Manfredonia

Supersindaci, Faccioli: dipendenti inadempienti? 6 a casa

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Mario Faccioli sindaco di Villafranca (fonte image: radiopadova)

SUPERMARIO, classe 1964, da Nagrar (Verona), perito in telecomunicazioni e impiegato nella vita, guida il municipio a capo di una lista civica ma è pidiellino lato An, come molti da quelle parti, tanto che sotto quelle insegne ha già fatto il consigliere provinciale. SuperMario è diventato tale agli occhi dei suoi 34mila amministrati da quando s’è messo a usare il pugno duro nel suo municipio. Non discorsi ma lettere di richiamo ai dipendenti fannulloni e, in casi di infedeltà clamorosa, licenziamenti veri e propri. Un Renato Brunetta della Bassa veronese che, a differenza dell’ex-ministro veneziano, non scherza affatto: di travet furbetti ne ha già cacciati ben sei. Fra loro, un impiegato che prendeva soldi indebitamente per pratiche funerarie, un altro che aveva chiesto e ottenuto una tangente da 10mila euro e un’altra ancora che godeva permessi per assistere familiari e che, al contrario, se ne andava all’università. Con buona pace di chi ritiene che i dipendenti statali godano dell’impunità totale, anche i presenza di mancanze gravi.

«Le norme per poterlo fare ci sono. Eccome», ha spiegato giorni fa al Corriere Veneto, «e siccome sono un pignolo le conosco. È lo stesso contratto nazionale che ti permette di agire. E devi farlo subito, altrimenti diventa tutto più difficile…». Il segreto? Il puntiglio. «Sono una zecca fastidiosa e mi controllo tutti gli atti amministrativi», ha chiarito, «non dico che sia facile ma è probabile trovare anomalie in certi comportamenti. Sono un pignolo, ripeto, controllo tutto, faccio rifare. Basta fare degli incroci e, se c’è qualcosa che non va, lo scopri…».

Ma non basta essere vigili, non è sufficienti essere attenti, SuperMario sindaco ha svelato che occorre anche la prontezza: «Bisogna anticipare l’atto penale», ha teorizzato, «perché, quando inizia l’iter in tribunale, sei fregato, devi aspettare i tre gradi di giudizio prima di licenziare. Ma se lo fai prima, avendo tutte le carte che dimostrano la bontà del tuo provvedimento, è fatta» Come? «Verifico gli atti con i miei legali e applico il licenziamento senza preavviso. Lo dico anche ai miei colleghi sindaci: se conosci le norme puoi fare».

Lui le norme dice di averle imparate nientemeno che nel vecchio Movimento sociale italiano, in cui militava sin da ragazzo, tanto che amici e nemici ormai lo chiamano «il Dux di Villaffranca», in omaggio alle sue capacità di leadership certo, ma anche al Capo cui il Msi si richiamava: Benito Mussolini.

di Francesco Stammati, Italiaoggi



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