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Nota stampa

Provincia di Foggia, assunzioni in calo dell’11% a maggio

Gabriele Taranto (Ugl): ‘politiche attive del lavoro meno consolidate di quelle passive denotano approccio episodico’

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Foggia. “Il peggioramento di alcuni indicatori occupazionali registrati in Capitanata dal Settore delle Politiche del Lavoro della Provincia di Foggia, con riferimento al mese di maggio del 2015, che rivelano una diminuzione delle assunzioni dell’11%, e un decremento del 7% per i lavoratori assunti, non ci lascia sorpresi”. Lo dichiara il Segretario provinciale Ugl Foggia, Gabriele Taranto, commentando i dati diffusi, a fine giugno dai CPI relativi ai rapporti di lavoro attivati, trasformati e cessati in provincia di Foggia nel mese di Maggio 2016. Il settore economico in cui si verificano più assunzioni continua ad essere quello agricolo (50%), mentre alberghi e ristorazione registrano il 17%, i servizi e le costruzioni si assestano rispettivamente al 16% e 6%. Seguono il commercio con il 5%, e l’industria manifatturiera con il 5%. Le assunzioni con contratti a tempo determinato rappresentano l’87% del totale, ai contratti a tempo indeterminato è riservato il 9%. Rispetto a maggio 2015 si rileva un decremento dei contratti a tempo determinato (-9%) e un decremento di quelli a tempo indeterminato (-26%). Le donne sono interessate dalle assunzioni nel 30% dei casi contro il 70% riferito agli uomini. La presenza degli stranieri si attesta attorno al 27%. Il 52% delle cessazioni si verifica per scadenza del contratto.

“Stando al report statistico pubblicato dal Ministero del Lavoro, a luglio 2015 sull’andamento della spesa per le politiche occupazionali e del lavoro tra il 2009 e il 2013 – spiega il Segretario – dal momento in cui le politiche attive del lavoro risultano meno consolidate rispetto alle passive, se ne certifica allo stesso tempo il fallimento, e l’approccio indifferente ed episodico verso il problema, che più in generale percepiamo”. “Mai come in questo momento – evidenzia Taranto – i soggetti produttivi, istituzionali, insieme ai portatori di interessi collettivi devono dimostrarsi uniti di fronte a una Capitanata che possiede risorse, ma non dimostra ancora di avere capacità di spenderle. Un esempio evidente – prosegue il sindacalista – si ritrova nella scarsissima copertura del bacino potenziale di giovani pugliesi in cerca di lavoro.

Secondo gli ultimi dati elaborati dal centro di elaborazione Isfol su base Istat-RCFL, il 31 marzo 2016, la regione Puglia è penultima in Italia, seguita dalla sola Campania, ed è, insieme al Friuli Venezia Giulia e all’Emilia Romagna, tra le poche regioni dove il bonus occupazionale ‘Garanzia Giovani’ viene riconosciuto solo per contratti a tempo indeterminato. Ci aspetteremmo politiche del lavoro attive che agissero soprattutto sul piano della prevenzione della disoccupazione e sulle cause che la determinano. Al contrario – conclude – non possiamo che continuare a prendere atto di ritardi divenuti endemici nelle strategie sia di rilancio che di mantenimento dei livelli occupazionali, con la conseguente e progressiva erosione del tessuto produttivo, del potere d’acquisto dei salari e delle pensioni”.

Redazione Stato Quotidiano.it



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