Cronaca

‘Ndrangheta: oltre 40 arresti e sequestro di beni

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Roma. Nel corso della notte sono state arrestate 46 persone da parte della Squadra mobile di Catanzaro, accusate a vario titolo di associazione di tipo mafioso, estorsioni, violazioni in materia di armi, illecita concorrenza con violenza o minaccia, esercizio abusivo del credito e intestazione fittizia di beni.

Con l’operazione “Borderland” è stata smantellata la cosca di ‘Ndrangheta facente capo alla famiglia Trapasso che controllava il vasto territorio costiero a cavallo tra le province di Catanzaro e Crotone e la ‘ndrina collegata dei Tropea. Proprio la circostanza che il teatro dei fatti sia una zona di confine tra due province in cui sono compresi territori a vocazione turistica, dei comuni di Sellia Marina, Cropani, Botricello, Sersale, Cutro e la frazione San Leonardo, ha ispirato il nome dell’operazione.

Durante l’attività investigativa i poliziotti hanno documentato l’ascesa del clan mafioso dei Tropea che inizialmente svolgevano compiti di “manovalanza” per i Trapasso, per poi conquistare gradualmente una propria autonomia nel territorio di Cropani Marina, soprattutto nell’usura, seppur con l’obbligo di rendiconto alla cosca “madre”.

La cosca dei Trapasso, invece, aveva imposto il proprio autorevole controllo del territorio sia con una vera e propria “occupazione militare” dell’area di riferimento, sia attraverso una fitta rete di fiancheggiatori, appartenenti sia al mondo imprenditoriale che a quello delle istituzioni. A tal proposito, infatti, è stato registrato e documentato il condizionamento del voto amministrativo del maggio 2014 nel comune di Cropani, vicino Catanzaro, condizionamento finalizzato all’acquisizione di appalti e servizi pubblici che ha portato all’elezione, come candidato in una lista civica, del vice sindaco Francesco Greco, riconosciuto responsabile dall’Autorità Giudiziaria di concorso esterno all’associazione mafiosa.

I Trapasso inoltre avevano rapporti privilegiati con le più potenti cosche dell’intera regione: partecipavano a summit di mafia e a sontuosi banchetti di matrimoni di appartenenti alle famiglie di ‘Ndrangheta delle diverse provincie calabresi. Tali incontri rappresentano tradizionalmente occasione per il conferimento di cariche, per il consolidamento di alleanze e di eventuali pacificazione di contrasti. Nell’esercizio abusivo del credito, nell’ usura e nelle estorsioni, sono stati riscontrati rilevanti interessi economici anche al Nord Italia e in particolare in Emilia Romagna, dove cinque delle persone indagate sono state rintracciate e arrestate dagli uomini delle Squadre mobili di Bologna, Parma e Reggio Emilia.

Alla cosca la polizia ha sequestrato, oltre a ingenti quantitativi di armi custodite da insospettabili, un esercizio ricettivo, un maneggio, una società per la distribuzione di slot machine e, in particolare, le società di servizi attraverso le quali la cosca controllava paerte della gestione di importanti villaggi turistici della zona



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