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Secondo la minoranza il consiglio comunale di oggi non “avrebbe avuto alcuna intenzione di votare i debiti fuori bilancio"

Salta il Consiglio, Landella sul filo dei numeri. Opposizione: “Dimissioni”

Bruno Longo: "Questa conferenza stampa è stata una birichinata"

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Foggia. Consiglio comunale sospeso e conferenza stampa in cui l’opposizione ha chiesto le dimissioni del sindaco Franco Landella. Dopo il passaggio del primo accapo a maggioranza – riguardava la razionalizzazione delle municipalizzate- il consigliere Iaccarrino ha chiesto l’inversione degli accapi all’ordine del giorno scalando i punti previsti e ripescando il settimo, quello dei debiti fuori bilancio per cui si è insediata un’apposita commissione. Con i civici ed il Pd hanno votato Ursitti ed Anecchino dei Riformisti e l’indipendente Nino De Rogatis. I numeri, a questo punto, davano 15 a 14, cogliendo in contropiede la maggioranza. Alcuni loro esponenti, in quel momento, erano fuori dall’aula. Preso atto di quanto avvenuto, hanno chiesto la sospensione e fatto decadere la seduta. Alla prova di compattezza, per la prima volta, la minoranza, tutti esponenti di liste civiche più il Pd (da notare che anche Cassitti, delegato alle politiche per la casa dalla maggioranza ha votato con gli altri) con i vecchi e nuovi “rinforzi” della minoranza. Oltre a Giuseppe Mainiero di Fdi, 2 Riformisti di Fitto e l’indipendente De Rogatis, un quadro numerico sul filo dei rasoio quando si va al voto o quando si deve fare i conti con qualche assenza.

Secondo la minoranza il consiglio comunale di oggi non “avrebbe avuto alcuna intenzione di votare i debiti fuori bilancio, il primo dei quali riguarda 220mila euro di parcelle date agli avvocati”, questo dice Rosario Cusmai. Che aggiunge: “I debiti non sono passati in commissione come doveva essere, cioè questa commissione d’inchiesta non serve a nulla. Landella si dimetta perché la maggioranza politica del 2014 non esiste più da tempo, i consiglieri di Fi sono ridotti da 9 a 5 e gli eletti stanno casa dopo l’ennesimo rimpasto di giunta. Venga in aula il sindaco con giunta azzerata e dimissionario, non è che può fare trattative, magari pensare ad un governo di salute pubblica…”.

Tensioni si sono registrate fra Augusto Marasco e il presidente del consiglio Miranda che poco fa ha replicato con una nota. Ecco cosa dice Marasco: “Dopo l’appello nominale sono entrati in aula due consiglieri di maggioranza che avrebbero garantito la regolarità della seduta e lui ha fatto cenno di allontanarsi. Lui dovrebbe garantire la terzietà ”. Marasco ha chiesto l’acquisizione delle riprese audio-video e fissato un incontro dell’opposizione venerdì mattina. Si scriverà una mozione-esposto sul “comportamento di Miranda” da presentare al prefetto.

Replica Miranda: “Ho ascoltato con sommo stupore le dichiarazioni di esponenti della minoranza circa un mio comportamento distante dalla necessaria e doverosa terzietà. In questi diciotto mesi di attività ho sempre ascoltato con la dovuta attenzione le richieste dei consiglieri di minoranza, adoperandomi per mantenere vivo il confronto democratico come accade ogni qual volta iscrivo le mozioni proposte dalla minoranza nei termini di legge. L’accusa di aver favorito la maggioranza è, quindi, assolutamente gravissima ed infondata. Sono stupefatto da dichiarazioni che non rendono giustizia al mio operato e che ledono la mia onorabilità, che tutelerò in tutte le sedi competenti”.

La maggioranza usa toni durissimi: “Io- replica il consigliere Bruno Longo– insieme a Fusco, Fiore, Di Pasqua e Splendido, tutti capigruppo tranne l’ultimo, eravamo fuori dall’aula. Loro in modo paradossale hanno fatto invertire l’odg. Quando torniamo in aula ci troviamo davanti al blitz ma se non avessimo avuto i numeri non avremmo potuto chiedere la sospensione e poi far decadere la seduta. Questa conferenza stampa è stata una birichinata. Noi non ci eravamo messi d’accordo sul sospendere ma con la minoranza e con Marcello Sciagura, che la commissione d’inchiesta sui debiti fuori bilancio presiede, avevamo concordato di discutere dei debiti uno per uno richiedendo le carte già da oggi stesso.”

(A cura di Paola Lucino – paola.lucino@virgilio.it)



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