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Il gioiello di Devia ci viene descritto, spiegato e presentato nella sua preziosità attraverso tre capitoli maggiori, che accompagnano il lettore in un percorso logico partendo dall’esame della geografia e della storia del territorio dall’epoca medievale

Gianclaudio Petrucci: “Gli affreschi della chiesa di S. Maria di Devia”

Il lettore potrà apprezzare lo spirito critico, che contraddistingue Petrucci e lo hanno caratterizzato come un attento giovane studioso, puntuale e coraggioso nelle sue riflessioni


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Rodi Garganico – Il prossimo 9 agosto a Rodi Garganico (FG) il PROF. RAFFAELE CERA (Presidente della Fondazione Pasquale e Angelo Soccio) e la PROF.SSA LIANA BERTOLDI LENOCI (Presidente del Centro Studi Storici e Socio Religiosi in Puglia) presenteranno il volume «Gli affreschi della chiesa di S. Maria di Devia» del DOTT. GIANCLAUDIO PETRUCCI (Edizioni del Rosone – Foggia). Il libro raccoglie gli esiti di una ricerca durata oltre dieci anni – condotta tenendo presenti sia le maggiori pubblicazioni relative all’argomento, sia inediti documenti d’archivio – e offre una visione comprensiva della città e della chiesa di Devia, testimonianza di una continuità cultuale dell’area garganica che persiste fino ai nostri giorni, e delle stratificazioni socio-devozionali e culturali avvicendatesi nello straordinario e multiforme contesto storico della penisola del Gargano. Il gioiello di Devia ci viene descritto, spiegato e presentato nella sua preziosità attraverso tre capitoli maggiori, che accompagnano il lettore in un percorso logico partendo dall’esame della geografia e della storia del territorio dall’epoca medievale – e in particolare dall’XI° secolo – fino alla modernità, per poi concentrarsi sulle varie fasi dei restauri che hanno interessato la basilica e terminare con un’analisi del programma decorativo degli interni, discusso con una analisi iconografica e iconologica alla luce della più illustre storiografia sull’argomento. Attraverso l’osservazione attenta degli spazi, dei colori, delle posture, delle proporzioni anatomiche, della caduta dei panneggi, si ipotizzano molteplici fasi di interventi a Devia da parte di artisti più o meno qualificati, la cui presenza si giustifica anche con la storia geopolitica, militare e sociale dei popoli del Mediterraneo e, conseguentemente, dell’Adriatico. Infine, l’opera si conclude con una originale riflessione dell’Autore sullo stato attuale del sito di Devia e della chiesa di Santa Maria e con proficue e preziose considerazioni sullo sviluppo dell’area in futuro. Per rendere l’opera più agile e apprezzabile agli occhi del pubblico, il testo è stato privato di eccessive descrizioni, lasciando invece spazio ad un ricco apparato di illustrazioni, in gran parte realizzato da fotografie dell’Autore, ma provenienti anche da altri archivi, privati e pubblici, che fornisce adeguato supporto visivo durante la lettura e, per la prima volta, presenta nei particolari il ciclo di affreschi dell’edificio, aggiungendovi anche pertinenti confronti con opere di altra provenienza. Nello stesso spirito si presenta un’importante sezione di documenti, qui riprodotti grazie all’attenzione degli archivi che ne hanno concesso i permessi di stampa e corredati da utili trascrizioni dell’Autore, evidenza della varietà di competenze acquisite e della sua acribia nello svolgimento delle ricerche.

Il lettore potrà apprezzare lo spirito critico, che contraddistingue Petrucci e lo hanno caratterizzato come un attento giovane studioso, puntuale e coraggioso nelle sue riflessioni. Inoltre, la sua raffinata penna, l’evidente passione per il territorio, nonché le diffuse citazioni dotte che testimoniano un’avida e brillante mente rendono il volume una stimolante lettura, capace di interessare studiosi, appassionati e lettori in genere per scoprire uno dei molti tesori nascosti del Gargano: uno di questi è appunto la chiesa di Devia, un monumento che, per la sua importanza storico-artistica, dovrebbe essere inserita nei percorsi turistici del Gargano, arricchendo così tutto il territorio dello sperone: mare, panorami, boschi, devozione, arte e storia. L’auspicio è che, anche grazie a questa raffinata ed articolata ricerca, la basilica di Devia possa uscire dalle tenebre dell’oblio e dell’indifferenza che l’hanno avvolta per tanto tempo!

L’appuntamento è per il 9 agosto a Rodi Garganico (FG), Largo Cairoli, ore 20,30.

(Foggia, 29/07/2015 – IL PRESIDENTE PROF.SSA LIANA BERT)

Gianclaudio Petrucci: “Gli affreschi della chiesa di S. Maria di Devia” ultima modifica: 2015-07-30T12:58:42+00:00 da Redazione



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