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Vico, 3 giorni PD: chiude Elena Gentile

L’incontro con l’europarlamentare Elena Gentile ha chiuso la tre giorni organizzata dal circolo PD di Vico del Gargano guidato da Nicolino Sciscio

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Vico del Gargano. Ritornare tra la gente e ascoltare le storie dei singoli cittadini, ma anche guardare al proprio territorio come una realtà che non può più prescindere dal contesto internazionale. Questo il messaggio che è emerso durante la tre giorni organizzata dal circolo PD di Vico del Gargano, guidato dal suo nuovo coordinatore Nicolino Sciscio.
Tre giorni di partecipazione e di confronto a partire dal primo appuntamento del 24 giugno, nella villetta di Vico del Gargano, che ha visto la partecipazione dell’avvocato Patrizia Lusi della Direzione Regionale PD e presidente dell’ASP “Zaccagnino”, con la quale i cittadini hanno avuto la possibilità di discutere dei temi del “Reddito di dignità” e delle nuove potenzialità di lavoro sul territorio.

Al centro del secondo incontro invece, svoltosi sabato 25 giugno, i temi della progettualità e dell’imprenditorialità giovanile grazie all’intervento dell’avvocato Francesco Di Noia, segretario provinciale dei giovani PD. A chiudere la tre giorni del PD l’incontro pubblico, svoltosi domenica 26 maggio nella sala consiliare del Comune di Vico del Gargano, che ha visto protagonista l’onorevole Elena Gentile, europarlamentare del PD, membro della Commissione Lavoro e Affari Sociali e vice presidente dell’Intergruppo dell’Economia Sociale del Parlamento Europeo.
Ampio il campo di azione illustrato dall’europarlamentare cerignolana su tutte le opportunità offerte dalla nuova programmazione 2014-2020, a cominciare dall’economia del mare che oggi l’Europa indica come motore dell’economia con enormi potenzialità per l’innovazione e la crescita del territorio. Un’occasione questa che il Gargano e la Puglia non possono farsi sfuggire alla luce anche della definizione della Macroregione ionica-adriatica che apre orizzonti interessanti per la cooperazione con altre regioni e con i paesi balcanici:

“Abbiamo bisogno di avere una visione più innovativa che guarda all’altra sponda dell’Adriatico” ha spiegato l’on. Gentile. “Oggi abbiamo la possibilità di immaginare una piattaforma di sviluppo per il Gargano e per la provincia di Foggia. Questo è il momento di agire. Se in Europa dicono che il mare è lo strumento per lo sviluppo e per la crescita sostenibile ed inclusiva, noi dobbiamo concretizzare questa idea. Dobbiamo costruire dentro questa grande piattaforma l’idea di Mezzogiorno all’interno di una visione che collega il mare con l’entroterra. E la Puglia lo può fare”.
Una prospettiva questa che delinea allo stesso tempo nuovi profili professionali e nuove politiche attive per il lavoro:

“Occorre anticipare i tempi – ha precisato l’eurodeputata – dobbiamo formare competenze pronte a raccogliere la domanda del sistema di impresa: questo è al centro del progetto dedicato all’Economia del mare che prevede figure che vanno dal manutentore della vasca di acquacoltura alla nuova idea di trasporto e di turismo in mare. Per questo occorre avere una visione del territorio che non può essere legata solo a Vico del Gargano, ma che deve vedere Vico all’interno di una filiera che parte dal Gargano e scende giù verso il sud della Puglia”.
Al centro delle nuove opportunità di sviluppo per il territorio, come ha spiegato la Gentile, anche l’economia circolare, un modello in cui non ci sono prodotti di scarto e in cui le materie vengono costantemente riutilizzate, ma anche la green economy, la sharing economy, l’agricoltura sociale e la grande industria della cultura, espressioni di una sempre maggiore sensibilità da parte dei consumatori verso nuovi modelli di produzione che sviluppano a loro volta nuovi lavori.

A pochi giorni poi dal Referendum in Gran Bretagna non è mancata un’analisi dell’europarlamentare sulla scelta della maggioranza dei britannici di uscire dalla Unione Europea:
“Anche nel Regno Unito ha vinto l’onda d’urto del populismo” è stato il commento della Gentile. “L’Inghilterra ha risposto di pancia ad un quesito che invece meritava tutt’altra risposta. Singolare poi che quasi 3 milioni di cittadini stiano chiedendo di tornare alle urne per rivalutare quel risultato. Questo è il segno di come oggi la politica si consumi non sui temi o sul confronto ragionato, ma sui profili della contrapposizione e della demagogia che toccano le corde delle persone più fragili, quelle più vulnerabili”.

Questo non esclude per l’europarlamentare la necessità di una rivisitazione dei trattati europei e delle politiche attive messe in atto dall’unione Europea: “Il tema del lavoro è di materia degli stati membri che conservano la loro autonomia nella costruzione delle politiche attive del lavoro. Questo oggi non è più possibile. L’Europa deve costruire sue politiche del lavoro che devono essere riproposte negli stati membri come direttive da rispettare. È strano che in Europa dobbiamo decidere del diametro massimo di una vongola da commercializzare e non possiamo parlare di costo del lavoro, di politiche attive per il lavoro, se non per alcune fattispecie molto limitate. Non possiamo costruire politiche vere di contrasto alla povertà dentro una visione di reddito non di dignità, ma di reddito di cittadinanza. I cittadini hanno ragione: questa Europa appare, e in buona parte lo è, come l’Europa delle banche, delle multinazionali, della finanza, e non appare invece come il luogo per costruire percorsi democratici, inclusivi, percorsi che restituiscano dignità alle persone e consentano di declinare i nuovi diritti. Questo deve tornare ad essere l’Europa, che è stata per davvero il risultato di un grande sogno e di una grande ambizione”.

I riflettori poi si sono spostati sull’Italia e soprattutto sull’importante appuntamento di ottobre al quale gli italiani sono chiamati a pronunciarsi: il Referendum Costituzionale.
“Vengo da una storia di sinistra, vengo dal partito Comunista Italiano – ha ricordato Elena Gentile – ma voterò Sì e sosterò il Sì al Referendum perché questo è un passaggio decisivo. Non è solo un referendum pro o contro Renzi. In questo momento dobbiamo mettere al sicuro il governo e la sua storia. Poi discuteremo se tutti i tasselli di questo puzzle sono stati collocati al posto giusto. Certo, la riforma poteva essere migliore, sono la prima a dirlo. Io per esempio avrei abolito definitivamente il senato perché bisogna essere netti nelle decisioni e soprattutto perché non possono passare mille giorni per approvare una legge”. Dallo scenario politico internazionale fino a quello territoriale diventa fondamentale il ruolo che il PD, con la sua storia e i suoi valori, deve tornare a svolgere. “Dobbiamo tornare a fare quello che abbiamo sempre fatto e che purtroppo non facciamo più, – ha esortato la Gentile – ovvero andare nelle periferie, ascoltare le persone e raccogliere le sfide che questa terribile situazione economica ci pone. Dobbiamo aprire un confronto e costruire un dialogo con il partito al livello nazionale, perché quello che decide il governo deve essere sintonizzato con quello che noi possiamo e dobbiamo fare in Europa”.

Una sfida questa che oggi parte anche da Vico del Gargano grazie all’impegno della sezione locale del PD e del suo segretario Nicolino Sciscio, da pochi mesi coordinatore del circolo e già promotore di diverse iniziative che hanno moltiplicato le occasioni di confronto nel territorio. “In questa tre giorni siamo tornati in mezzo alla gente dopo tanti anni – ha spiegato Nicolino Sciscio. “Il nostro obiettivo è proprio questo: tornare ad ascoltare le persone. I risultati verranno se sapremo rispondere ai loro bisogni”.

Al neo coordinatore del circolo PD di Vico del Gargano gli auguri di buon lavoro dell’on. Elena Gentile: “Nicolino avvia un’esperienza importante, quella di tessitore di una nuova idea di partito e di comunità in un luogo del Gargano per me particolarmente affascinante e a cui sono molto legata fin da quando, 11 anni fa, ho iniziato la bella esperienza di governo prima alla regione Puglia, e oggi al Parlamento. Oggi come allora – ha precisato l’eurodeputata pugliese – sono sempre convinta che la politica è davvero lo strumento più importante per connettere le persone, per raccogliere e interpretare le loro ambizioni e, perché no, i loro sogni e le loro speranze, per poi tradurli nel concreto sul terreno del governo delle azioni possibili”.

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Redazione Stato Quotidiano.it



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Commenti


  • Federico

    Che bella donna. Altro che PD questa starebbe bene nella cooperativa MANFREDONIA VECCHIA di piazza d’uomo p…

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