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"La cultura può dare una svolta significativa alla politica"

“San Marco nel cuore”: Angelo Ciavarella Soccio “Ecco come ripartire”

Nei suoi interventi e comizi, non parte mai da lontano con giri viziosi di parole o di frasi fatte

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San Marco in Lamis. Angelo Ciavarella Soccio* è il decano della lista “San Marco nel cuore”. Lo è non tanto in termini di maturità anagrafica, quanto di esperienza politica ed amministrativa. È in pista da circa una ventina di anni, subito dopo la sua laurea in legge, conseguita nella stessa facoltà del suo collega Pasquale Spagnoli, numero uno della sua compagine. In gioventù si è fatto le ossa, militando nelle associazioni cattoliche e solidaristiche (terremoto dell’Irpinia, ecc.). Nella comunità è stimato un “buon avvocato” che eccelle senza alcuna preferenza sia nel campo civile sia in quello penale, distinguendosi per la sua forte carica umana ed affabulazione con il prossimo. Come uomo pubblico ha un linguaggio piuttosto scarno ed essenziale. Detesta il “politichese”.

Nei suoi interventi e comizi, non parte mai da lontano con giri viziosi di parole o di frasi fatte, ma va subito al nocciolo del problema, facendo conoscere la propria opinione al riguardo con sincerità e prontezza. Per saperne di più sul suo ruolo di “uomo pubblico” gli abbiamo rivolto le seguenti domande. Quali sono i punti forti del programma amministrativo che vorresti risolvere per prima? Sono la sicurezza e la legalità, indubbiamente sono due i punti, che vanno a braccetto tra loro, a cui la prossima amministrazione deve rivolgere immediata attenzione. In una società civile che si reputi tale, il rispetto delle regole è fondamentale per il raggiungimento di ogni fine politico sociale ed amministrativo. Bisogna insistere sulla cultura della legalità attraverso un dialogo serrato e costante con le Scuole, le Associazioni, le Istituzioni e le famiglie. Bisogna ridare ai giovani il gusto del fare Politica, dove Politica significa amministrare il Bene Comune a vantaggio di ogni cittadino. Qual è stata la sua esperienza politico-amministrativa migliore? Sono stato assessore ai lavori pubblici e posso assicurare che non c’è cosa più bella che consegnare alla città un’opera di pubblica utilità. Dal punto di vista umano essere amministratore mette a contatto con il problemi reali della gente. Lavorare per la gente è sicuramente l’esperienza più bella. Qual è l’attuale avversario politico che temi di più? Se c’è una cosa che temo di più in politica, non è il singolo avversario, ma il modo basso di fare politica, privilegiando interessi personali, attaccando i protagonisti dal punto di vista personale. Non temo l’avversario, temo le cattiverie. Non temo chi la pensa diversamente da me ma temo chi dice il falso sapendo di mentire. Non temo i progetti che differiscono dai miei, ma temo la cattiva amministrazione, improntata a fini personali. Se riusciamo a imporre in politica le regole del rispetto, non c’è un avversario da temere, perché se l’avversario adotta queste elementari regole il cittadino può affidare a chiunque il proprio mandato con la certezza che si farà soltanto del bene.

La cultura può dare una svolta significativa alla politica e quindi allo sviluppo socio-economico della città? Certamente! Ed è un aspetto fondamentale del programma del mio candidato sindaco Pasquale Spagnoli. Cultura come apertura mentale, come studio dei problemi, come modo di impiegare il tempo libero in modo costruttivo. Con ripercussioni sul piano anche economico se si pensi ai possibili risvolti derivanti dal coinvolgimento culturale non solo dei concittadini ma anche da cittadini di altri luoghi che riusciremo ad attirare per gustare l’offerta culturale del nostro territorio. Storia, luoghi, personaggi, monumenti come San Matteo e Stignano, flora locale, prodotti tipici e quant’altro attendono solo di essere ancor più valorizzati da un’amministrazione attenta allo sviluppo culturale. Quali sono gli errori che hanno causato il debito comunale extra bilancio e con quali strumenti tecnici e giuridici ritieni di poter risolvere la questione? L’errore più grande probabilmente è stato quello di tacere o non rendersi conto di quanto si stava allargando il buco nero del deficit comunale. Oggi la ricerca dell’errore non deve essere finalizzata all’attribuzione di responsabilità, ma deve essere la base di partenza per un tentativo possibile di risanamento del bilancio. Gli strumenti amministrativi e giuridici ci sono. Bisogna rimodulare tanti contratti in essere, valutarne l’utilità, agire contro l’evasione fiscale, mirare a spese oculate e valorizzare il patrimonio disponibile del Comune, collaborare con i cittadini per l’ottimizzazione dei servizi da offrire. È necessario essere attenti a candidare il Comune ad ogni forma di finanziamento regionale o europeo in modo tale da coprire l’offerta amministrativa con tali fondi.

(N.B. *Angelo Ciavarella Soccio, oltre ad essere pronipote ed adottivo di Pasquale Soccio, sommo letterato e filosofo del ‘900 italiano, ne dirige anche l’omonima fondazione assieme ad altri parenti e personalità)

A cura di Antonio Del Vecchio, Rignano Garganico



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