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Dopo anni di crisi si rilevano le prime note positive di un mercato trainato soprattutto dalle località marine (+4,6%)

Case vacanza, la regina dei prezzi resta Santa Margherita

"Per gli Italiani resta un sogno e un obiettivo trascorrere le proprie vacanze in una casa, meglio se di proprietà". Parole dell'esperto del settore immobiliare turistico della Fimaa, Fabrizio Savorani


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Roma 29 luglio 2015 – Una “fotografia” dell’andamento delle locazioni e delle compravendite degli immobili nelle principali località turistiche per l’estate 2015 con le variazioni, Regione per Regione, dei canoni d’affitto e dei prezzi medi di vendita rispetto al 2014; la classifica delle prime 15 località turistiche di mare e di montagna con i prezzi medi di compravendita più elevati; le problematiche del settore e le proposte per il rilancio del turismo immobiliare. Questi, in sintesi, i temi che sono stati toccati nel corso dellea presentazione alla stampa dell’Osservatorio Nazionale Immobiliare Turistico 2015 sul mercato delle case per vacanza realizzato da Fimaa-Confcommercio – Federazione Italiana Mediatori Agenti d’Affari (Agenti immobiliari, Mediatori creditizi, Mediatori merceologici e Agenti in attività finanziaria), in collaborazione con la Società di studi economici NOMISMA.

Dopo anni di crisi si rilevano le prime note positive di un mercato trainato soprattutto dalle località marine (+4,6%). Il Presidente Nazionale Fimaa, Santino Taverna, commentando i dati dell’Osservatorio, ha sottolineato che “non si può certo parlare di ripresa conclamata, ma un certo ottimismo inizia ad emergere. La cautela rimane doverosa per evitare l’ennesima illusione dei tanti operatori immobiliari e creditizi che tuttora stanno pagando gli effetti di una crisi pesantissima del comparto”. “Saranno i risultati dei prossimi mesi – ha aggiunto Taverna – a confermare o meno l’attuale tendenza positiva del mercato. Ma al di là dei dati dobbiamo purtroppo evidenziare i 750mila posti di lavoro persi nella filiera e tanti operatori privati della speranza di ritrovare occupazione”. Il problema rimane sempre quello della eccessiva tassazione: “Anche se il clima di fiducia delle famiglie sembra migliorare, rimane una elevata pressione fiscale sugli immobili (Tasi, Imu, Registro e bollo, Irpef, Cedolare, ecc…) che frena e ritarda la vera svolta positiva del settore. Le difficoltà di accesso al credito dei giovani e degli stranieri (nonostante l’allentamento della morsa del credit crunch) costituiscono ancora una pesante zavorra per la vera ripresa del mercato”.

“I segnali sono comunque incoraggianti e s’inizia ad intravedere il sereno dopo la tempesta. Elementi che sembrano restituire speranza. I dati dell’Osservatorio 2015 indicano un comparto turistico capace di risollevare la testa: se nel 2014 il settore turistico del Belpaese è stato retto quasi esclusivamente dalle presenze straniere, quest’anno si registra un ritorno di turisti italiani nelle località di mare, lago e montagna. Una sensazione positiva influenzata probabilmente dal deprezzamento dell’euro, dal quantitative easing che ha allentato la stretta del credito e dalla riduzione del costo del greggio. Ma la crisi ha sicuramente ampliato il disagio sociale e la moderata ripresa non è ancora in grado di attenuare le difficoltà quotidiane di tante famiglie”. “Per alimentare nuovamente l’economia rimane indispensabile – ha concluso il presidente Fimaa – diminuire la pressione fiscale e ridurre gli sprechi della spesa pubblica improduttiva. Ben venga l’abolizione della tassa sulla prima casa (un’imposta che grava sull’80% delle famiglie italiane) ed il riordino in un’unica Local tax come annunciato dal premier Renzi. Un passaggio che potrebbe ridare fiducia all’investimento immobiliare e riportare linfa vitale ad un comparto capace di produrre il 20% del PIL nazionale. Purché non si tratti dei soliti annunci finalizzati al consenso, a cui siamo stati abituati nel passato. La cosiddetta politica del taglio da una parte ed aumento di tre volte tanto dall’altra per recuperare risorse essenziali alla vorace macchina pubblica, non è più tollerabile”.

“Per gli Italiani resta un sogno e un obiettivo trascorrere le proprie vacanze in una casa, meglio se di proprietà”. Parole dell’esperto del settore immobiliare turistico della Fimaa, Fabrizio Savorani. “La tipologia più richiesta, sia per l’acquisto sia per la locazione – ha sottolineato Savorani – resta il 4 posti letto, ben ubicato e di qualità. I prezzi medi sono in calo, ma si tratta di un calo più contenuto rispetto agli anni precedenti”. “In ogni caso – ha concluso Savorani – le locazioni sono la modalità preferita dagli Italiani per trascorrere le proprie vacanze. Le località più convenienti sono attualmente alcuni paesi della Sicilia, le Marche, l’Abruzzo, la Calabria e alcune località minori dell’Emilia Romagna, secondo quanto emerge dall’Osservatorio Turistico 2015”.

Le località più ambite (fonte: tgcom24) – La top 15 delle località più care ha visto negli ultimi dodici mesi ben poche novità. Santa Margherita Ligure si conferma in cima con 14.500 euro a metro quadrato, seguita da Forte dei Marmi con 14.000 e Capri con 13.500. Spazio poi alle più rinomate località montane: Madonna di Campiglio, Courmayeur e Cortina D’Ampezzo. New entry Sirmione, sul Lago di Garda, mentre Sestri Levante e Ortisei guadagnano una posizione rispetto alla classifica dello scorso anno.

Case vacanza, la regina dei prezzi resta Santa Margherita ultima modifica: 2015-07-30T00:54:41+00:00 da Redazione



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