da un piccolo gruppo di enormi catene di supermercati. Si tratta di un modello pensato solo ed esclusivamente per generare profitti e quindi completamente incapace di adempiere ai suoi obblighi nutrizionali.

Un sistema industriale che si sta concentrando sempre più sullo sfruttamento spasmodico della terra per produrre energia elettrica e sulla produzione di materie prime destinate alla produzione di biocarburanti o mangimi per animali, magari attraverso enormi piantagioni monocolturali. Questo ha causato la chiusura di moltissime aziende agricole e la perdita del proprio lavoro di persone che vivevano di quelle aziende, la promozione di un’alimentazione dannosa per la salute, la proliferazione di disastri ambientali che vanno dalla desertificazione delle nostre terre all’inquinamento delle falde acquifere, dalle notevoli perdite di biodiversità e di fertilità del suolo al peggioramento delle condizioni di lavoro degli agricoltori e dei lavoratori salariati, in particolare degli immigranti.

Questa situazione è il risultato di politiche alimentari, finanziarie, commerciali ed energetiche, imposte dai nostri governi, dall’Unione Europea (in particolare attraverso la sua Politica Agricola Comune), dalle istituzioni multilaterali e finanziarie e dalle multinazionali. Noi vogliamo percorrere la strada che ci porti verso un sistema alimentare che si basi sui principi della Sovranità Alimentare, perché crediamo nel diritto del nostro popolo a definire democraticamente il proprio sistema alimentare e agricolo senza danneggiare l’ambiente.

Il progetto viene proposto mentre in Europa, e non solo, deflagrano molteplici crisi sociali, sanitarie e finanziarie, causate da un’agenda politica, economica e sociale inadeguata, stabilita dall’alto dalle élite, che sta danneggiando le persone e destabilizzando la regione. Il progetto offrirà la possibilità di avere un luogo di condivisione di buone pratiche e proporrà soluzioni praticabili per la realizzazione di società agricole che abbiano come principale obiettivo quello di costruire un nuovo modo di organizzare i nostri sistemi alimentari, dai semi in campo fino a quando il cibo giunge sulle nostre tavole; un nuovo sistema che deve supportare l’agricoltura naturale, l’autoproduzione, la biodiversità , l’ambiente, le culture e le tradizioni della nostra provincia, per la tutela di sistemi alimentari locali sani, nonché per ridurre i disastri ambientali provocati dal sistema alimentare industriale e non solo.

Altro punto qualificante del progetto sarà la ‘democrazia partecipativa’. La costituzione dei gruppi di lavoro utilizzerà infatti una metodologia rigorosamente democratica che consentirà la piena partecipazione di tutti i cittadini, le associazioni, i gruppi di contadini, gli studenti, gli attivisti ambientalisti, i lavoratori agricoli senza terra, i giovani, e tutti coloro che desiderano lottare per la Liberazione dell’Agricoltura e delle Terre di Capitanata dal predominio dell’industria, dal disastro ambientale in atto e dagli interessi corporativi.

Redazione Stato

Foggia, “Riprendiamoci la terra e l’abbondanza”. Per il bene comune ultima modifica: 2011-11-29T22:58:56+00:00 da Redazione



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