Capitanata

Vertenza trasporti, Foggia terra di snodo. Emiliano in Comune: “Non ci fregheranno”


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I sindaci e gli amministratori pugliesi e campani nella sala Giunta con Gianni Mongelli (St)

Foggia – SI muove la Puglia delle istituzioni. E si muove malgrado i bastoni tra le ruote, malgrado le complicazioni politico-economiche, malgrado l’ormai arcinota crisi. In ballo c’è il domani della regione, stretta a tenaglia fra le problematicità dello sviluppo ed un fermento innegabile. E il domani, concretamente, si chiama ‘trasporto pubblico’. I tagli di Trenitalia ed Rfi, pronti a sforbiciare il 75% degli investimenti, per lo più a danno del Meridione, sono stati al centro del tavolo di discussione convocato, questa mattina, a Palazzo di Città. A fare gli onori di casa, il sindaco di Foggia, Gianni Mongelli. Con lui, Michele Emiliano, primo cittadino di Bari, Ippazio Stefano, stesso ruolo a Taranto, Giuseppe Mascolo, Assessore all’Edilizia del Comune di Barletta, Gaetano Bevere, Consigliere comunale di Ariano Irpino e Francesco Prudentino, Assessore ai Trasporti del Comune di Ostuni. Un’ora d’incontro e la redazione di un documento congiunto, sottoscritto, a distanza, anche dai rappresentanti delle amministrazioni di Monopoli e Benevento, che impegna Anci e amministratori locali in una battaglia senza esclusione di colpi.

Intanto, in attesa della cancellazione di 30 treni (tra Eurostar, Intercity ed Espressi, notturni e diurni, in partenza da Puglia, Sicilia e Calabria e diretti a Bolzano, Roma, Milano, Torino e Venezia) prevista a partire dall’ormai prossimo 12 dicembre, il fronte dei sindaci si schiera in trincea. All’interno del documento, e poi nella conferenza stampa convocata con telecamere e taccuini subito dopo la fine dell’incontro, Mongelli, Emiliano & Co. annunciano l’erezione della barricate: “Annunciamo l’organizzazione di una manifestazione da svolgersi a Roma, presso le sedi del Ministero dello Sviluppo Economico e di Ferrovie dello Stato, il prossimo 7 dicembre a cui saranno invitati a partecipare i sindaci, i presidenti delle Regioni e delle Province, i Presidenti dell’Anci e dell’Upi di Basilicata, Campania e Puglia”.

Gianni Mongelli. Una manifestazione che, dunque, si annuncia di grande portata ed altrettanto grande respiro. L’arruolamento è d’obbligo, per non trovarsi, in futuro, a lamentare il mancato conivolgimento. L’assenteismo di oggi sarebbe visto come il disimpegno di domani. Per questo, Mongelli, nel nero, vede uno sprazzo di verde. Speranza. Gioisce, innanzitutto, del riconoscimento dato alla città di Foggia all’interno della vertenza trasporti. “Come città, siamo consapevoli di essere uno snodo cruciali nei collegamenti Tirreno-Adriatico”. Una ragione in più per sentire, sulle spalle, tutta la gravità della questione. “Da qui – tuona – lanciamo un allarme: tutto il Mezzogiorno rischia di essere tagliato fuori dai trasporti”

Michele Emiliano. Facile assist per il sindaco di Bari che fonde in un unico discorso questione trasporti e questione meridionale. “Qui nel Sud – accusa Emiliano – qualcuno è convinto di poter prendere decisioni unilateralmente, senza interpellare la comunità. Finora è stato così, ma – promette – da adesso in avanti non accetteremo più questo modus operandi“. Il focoso esponente piddino, finito nel bersaglio della critica politica per un polemico passaggio su Nichi Vendola (“Senza Berlusconi abbiamo meno bisogno di lui”, le parole pronunciate ad una emittente radio nazionale), detta i tempi. “Il 7 – il giorno della manifestazione capitolina – illustreremo a ministero e Trenitalia la nostra posizione”. Per questo, male fa chi interpreta la manifestazione come “un atto simbolico”. Sarà invece un guanto di sfida. “Non possiamo – ruggisce il primo cittadino della città di Levante – più ammettere di essere vittime di continue spoliazioni”. Poi, per sottolineare il concetto, ripete quest’ultimo termine altre due volte: “Spoliazioni, spoliazioni”, sempre in un climax ascendente di toni. All’orizzonte, secondo Michele Emiliano, c’è l’aurora di una fase della politica meridionalista: “Romperemo con la tradizione che vuole i sindaci e, in generale, gli amministratori meridionali, favorevoli alla contrattazione singola con le istituzioni nazionali”. Basta “alla fase dei cappelli in mano per ottenere qualche piccola briciola”; da oggi “saremo un unico soggetto con progetti condivisi”. La cui testa d’ariete, c’è poco da congetturare, sarà proprio la vertenza trasporti. “Qualcuno vuole fregarci” constata Emiliano. E quel qualcuno (Rfi, Trenitalia) “vuole frodare il Sud per la seconda volta dopo l’Unità d’Italia. Ma non vorremmo essere nei suoi panni quando inizieranno a muoversi i sindaci del Sud”. Bando alle chiacchiere, al baricentrismo ed al foggianesimo (tra l’altro, l’atto d’amore verso Foggia del numero uno di Corso Vittorio Emanuele si traduce nell’elevazione del capoluogo dauno a “città martire”). Fra capoluogo e Daunia la condivisione è a 360°. Ed anche la Regione Puglia è nel fronte. “Troppo facile – afferma il sindaco di Bari – dare le colpe alla Regione quando le cose non vanno. E’ il momento della responsabilità collettiva”.

Gaetano Bevere. “Se qui in Puglia non ridete, in Campania piangiamo”, il grido d’aiuto lanciato dal Consigliere comunale di Ariano Irpino (e capogruppo del Partito democratico). Bevere tiene dentro la sua regione, in assenza degli annunciati sindaci di Benevento e Caserta, e , in particolare, una comunità, quella dell’avellinese, cui i tagli stanno succhiando anche l’anima. 130 mila cittadini che, nel breve volgere di qualche mese, hanno perso “due Tribunali, molte scuole, svariate fabbriche”. Quanto ai trasporti, poi, “sei coppie di Eurostar e 4 coppie di treni pendolari hanno preso letteralmente il volo, non fermato più ad Ariano”. Non resta “che una navetta che ci congiunge con Foggia ed un solo unico treno per i pendolari”. Un blocco vero e proprio. Così, in quest’ottica, l’unica speranza di venir fuori dalle secche si chiama Taa, ovvero l’Alata Capacità. “Con la Tac l’Unione Europea ha deciso di far rientrare l’Irpinia nel mondo”.

La lettera di Nichi. Mentre a Foggia il rituale della conferenza stampa si affloscia di fronte ai microfoni, a Lungomare Nazario Sauro, il Presidente rende pubblica una missiva indirizzata al Ministro Passera. “Comprendiamo – scrive Vendola –, e con maggior enfasi in questo particolare periodo, le attenzioni di Trenitalia verso parametri tendenti a una migliore utilizzazione del materiale rotabile e a una più incisiva ed economica gestione del servizio, ma non possiamo assolutamente condividere azioni o decisioni che tendono a rallentare o frenare i programmi di sviluppo di un territorio che sono fortemente connessi alla soddisfazione di esigenze di mobilità.

“Nel dettaglio – prosegue Vendola nella missiva – Le segnalo solo le questioni irrinunciabili per le quali sarebbe auspicabile un Suo pronto ed efficace intervento: 1) l’attuale offerta di tre coppie quotidiane di treni “Freccia Argento” su Roma sconta un arretramento non modesto rispetto alle cinque coppie di analoghi treni di circa due anni fa e, di conseguenza, presenta frequenze orarie nemmeno lontanamente paragonabili a quelle che caratterizzano altre relazioni della infrastruttura nazionale; 2) Taranto registra la completa assenza di prodotti “freccia” e la contestuale scomparsa di tutti i collegamenti verso la linea adriatica, generando, di fatto una situazione di isolamento tanto insostenibile quanto inaccettabile. Le rappresento la delicata congiuntura del territorio ionico impegnato in uno sforzo straordinario di valorizzazione delle proprie infrastrutture, a partire dal suo porto, per il quale la permanenza di un adeguato sistema di mobilità è decisivo fattore di attrattività; 3) l’ offerta dei “servizi base”, invece, provoca legittime rimostranze sul territorio e mie personali. Il “prodotto notte”, scomparso del tutto da Taranto, registra una complessiva contrazione di offerta, sia sulla linea adriatica, sia sulla relazione Lecce-Bari-Roma. Aggiungo solo che si tratta di un servizio molto avvertito da una fascia specifica di utenza composta da lavoratori e studenti pugliesi.

Secondo Vendola “tale offerta ha determinato la scomparsa di qualsiasi relazione del territorio di Taranto con la Calabria. Alla luce di tali considerazioni, ritengo indispensabile una revisione della offerta treni per porre rimedio all’assenza di servizi di qualità su Taranto, al suo “isolamento notturno”, alla riduzione dei servizi notturni sulla relazione Lecce-Bari-Roma”.

p.ferrante@statoquotidiano.it
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Vertenza trasporti, Foggia terra di snodo. Emiliano in Comune: “Non ci fregheranno” ultima modifica: 2011-11-29T16:22:06+00:00 da Piero Ferrante



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Commenti


  • avv. Eugenio Gargiulo

    Da: Avv. Eugenio Gargiulo (eucariota@tiscali.it)

    L’utilizzo scorretto del bastone “bloccaruote” è fonte di risarcimento del danno arrecato a colui che in esso inciampi inavvertitamente!

    Questa volta sia il mediaconciliatore , intervenuto in prima battuta, e , successivamente, lo stesso Giudice di Pace di Foggia, hanno inteso valutare allo stesso modo la vicenda giudiziaria sottoposta al loro vaglio, relativa allo scorretto utilizzo del cosiddetto “bastone bloccaruota”, applicato all’autovettura quale sistema di antifurto meccanico .

    Galeotto fu , pertanto, il “bastone bloccaruota” , mal posizionato dal proprietario di un autovettura in sosta – ovvero con la sua parte concava sporgente collocata verso l’alto e non, così correttamente, in basso in contrasto con l’asfalto- nel quale inciampava una ragazzina sui pattini , la quale , non accorgendosi della imprevista sporgenza, urtava il diabolico antifurto meccanico, rovinando a terra e procurandosi numerosi ecchimosi e contusioni in varie parti del corpo.

    Convocato il proprietario dell’autovettura , da parte dei genitori della giovane fanciulla, dinanzi alla nuova figura del mediaconciliatore civile, questi proponeva un risarcimento del danno in via equitativa a favore della ragazzina riportante delle lesioni a causa dell’urto con il bastone bloccaruote; proposta transattiva rifiutata dall’automobilista foggiano ,certo di non avere alcuna responsabilità giuridica per quanto accaduto.

    Ed, invece, la recentissima sentenza del Giudice di Pace di Foggia, al quale , in seconda battuta, si erano ,dunque ,rivolti i genitori della ragazzina, ha confermato il “parere conciliativo” espresso dal mediatore ed ha, conseguentemente, condannato il proprietario dell’ autovettura, parcheggiata con il bastone bloccaruota, con la parte sporgente rivolta verso l’alto, al pagamento del risarcimento dei danni , causati dal suddetto antifurto meccanico, nei confronti della giovane foggiana.

    La questione del corretto utilizzo del cosiddetto “ bastone bloccaruota” , quale efficace “deterrente” meccanico atto a prevenire eventuali tentativi di furto dell’autovettura , è un argomento giuridico già dibattuto e molto avvertito nelle province meridionali , proprio a causa del massiccio utilizzo che di tale dispositivo viene fatto dagli automobilisti specialmente del Sud Italia!

    A tutti sarà capitato,infatti, almeno una volta, di vedere delle automobili parcheggiate con applicata, ai bulloni di fissaggio di una ruota, una robusta asta d’acciaio, della lunghezza di circa un metro. Applicando questo dispositivo antifurto, tramite un’apposita chiave, ad una delle ruote, si rende impossibile la marcia del veicolo. La robustezza del tubo metallico e la discreta sicurezza della chiave di comando, rendono questo sistema abbastanza affidabile contro eventuali tentativi maldestri e non “ altamente professionali” di furto di un’autovettura.

    Quando, però, il suddetto supporto viene posizionato dal proprietario con la parte sporgente collocata verso l’alto, esso risulta essere possibile fonte di danno nei confronti di un ignaro passante, o di un autovettura o, come nel caso in sentenza, di una “pattinatrice”, che si trovi a transitare nelle immediate vicinanze dell’autovettura parcheggiata con il bastone bloccaruote inserito con la punta non rivolta verso l’asfalto.

    Per il Giudice di Pace di Foggia, pertanto, nel caso in cui dallo scorretto utilizzo del bastone derivi un incidente, il proprietario dell’autoveicolo, munito di bloccaruota mal posizionato, sarà direttamente e civilmente responsabile del danno arrecato o nei confronti di un passante, o magari nei riguardi un’ altra autovettura transitante nelle vicinanze che subisca, ad esempio, per sua causa una ammaccatura o graffiatura della carrozzeria.

    In gergo giuridico – spiega l’avv. Eugenio Gargiulo – , e nella sentenza del Giudice di Pace di Foggia, commentata in questa sede, il bastone bloccaruota viene definito un “offendiculum” , ovvero un mezzo predisposto per la difesa preventiva di un proprio diritto patrimoniale( come, per esempio, il filo spinato posto sulla sommità di un muretto di cinta di una proprietà privata) ,e come tale lecito solo se non insidioso e quindi atto a creare danni altrui a causa dell’imprevedibile pericolo che possa costituire per un terzo soggetto.

    Il bastone bloccaruote – conclude l’avv. Eugenio Gargiulo – , pertanto, deve essere visibile, non eccessivamente sporgente, e collocato dal proprietario dell’autovettura in modo che il suo posizionamento sia orientato verso il terreno per quel che riguarda la parte impugnabile della suddetta asta d’acciaio.

    In caso contrario si rischiano guai come quelli in cui è incorso l’automobilista foggiano, condannato a risarcire duemila euro circa ( comprensiva altresì della sanzione per non aver accettato il parere proposto dal mediaconciliatore, ex art 13 , primo comma, D.lgs. n. 28/2010 ) quale danno alla persona provocato dal bastone bloccaruote della sua autovettura nei confronti dell’ incolpevole “ragazzina pattinatrice”!
    Foggia, 29 novembre 2011 Avv. Eugenio Gargiulo

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