Pasti al CARA, “pur se legittimo bando sarà modificato” | Manfredonia

Pasti al CARA, “pur se legittimo bando sarà modificato”

Fornitura pasti al CARA, verso modifica bando di gara (image: STATO - sagim@)

Foggia/Manfredonia – PUR non sussistendo principi di illegittimità o mancata base concorrenziale del bando, la Croce Rossa Italiana – direzione regionale – starebbe modificato il bando di gara relativo alla fornitura di pasti al C.A.R.A. di Borgo Mezzanone.

In base a quanto emerso, nel bando potrebbero essere modificati dei requisiti già presenti nella precedente pubblicazione. Per il servizio di fornitura pasti al Cara, Cri (entrata ufficialmente dal febbraio 2012, dopo l’ex gestore Connecting) ha optato per la distanza in kilometri (25) del centro di cottura, e non per il tempo, per “una maggiore base concorrenziale del bando di gara”. Egualmente è stata indicata la possibilità di utilizzare un centro di cottura, nei 25 kilometri, anche senza esserne proprietari. Pertanto, anche dalla Lombardia, per ipotesi su convenzione, si potrebbe partecipare al bando di gara per il servizio di fornitura pasti al Cara. La stessa direzione provinciale di Cri ha inoltre precisato che “proprio la Gam di Lucera era stato messa a corrente tanto della gestione provvisoria quanto dei requisiti del bando di recente pubblicato”.

La polemica. Un bando notevolmente anticoncorrenziale, che esclude la nostra società. Con il requisito minimo del centro di cottura, ad una distanza non superiore ai 25 km dal luogo di esecuzione del servizio, si predilige indirettamente un unico soggetto: la Scardi ristorazione srl”. Dopo la vertenza personale causa di invettive degli ex lavoratori di Connecting People (precedente gestore del Centro), era stata la Gam srl di Lucera, nella persona del suo legale rappresentante p.t., sig. Giuseppe Marino, a protestare contro la Croce Rossa Italiana, relativamente all’appalto avente ad oggetto la fornitura di pasti al Cara.

La vicenda, la Gam aveva già prestato servizio nel Cara fino all’entrata di Cri a febbraio 2012 Da ricordare che la Gam srl di Lucera “ben conosce il suddetto centro” per aver prestato il servizio in questione dal febbraio 2010 al febbraio 2012 (vale a dire durante la gestione di Connecting, del presidente G.Scozzari, ndR) “senza aver mai ricevuto alcuna contestazione riguardante l’esatto adempimento degli accordi contrattuali”.

La clausola contestata: “il centro di cottura limitato ai 25 km dal centro, favorito un unico soggetto”. “Il servizio in esame riguarda la fornitura dei pasti in monorazioni, che vengono recati in contenitori isotermici. – dice il rappresentante legale della società – Il dato singolare da segnalare è che la stazione appaltante, contrariamente a quanto e’ avvenuto ed avviene in altri centri situati sul territorio nazionale, ha inserito nel bando una clausola a tenore della quale e’ previsto, come requisito minimo di partecipazione, a pena di esclusione, che i concorrenti debbano disporre di un centro di cottura ubicato adistanza non superiore a km. 25 dal luogo di esecuzione del servizio di cui trattasi”. Da ricordare infatti “che a Bologna è stato di recente appaltato il servizio al Cara, gestione Cri, con requisito minimo per il centro di cottura pari a 50 km di distanza”.

“Applicando questo criterio risulterebbe favorita una sola impresa – disse Marino – la Scardi Ristorazione srl, che ha sede a Foggia alla Via degli Aviatori, poiche’ le rimanenti imprese operanti sul territorio provinciale (Gam srl, Ladisa spa, Cir s.c., Pastore srl,) hanno tutte centri di cottura siti a distanza superiore rispetto a quella in precedenza indicata”. “Tale dato, unitamente ad altro – dicono dalla società di Lucera – consistente nel fatto che l’impresa Scardi e’ attualmente esecutrice del servizio in questione, in esito ad una lunga ed estenuante vicenda giudiziaria e senza che venisse bandita alcuna gara, si rivela davvero singolare”.

“Ma va anche ricordato, per amore di verità – proseguendo nella nota – che proprio in esito alla suddetta vicenda giudiziaria, si presentava apposita offerta, peraltro maggiormente rispondente ai criteri di economicita’ rispetto a quella accolta, senza ricevere il benche’ minimo riscontro dalla stazione appaltante”. L’azienda di Lucera segnala di aver “cercato precedentemente un contatto con il Commissario Provinciale avv. Di Sabato – prima dell’indizione del nuovo bando e dell’ingresso nel Cara – per il servizio”. Tuttavia “pur inviando preventivi, con offerte più basse, considerando la nostra recente gestione (nell’attuale bando la giornata alimentare al centro – colazione, pranzo, cena, è stata fissata a 8 e 50 euro, ndr) non siamo mai stati ricevuti nè ascoltati”. “Ricordo che, come le altre ditte citate, siamo in possesso di tutti i requisiti minimi per la partecipazione al bando con possibilità dunque di un risparmio per l’espletamento del servizio”.

“Prossimo esposto in Procura”. Alla luce dei dati emersi, la Gam aveva annunciato di voler presentare “puntuale esposto alla Procura della Repubblica competente del territorio, ed e’ in procinto di richiedere alla stazione appaltante l’annullamento del bando in esercizio di autotutela”.”Quanto esposto si è reso opportuno e doveroso per accertare in maniera compiuta la sussistenza dei vari profili di illiceita’.

Da ricordare che la Gam srl è rappresentata dall’avvocato Andrea Petito del Foro di Lucera; il legale non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione a Stato sulla vicenda.

Cosa aveva detto il Commissario provinciale avv. Raffaele Di Sabato: “bando approntato dalla direzione regionale, simile al 2006, aggiornamento a livello normativo”. Per la Cri l’avv. R.Di Sabato, commissario provinciale dell’Ente: “ricordo che il Bando è stato approntato dalla dottoressa Binetti, della direzione regionale; la competenza è dell’Amministrazione; in ogni modo è in atto la solita campagna diffamatoria contro Cri, in seguito all’ingresso nel Cara dal febbraio 2012, ricordando come il bando in questione è simile a quello del 2006, con aggiornamenti di livello normativo”, non dunque per il requisito del centro di cottura. “Attendiamo il vaglio delle autorità competenti”. Ora la modifica del bando pur non sussistendo illegittimità dello stesso o mancata base concorrenziale dello stesso avviso pubblico.

La risposta di Giuseppe Marino della Gam. “In seguito alla replica del Commissario Provinciale Cri, comparsa su Stato quotidiano contestualmente alla pubblicazione delle mie dichiarazioni, mi preme sottolineare alcuni punti: 1. Il Commissario di C.R.I. da un lato sembra prendere le distanze dal bando, evidenziando come lo stesso sia stato ‘approntato dalla dottoressa Binetti, della direzione regionale’, e dall’altro lo difende a spada tratta sottolineando come sia ‘in atto la solita campagna diffamatoria contro Cri, in seguito all’ingresso nel Cara dal febbraio 2012’ (si ricorda che rimostranze, come in ogni passaggio di gestione, sono emerse anche per il personale da impiegare nel centro, ndR). 2. Il bando in questione, contrariamente a quanto dichiarato dal Commissario Cri – dice Marino – non è simile a quello del 2006, poiché quest’ultimo non contiene la clausola anticoncorrenziale della distanza chilometrica a 25 km del centro di cottura e non limita in modo illegittimo la platea dei concorrenti. 3. Il Commissario di C.R.I. non interloquisce sulla suddetta clausola anticoncorrenziale e sulla circostanza che una sola impresa – per ciò che si consta, la stessa che attualmente svolge il servizio – abbia il centro di cottura entro la distanza chilometrica prevista dal bando. E’ proprio il caso di dire: “attendiamo il vaglio delle autorità competenti”.

Inoltre, con una precedente nota, il titolare della Gam srl – in risposta a quanto affermato dall’Avv. De Sabato e nello spirito di chiarezza e par condicio – illustra i requisiti di un bando relativo pubblicato nell’anno 2008 dalla CRI “in cui si evince chiaramente nel punto 14 che il centro cottura deve avere come requisito unico la potenzialità di produzione pasti pari a 5000”. Come emerso di recente, il Comune di Brindisi avrebbe revocato un bando per la fornitura di pasti causa la presenza del requisito del centro di cottura a 10 km dalla struttura interessata dal servizio.

Ora si attende l’ufficialità delle modifiche al bando di gara.

g.defilippo@statoquotidiano.it

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4 Commenti

  1. ioetu scrive:

    Io credo che si possa anche preparare la cottura a 1000 km di distanza,tanto mica devono mangiare loro,vero?Povera Italia

  2. Lina scrive:

    Ehy tu, ti ricordo che la ditta che fornisce i pasti per i ragazzi di Borgo prepara i pasti a Foggia per il comune di Torre Maggiore, non vedo perchè non si possa dare la possibilità di partecipare alla gara ad altre ditte. Povera Italia!!!!

  3. MARIA scrive:

    SIIIIIIIIIIIIIII POVERA ITALIAAAAAAAAAAAA

    date la possibilita a tutti di lavorare un poco di ciascunuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu

  4. Siria scrive:

    Non vedo come si possa garantire “un pasto caldo” ai ragazzi se la distanza supera i 25 Km. Se si tratta di garantire un pasto va bene ma non parliamo più di pasti caldi…perchè veramente arrivava la pasta bollente!
    Ora se lo potranno scordare…un pasto caldo, soprattutto in inverno!
    Qui non si tratta solo di “far lavorare” tutti ma di garantire un servizio di qualità al fruitore.
    Ragazzi di Borgo Mezzanone…avrete voglia a mangiare la pasta incollata!

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