Capitanata

Roghi e cassonetti mancanti. L’emergenza continua

Di:

Rifiuti dati alle fiamme in Via San Lorenzo (St)

Foggia – A CIASCUNO il suo. La citazione, indegna, del celebre testo di Leonardo Sciascia descrive, lessicalmente, la ripartizione di colpe, responsabilità, onori ed oneri. A ciascuno il suo, motto antico di frammentazione paritaria, conquiste sul campo. In tempo di vacche grasse, a ciascuno la sua vacca. In tempo di vacche grame, a ciascuno la sua fame. Così, in tempo di confusione, a ciascuno la sua parte di caos.

MALUMORE – Già, perché la situazione rifiuti, in città sembra proprio non trovare una soluzione. Ed ogni quartiere versa in situazioni critiche. La proposta di aumento della Tarsu, poi, ha contribuito ad innalzare il livello dello scontro. Fra la popolazione serpeggia un certo malumore da attesa. Fuori della porta del sindaco, partiti ed associazioni cercano di capire come stiano realmente le cose. Su Foggia si è inoltre focalizzata l’attenzione dei media nazionali. Cosa che, se si vuole, fa tutt’altro che aiutare Gianni Mongelli.

“COLPEVOLI” – Il malumore si traduce in nervosismo, il nervosismo in domande. Argomento preferito è: che attente la Procura ad aprire un fascicolo in merito? Già, perché, adesso, il tempo della responsabilità s’approssima a grandi falcate. Amica e Palazzo di Città nel mirino della cittadinanza, stufa di far dettar legge a sacchetti di plastica e ratti. “La disinfestazione organizzata dal Corso Garibaldi – sbotta a Stato un commerciante del centro – è un’ammissione di colpevolezza. Hanno capito di condotto la città sul baratro di un’epidemia e provano a mettere delle pezze a colori per distrarci”.

I ROGHI – Ieri, intanto, è stato necessario l’intervento dei Vigili del Fuoco per domare un’incendio scoppiato in Via San Lorenzo. Stanchi della mancata raccolta, i cittadini hanno appiccato le fiamme ai contenitori della spazzatura. Risultato, in una giornata calda ma con vento, la propagazione del fuoco e pericolo allargamento del fronte. Nell’aria, il sapore acre della diossina sprigionata in gran quantità. “Sono almeno due settimane che non vedo passare i mezzi” si lamenta un’anziana signora. Altro che presidio a tappeto.

PIAZZA CESARE BATTISTI – E per chi tuona contro la mancata raccolta, c’è chi deve fare i conti con l’assenza di cassonetti. Sono, per esempio, i residenti ed i commercianti di Piazza Cesare Battisti. Un agglomerato mica da poco, quello dell’isola pedonale foggiana. Soltanto il cosiddetto “grattacielo” è ripartito in 48 appartamenti fra case ed uffici. Il che, quotidianamente ed in condizioni normali, vuol dire, in media, almeno 150 persone. Quest’ampia fascia di cittadinanza (che gravita attorno al Teatro Umberto Giordano) non sa dove conferire i rifiuti. Perché se la prospettiva (a Nord già realtà) è quella di far scomparire i cassonetti, è pur vero che l’unica maniera per realizzarla è approntare un piano di porta a porta estremo eppur razionale. Oltre, ovviamente, ad un sistema di differenziata spinta per plastica, vetro e carta. “Qualche tempo fa – racconta Renato Imbriani, una delle bandiere delle lotte della zona – partì una sorta di sperimentazione, mortificata sia dalla mancata insistenza di Comune ed Amica, sia dalla poca abitudine dei cittadini”. Punto e a capo, dunque. Ed i soliti vecchi, atavici problemi che ritornano ad ogni emergenza.

Il cartello in Via Tenente Iorio (St)

CASSONETTI WANTED – In tutta la zona, i cassonetti latitano. Il centro storico foggiano è letteralmente sprovvisto di contenitori. Una zona per il conferimento, ad esempio, era in Via La Greca. Scomparsa. In terra, rimane soltanto il marrone di un anormale percolato da decubito. Spariti anche i depositi di Via San Lorenzo e di Vico Teatro. Per non parlare di Via Arpi. “In nessuno di questi casi – ricorda Imbriani – alla gente è stata fornita una valida alternativa”. In effetti, ai cittadini tocca percorrere centinaia di metri sotto il sole cocente. Cosa che penalizza soprattutto gli anziani (che, in genere, sono anche i più disciplinati). In Via San Lorenzo ed in Via Arpi, poi, la situazione è anche peggiore. Perché, alla rimozione dei cassonetti, non ha fatto seguito l’adeguamento dei cittadini. I rifiuti, spesso bustoni in plastica da 50 litri, vengono abbandonati in terra, lasciati a marcire sotto il sole. Il tutto, senza che sia stato determinato da chicchessia. Stesse scene anche in Via Tenente Iorio, parallela di Via Giacomo Matteotti e poco distante proprio da Via San Lorenzo, dove, da giorni, staziona su un palo un cartello d’ammonimento: “I cassonetti sono stati spostati su Via Matteotti!! (a quattro passi. facciamo i civili)”. E’ la pancia di una città che prova a resistere al degrado.

STOP DELLA MAGGIORANZA ALLA TARSU – Ieri, intanto, in una riunione a porte chiuse con i consiglieri di maggioranza, Gianni Mongelli, avrebbe ricevuto un pesante arresto alla proposta di aumento della Tarsu ( Aumento Tarsu Foggia). A frapporsi fra tassa sui rifiuti e cittadinanza socialisti e vendoliani. Con il primo cittadino, stando alle indiscrezioni trapelate da Palazzo di Città, soltanto il Partito Democratico, deciso a non mediare il ruolo di Mongelli. Resta concreta la possibilità di far giungere a Foggia, in prestito, mezzi dell’Esercito da Brindisi. “Si, ma come uomini si adoperino quelli già presenti e praticamente inattivi”, dichiara a Stato Giorgio Cislaghi, segretario cittadino di Rifondazione Comunista.

p.ferrante@statoquotidiano.it



Vota questo articolo:
0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nota. Si informano i lettori che la testata giornalistica Statoquotidiano (www.statoquotidiano.it) è responsabile solo dei contenuti multimediali (video, foto etc) e dei testi presenti nella sezione "Articoli" e "Documenti". Non è in alcun modo responsabile dei contenuti e dei commenti presenti in tutte le sezioni del sito.

Articoli correlati

Pin It on Pinterest

Condividi