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Disoccupazione: ISTAT, a marzo più 8,3%, quella giovanile schizza al 28,6%


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Disoccupati (copyright Umbrialeft.it)

Disoccupati (archivio, copyright Umbrialeft.it)

Per la CGIL i dati diffusi oggi dall’Istituto nazionale di statistica dimostrano come “la disoccupazione sia strutturale e il lavoro di peggiore qualità” per questo bisogna “evitare ulteriori perdite occupazionali ed occorre dare continuità di tutele a chi attualmente è in Cassa integrazione o in disoccupazione e soprattutto dare risposte a chi è privo di ogni tutela”

Foggia – LA disoccupazione continua a colpire il paese ed in particolare le fasce più giovani. E’ quanto emerge dai dati diffusi oggi (29 aprile) dall’ISTAT che rilevano come il tasso di disoccupazione a marzo sia risalito all’8,3%, dopo la lieve flessione di febbraio, registrando un aumento di un decimo di punto percentuale su base mensile e un calo dello 0,2% su base annua. Se si analizza poi nello specifico la condizione occupazionale giovanile (15-24 anni), la situazione risulta ancora più drammatica, con un tasso di disoccupazione pari al 28,6%, aumentato dello 0,3% su base mensile e dell’1,3% su base annua.

L’Istituto nazionale di statistica fa sapere inoltre che il numero dei disoccupati in Italia a marzo è cresciuto del 2% rispetto a febbraio, con un aumento di 40 mila unità per un totale di 2,071 milioni di persone senza lavoro. Tuttavia, su base annua, il numero di disoccupati diminuisce del 2,5% (-53 mila unità). La crescita del tasso di disoccupazione, sottolinea l’ISTAT, riguarda sia la componente maschile, per la quale è pari al 7,6%, con un aumento dello 0,1% sia rispetto a febbraio sia su base annua; sia quella femminile, con un tasso pari al 9,2%, aumentato rispetto allo scorso mese (+0,1%), ma che segna una netta flessione (-0,8%) in termini tendenziali.

“Una disoccupazione sopra l’8% si conferma come un dato strutturale che fra l’altro continua a peggiorare nella sua qualità. La crisi continua in maniera grave e pervasiva mentre la ripresa stenta e si conferma fallimentare l’azione del governo”. E’ quanto afferma il Segretario Confederale della CGIL, Fulvio Fammoni, aggiungendo che i dati dell’ISTAT “confermano come manchino ancora circa 600mila occupati rispetto ai livelli di occupazione precrisi del 2008 e con questo trend, se va bene, ci ritorneremo fra 4 anni, sempre che tutto l’enorme bacino di Cassa integrazione venga riassorbito e non torni a crescere come è avvenuto a marzo”.

Per quanto riguarda il tasso di occupazione a marzo è pari al 57,1%, in aumento dello 0,3% sia rispetto a febbraio sia a marzo 2010, tornando così al livello di gennaio 2010. Di conseguenza, rileva l’ISTAT, scende il tasso di inattività, che si attesta al 37,7% (-0,3% su base mensile e -0,1% su base annua). Inoltre gli occupati sono 22,977 milioni, in aumento dello 0,5%, più 111 mila unità, rispetto a febbraio e dello dello 0,6%, ovvero di 141 mila unità su base annua. Anche in questo caso l’occupazione cresce sia per gli uomini che per le donne. Infatti, l’ISTAT registra un tasso di occupazione maschile, pari a 67,5% (+0,2% su mese; -0,5% su base annua) e quello femminile, pari al 46,8% (+0,3% su base mensile; +1,1% su anno).

Facendo riferimento ai dati diffusi oggi Fammoni si chiede se sia, questa la ripresa positiva di cui anche oggi incredibilmente parla il governo? “In questa situazione – continua – il conto più salato lo stanno pagando i giovani: la disoccupazione è costantemente fra il 28 e il 30% e la nuova occupazione è unicamente fatta di lavoro precario che ormai riguarda l’80% delle nuove assunzioni”. Dunque, denuncia il dirigente sindacale, per i giovani “nessun atto concreto se non l’accusa di non accettare qualsiasi lavoro e di studiare per troppo tempo”. Inoltre, il sindacalista ricorda come sulla base delle vertenze e degli accordi aziendali da tempo la CGIL afferma che “la crisi è ancora molto grave e continua a colpire duramente il lavoro, mentre continua la propaganda governativa per nascondere l’inadeguatezza della sua azione e per dire che la crisi sta finendo”. “Non è vero – avverte Fammoni – i dati lo testimoniano e la stessa Banca d’Italia conferma quanto negativamente la situazione occupazionale incide sui consumi e quindi sullo sviluppo”.

Alla disoccupazione formale, osserva Fammoni, “va poi sommato il grande bacino degli scoraggiati come oggi il Ministro è costretto ad ammettere”. Secondo il dirigente sindacale “occorre ben altro”: va incentivato lo sviluppo anche attraverso la ripresa dei consumi e questo, spiega “comporta la necessità di interventi fiscali a favore del lavoro”. Per il Segretario Confederale CGIL, inoltre, “servono politiche industriali e non unicamente di ingegneria finanziaria”: va evitata ogni ulteriore perdita occupazionale e per questo occorre dare continuità di tutele a chi attualmente è in Cassa integrazione o in disoccupazione e soprattutto dare risposte a chi è privo di ogni tutela. Tutte proposte, conclude Fammoni, “della piattaforma della CGIL per lo sciopero generale del 6 maggio, proposte attuali ed urgenti per il lavoro e per i suoi diritti”.


Redazione Stato

Disoccupazione: ISTAT, a marzo più 8,3%, quella giovanile schizza al 28,6% ultima modifica: 2011-04-30T12:28:34+00:00 da Redazione



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