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"Buona è la partecipazione dei giovani"

Pellegrinaggio ortese all’Incoronata, ritorno alle origini della fede

"Il rito rimane comunque un'esperienza di fede e di preghiera - ma anche un momento di grande legame con tradizioni folcloristiche tipiche della storia ortese - che intende coinvolgere non una singola parrocchia, ma la comunità ortese tutta"


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Orta Nova . Si rinnova ogni primavera il pellegrinaggio al Santuario della Madonna Incoronata nell’ultimo sabato di aprile. “Tale evento costituisce una tradizione fortemente sentita dal popolo ortese” afferma il parroco della chiesa B.M.V. di Lourdes, don Luciano Avagliano. “Da quest’anno il cammino ha inizio nuovamente dalla cappella della Madonna perché il pellegrinaggio continui ad essere inteso come proprio dell’intera comunità ortese e non di una sola parrocchia”.

“Buona è la partecipazione dei giovani.” continua il sacerdote “Maggiore attenzione però questi dovrebbero dare all’aspetto spirituale rispetto al carattere folcloristico ed esteriore dell’esperienza”. L’evento ha inizio nove sabati prima del giorno del pellegrinaggio; “nove come simbolo delle novene, quando i fedeli si preparano ad altri momenti importanti come il Natale, il giorno dell’Immacolata” spiega don Felice Bruno, consigliere della Provincia Religiosa Italiana dell’opera di don Orione.

In tali sabati, di notte una voce si spande tra le vie del paese con l’intento di richiamare il popolo a prepararsi al sabato in onore della Madonna. È il rito dell’Annuncio che prende corpo grazie alla buona volontà del fedele Gianluca Taronna. Con il “giorno della vestizione di Maria”, il mercoledì che precede il sabato del pellegrinaggio, comincia il Triduo di preparazione alla festa.
A partire da quest’anno, per volontà del vescovo Luigi Renna, i momenti salienti in tali tre giornate diventano i seguenti: la peregrinatio Mariae, una preghiera itinerante che ha inizio nella cappella in cui si venera il simulacro di Maria per arrivare di volta in volta in un rione diverso; un centro d’ascolto per riflettere su temi importanti come, per il 2017, il messaggio del vescovo nella Lettera pastorale per la Quaresima e la Pasqua.

“La Vestizione della Madonna rappresenta la rinascita, quella vita nuova che riporta al battesimo e che umanamente ogni persona tende a sperimentare quando indossa un abito nuovo” dice don Luciano durante il rito che quest’anno ha avuto luogo proprio di fianco alla cappella in cui viene tenuto il simulacro. Il mattino del sabato tanto atteso, il 29 aprile, è arrivato accompagnato dalla pioggia. Ma la Compagnia di Orta Nova – come si è soliti denominare il folto gruppo di fedeli che partecipano al pellegrinaggio camminando per circa 15 km – non ha desistito. Il cammino ha avuto inizio intorno alle 4.00 del mattino. Al santuario l’appuntamento per la celebrazione eucaristica era alle h. 9.00. A presiedere il rito, il vescovo della diocesi Cerignola-Ascoli Satriano, sua eccellenza don Luigi Renna.

Il sabato sera infine i riti conclusivi della festa con processione, che ha segnato simbolicamente il ritorno in paese del simulacro, a partire da viale ferrovia fino a via Carapelle nella nota cappella. Il culto della Madonna Incoronata trova fondamento, secondo la tradizione, nei fatti avvenuti nel bosco del Cervaro l’ultimo sabato di Aprile del 1001.

La Beata Vergine apparve all’alba su una grande quercia ad un signore che si trovava a caccia in quei luoghi e gli mostrò una statua. Ella chiese che questa fosse venerata in una chiesa da costruire sul luogo stesso dell’apparizione. La Madonna assicurò quindi che avrebbe concesso grazie a chiunque l’avesse invocata rivolgendosi a quel simulacro. Il rito è stato sempre sostenuto dai fedeli ortesi. Alcuni di essi se ne sono fatti promotori e animatori e il clero li ha affiancati costantemente nei preparativi garantendo che tutto si svolgesse secondo le norme del Magistero della chiesa: per lungo tempo infatti il pellegrinaggio ha avuto luogo attraverso la supervisione del parroco di un tempo della chiesa B.V.M. Addolorata, don Michele Ventrella e, dopo la sua dipartita, su indicazione del vescovo al momento in carica, le consegne sono passate alla parrocchia B.V.M. di Lourdes.

Il rito rimane comunque un’esperienza di fede e di preghiera – ma anche un momento di grande legame con tradizioni folcloristiche tipiche della storia ortese – che intende coinvolgere non una singola parrocchia, ma la comunità ortese tutta. Prezioso a tal proposito anche l’impegno della proloco di Orta Nova i cui membri quest’anno si sono impegnati nello spiegare nelle scuole le origini ed il senso del rito. Questi curano inoltre, ormai da qualche anno, l’accoglienza ai pellegrini provenienti da Lavello, prov. di Potenza, a cui la comunità ortese è gemellata ufficialmente.

A questi ultimi infatti nei giorni del triduo è stata rivolta un’attenzione particolare per il 130esimo anniversario della devozione di Lavello alla Madonna Incoronata.

(A cura di Daniela Iannuzzi, Orta Nova 30.04.2017)

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Pellegrinaggio ortese all’Incoronata, ritorno alle origini della fede ultima modifica: 2017-04-30T10:13:43+00:00 da Redazione



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