CulturaManfredonia
A cura del professor Pasquale Ognissanti

I Capuano di Manfredonia a Trieste

Storia di una delle più prestigiose famiglie sipontine nell’ambito politico, amministrativo e mercantile


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Manfredonia – “I Capuano di Manfredonia a Trieste” è il titolo di un interessante saggio curato da Michele Losito. L’autore, dopo paziente lavoro di ricerca di archivio a Trieste, è riuscito a dare una configurazione completa della famiglia Capuano, di origine sipontina, nella comunità triestina dal’500 a i primi anni dell’’800. Losito enumera tutte le personalità della famiglia che si sono distinte a Trieste, iniziando da Marcello (nel 1565, Luogotenente e poi Capitano di Pisino in Istria) e proseguendo con Giovanni Antonio (1555-1625, pubblico notaio), Aloisio (1590-1665, nipote di Marcello), Marcello Lorenzo (1671-1748, ammesso nel Consiglio Maggiore e soprastante dell’arsenale di Trieste), Ignazio Francesco Antonio (1749-1839, Consigliere di governo, Preside del Magistero, Capo provvisorio della città, nel 1805, ecc.), figlio di Marcello Lorenzo. Con Ignazio Francesco Antonio si estingue la famiglia. Viene naturale chiedersi come e perché un componente della famiglia Capuano sipontina si ritrovi a Trieste. Secondo lo studio di Losito, il capostipite della famiglia giuliana è Marcello, che ha due figli, Aloisio (1535-1591) e Giovanni Antonio (1555-1625). La famiglia Capuano, a Manfredonia, si è sempre contraddistinta come una delle più prestigiose nell’ambito politico, amministrativo e mercantile, le notizie che la riguardano si rilevano già nel Trecento; tra i vari incarichi ricoperti, i suoi componenti hanno svolto la funzione di consoli veneti a Manfredonia. Ed in occasione della guerra franco-veneta contro il viceregno spagnolo nel meridione d’Italia, ed il relativo assedio delle armate comandate dal Lautrec, nel 1528, pare che i Capuano, con altre famiglie sipontine, abbiano parteggiato contro gli spagnoli. Tanto è, che con lo stabilizzarsi della situazione politica, nel 1531, Federico, Eligio e Aloisio (o Luisetto) vengono puniti e mandati in esilio.

Los biennes de Federico y Eligio Capuano de Manfredonia concedidos al dicho Farfan; Los bienos de Luysetto Capuano de Manfredonia acusado de rebellion, que fasta agora no està condemnado

Ed ancora, nel 1534, nella denuncia dei falsi neofiti (ebrei convertiti al Cristianesimo), come denunciati figurano Oliviero, Barnaba e Pier Giorgio Capuano; insomma, in questo torno di tempo i Capuano di Manfredonia si trovano in difficoltà, e qualcuno è già andato via dalla città.

Nei fuochi esclusi dalla tassazione, nel 1533, si ha pure Loisio Capuano: 77) Loyse Capuano notato n. 582 se deduce per essere abitante in Dalmatia de Schiavonia per soa ribellione et tucte le
sue robbe esserno state confiscate ala Regia Corte
.

Alla luce di quest’altra notizia dovremmo credere che il capostipite dei Capuano di origine sipontina, stabilitosi prima in Dalmazia e poi a Trieste debba essere Loisio, dal quale sarebbe nato Marcello e, successivamente, sarebbe nato l’altro Loisio, come si è avuto modo di vedere. Va aggiunto che lo stemma dei Capuano operanti a Trieste, come appare alla base dell’albero genealogico, è uguale a quello che si trova su una lastra tombale e allo stemma che campeggia su una abitazione posta in fondo a via Ospedale Orsini, ad angolo di via della Maddalena, prima della postierla che mena al mare. Un saggio che mette in evidenza l’importanza della classe mercantile sipontina, che per secoli ha avuto nel mare Adriatico, il suo sbocco naturale e la sua vitalità.

(A cura del professor Pasquale Ognissanti, Manfredonia, inviato il 30 luglio 2015)

I Capuano di Manfredonia a Trieste ultima modifica: 2015-07-30T15:01:18+00:00 da Redazione



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Commenti


  • aldo caroleo

    Professore, grande prezioso studioso della Storia di questa città- Un grazie per ciò che ha fatto e continuera a dare.
    aldo caroleo

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