Cultura

Tagli all’Università di Foggia. Sciopero dei ricercatori

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Ricercatori, immagine d'archivio (corriereuniv)

Ricercatori, immagine d'archivio (corriereuniv)

Foggia – L’UNIVERSITA’ degli Studi di Foggia quest’anno avrà 2 milioni di euro di contributi e, di conseguenza, non avrà la possibilità di attivare sette contratti ad altrettanti ricercatori. Il ministero del Lavoro ha deciso, infatti, di fare tabula rasa del decreto, approvato lo scorso aprile 2008, che prevedeva il finanziamento del progetto «Energia e territorio» presentato dalla facoltà di Scienze della formazione, a suo tempo dipartimento di Lettere.

LE REAZIONI DELLA REGIONE – ”La Puglia per Vendola apprende con sconcerto e rammarico della perdita di fondi per 2 milioni di euro per l’Università di Foggia”. Lo ha affermato oggi il presidente del gruppo La Puglia per Vendola del consiglio regionale, Angelo Disabato, attraverso una nota. “Sicuramente la Regione- continua Disabato- dovrà accertare le responsabilità’ per evitare che in futuro simili circostanze si ripetano. Anche noi, come gruppo consiliare, vigileremo affinché’ le risorse siano adeguatamente impiegate”. ”Proprio per questo – aggiunge Disabato – rilanciamo con forza la nostra proposta programmatica d’una conferenza permanente sull’economia e la formazione. Un tavolo di concertazione che veda insieme la Regione, l’università, il mondo dell’impresa, i sindacati, ci sembra la giusta camera di compensazione affinché’ le risorse, sia umane che economiche, trovino il loro utilizzo ottimale”.

IL PROGETTO ‘ENERGIA E TERRITORIO’ – Il progetto «Energia e territorio» prevedeva che il 70% dei due milioni di euro fossero indirizzati alla creazione di tre corsi di formazione per esperti in materia ambientale, comprese nuove figure professionali per il settore del turismo sostenibile. Il restante 30 per cento, invece, impiegati per sette contratti per nuovi ricercatori in scienze della formazione a Foggia. Il rettore dell’Ateneo, Giuliano Volpe, e l’allora assessore regionale alla Formazione Michele Losappio avevano sostenuto a più riprese, che i fondi non sarebbero mai andati perduti, cosa che è puntualmente verificata, presumibilmente per ritardi da parte della Regione nella presentazione del progetto al Ministero.

“È intenzione della Regione onorare gli impegni con l’Università di Foggia in merito al progetto Energia e territorio. Non si intende trascurare o abbandonare l’Ateneo di Foggia ma, al contrario, sostenerlo”, aveva dichiarato a suo tempo Losappio. Il risultato è che la richiesta di tali fondi è stata rigettata dal Ministero del Lavoro e a questo smacco, secondo i ricercatori, ci aggiungerà l’ulteriore depauperamento dell’università pubblica stabilito dalla finanziaria

DOPO LA MOBILITAZIONE DELLA CGIL – Dopo essere scesi in piazza nello sciopero generale indetto ieri dalla Cgil, i ricercatori pugliesi hanno deciso di mobilitarsi anche in vista della giornata di protesta nazionale della docenza universitaria, programmata per giovedì 1 luglio. La protesta prevede anche l’occupazione simbolica dei Rettorati e l’interruzione didattica di molti corsi di laurea. I ricercatori scientifici pugliesi hanno deciso di riunirsi in un Coordinamento composto dai rappresentanti dell’Università degli studi “Aldo Moro” di Bari, ma anche dell’Ateneo di Lecce, di Foggia e del Politecnico (Crup).

I RICERCATORI – I ricercatori parlano di “carattere vessatorio delle misure contro l’Università e la ricerca della legge 133/2008 e della legge 1/2009” che produrrebbe “il rischio di dissesto del sistema universitario che avrebbe conseguenze devastanti soprattutto nel Mezzogiorno, nonché l’iniquità dei tagli degli scatti di anzianità previsti dalla recentissima manovra finanziaria”. Gli effetti, lamenta il Crup, sarebbero strutturali e di lungo periodo, particolarmente penalizzanti per i docenti universitari e ancora più per i ricercatori più giovani e i precari”.

I ricercatori chiedono, inoltre, ai docenti universitari (ordinari, associati, ricercatori e a contratto) di indire il blocco delle attività didattiche e degli esami di profitto fino al 15 luglio, aderendo alla protesta già avviata dal Politecnico di Bari e da altri Atenei italiani. Ancora, chiedono ai docenti l’adesione alle dimissioni da tutti gli incarichi per l’impossibilità a svolgere le loro funzioni”. Infine, i ricercatori stanno raccogliendo, facoltà per facoltà, i curricula di tutti i ricercatori pugliesi, da inviare poi al Miur e al Presidente della Repubblica, con lo scopo di “sensibilizzare l’opinione pubblica sulle competenze e le risorse sperperate dall’attuale indirizzo governativo in tema di ricerca e Università”.



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