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"Il voto segreto, che noi non abbiamo richiesto, ha dato il risultato che conosciamo e mi pare di capire con una certa trasversalità"

Caso Azzollini, Guerini: scelte prese dopo aver analizzato carte

"Se anche alcuni senatori del PD hanno scelto di votare contro l’arresto, evidentemente è perché non hanno rilevato dalle carte ragioni sufficienti per dare il loro assenso"


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Roma – “Sulla vicenda Azzollini mi è già capitato di dire che i senatori del PD si sarebbero comportati senza pregiudizi e senza sconti, approfondendo il merito della questione. Immagino che tutti i senatori di tutti i partiti abbiamo letto le carte per formare poi la propria convinzione. Il voto segreto, che noi non abbiamo richiesto, ha dato il risultato che conosciamo e mi pare di capire con una certa trasversalità. Se anche alcuni senatori del PD hanno scelto di votare contro l’arresto, evidentemente è perché non hanno rilevato dalle carte ragioni sufficienti per dare il loro assenso. Ribadisco che, trattandosi di scelte che riguardano le persone, vanno soprattutto analizzate le carte”. Lo dice in una nota Lorenzo Guerini, vicesegretario del Partito Democratico.

Stralcio dell’intervista di Luigi Zanda a l’Unità. «Resto sempre sorpreso sulla capacit à delle persone di esprimere opinioni nette sull’arresto o la libertà di una persona senza aver letto gli atti. Senza essere stati presenti al dibattito in aula. E senza, in questo caso, far parte del Senato dove, ricordo, c’ è stata una riunione dell’ufficio di Presidenza del gruppo in cui si è a lungo dibattuto su cosa fare. Da qui l’indicazione di tener conto del voto della Giunta e di votare secondo il convincimento di ciascuno”. Lo afferma il presidente dei senatori del Pd in un’intervista rilasciata a l’Unità. E, dopo aver affermato di non essere pentito della mail in cui ha richiamato “in modo inequivoco il voto della Giunta che si era espressa per l’arresto, invitato alla lettura degli atti, precisato che non era in gioco la presunta colpevolezza di Azzollini ma solo il fumus persecutionis, afferma di essere “contrario all’utilizzo del voto segreto, che nessuno di noi ha richiesto. Non è più uno strumento di garanzia delle libere opinioni ma sempre più un mezzo di lotta politica». Il voto di ieri “è stato caratterizzato da una vasta trasversalità. Non è possibile fare un conto preciso su chi ha votato a favore e chi contro. So bene che nel Pd c’erano opinioni e convincimenti diversi e quindi so che i senatori non hanno votato tutti allo stesso modo». Alla domanda sul “ribaltamento tra la Giunta e l’aula”, Zanda risponde: “La giunta è un organo paragiurisdizionale e i suoi componenti hanno funzioni molto simili a quelle di una magistratura. L’aula è un’assise con natura diversa. Se il caso è complesso, se si decide sull’arresto di una persona, è necessario sollecitare i senatori ad informarsi. Leggere atti, partecipare al dibattito e farsi un loro convincimento. Fu data un’indicazione di voto precisa solo per il caso Lusi nei cui confronti però la responsabilità era acclarata»- ricorda Zanda a l’Unità. Il capogruppo del Pd al Senato sottolinea infine che “in tempi molto brevi Azzollini sarà giudicato dal suo giudice naturale ed è lì che dovrà provare la sua innocenza. Il Senato era chiamato a pronunciarsi sulla misura cautelare ed è solo su questo che si è espresso con la trasversalità che abbiamo detto».

Sulla nuova maggioranza Renzi-Verdini-Azzollini, Zanda risponde: «Stupidaggini ne sento tante, poche così grosse”.

Caso Azzollini, Guerini: scelte prese dopo aver analizzato carte ultima modifica: 2015-07-30T21:34:50+00:00 da Redazione



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