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Consegnata all’Ospedale la raccolta fondi organizzata dalla comunità di Pietrelcina

“L’emozione non ha voce”, in ricordo di Mariuccia

Mariuccia era una donna forte, una moglie e madre premurosa e vitale


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Foggia. “L’emozione non ha voce” è il titolo dello spettacolo musicale che nell’agosto scorso ha riunito Pietrelcina al Parco Colesanti per ricordare la figura di Maria Masone, detta Mariuccia, scomparsa a febbraio scorso dopo una lunga malattia. La serata, organizzata dall’Azione Cattolica di Pietrelcina e dal Comitato “Presepe Vivente”, associazione con cui Mariuccia da sempre collaborava, è stata finalizzata, anche in questa seconda occasione, alla raccolta fondi per la ricerca scientifica dell’Ospedale Casa Sollievo, definito dalla stessa Mariuccia come una seconda casa e famiglia.

Teodoro – marito di Mariuccia – ha ribadito l’importanza della ricerca e lo straordinario collegamento tra Pietrelcina e San Giovanni Rotondo, legate spiritualmente in maniera indissolubile dal nostro Padre Pio. «Chi dona non lo fa soltanto per un’altra persona ma in fondo lo fa anche per se stesso. Basta guardarsi intorno per capire che anche nella nostra piccola Pietrelcina questa malattia tocca tante persone e, direttamente o indirettamente, tanti di noi. Con l’aiuto di Padre Pio, speriamo che la ricerca possa, nel più breve tempo possibile, sviluppare quelle terapie chirurgiche e farmacologiche capaci di curare il tumore come una normalissima malattia». Al termine della serata, alla famiglia è stata consegnata una “Mattonella” commemorativa che racchiude in tre parole la testimonianza semplice e profonda di Mariuccia: sorriso, disponibilità e fede, valori che lei ha vissuto e trasmesso a tutti coloro che l’hanno conosciuta.

Inizia nel 2005 quando le viene diagnosticato un cancro combattuto con coraggio e fede. Sono stati dieci anni di fiduciosi passi in avanti e inevitabili battute d’arresto, presso l’Ospedale Casa Sollievo. Dieci anni in cui non ha mai perso il sorriso e la sua straordinaria voglia di vivere, supportata dalla famiglia, dal personale dell’Ospedale e dalla sua fervente fede e devozione verso San Pio.

Mariuccia era una donna forte, una moglie e madre premurosa e vitale, una lavoratrice sempre disponibile e fiduciosa. Nonostante la malattia e le estenuanti cure, ha portato avanti fino all’ultimo istante, con dedizione e positività, l’attività di famiglia e il suo contributo all’organizzazione del Presepe Vivente.

“L’emozione non ha voce”, in ricordo di Mariuccia ultima modifica: 2017-01-30T13:49:20+00:00 da Redazione



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